Esasperazione alta nella scuola per gli insegnanti che non passano di ruolo in Veneto

Alcuni dei partecipanti alla protesta di Mestre  FOTO Porcile

Sindacati in piazza: in numeri assoluti si parla di 20 mila persone ancora in attesa dell’agognata mèta. Molti insegnanti costretti a cambiare istituto quasi ogni anno

VENEZIA. Alla fine, quella andata in scena in piazza Ferretto a Mestre, si è trasformata in una manifestazione nella manifestazione. Quella ufficiale, indetta dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Anief, contro un “sistema” che blocca i passaggi in ruolo degli insegnanti.

Quella improvvisata, ma persino più partecipata, organizzata da quegli stessi insegnanti precari che, dopo anni di lotta al fianco dei sindacati, hanno deciso di affrancarsi dalle bandiere, non sentendosi più rappresentati da quei simboli.

«Un anno fa eravamo in questa stessa piazza, sotto le stesse bandiere, a cantare le stesse canzoni di Francesco De Gregori e a chiedere le stesse cose. Da allora non è cambiato niente» protesta Federico Giovannone, docente precario di materie scientifiche, sette scuole cambiate in sette anni. Le recriminazioni sono sempre le stesse. «Il 30% delle cattedre, in Veneto, è coperto da professori precari. Era così quest’anno e sarà così anche a settembre» spiega Sandra Biolo di Cisl.

In numeri assoluti, secondo Marta Viotto (Cgil), si parla di 20 mila persone ancora in attesa dell’agognato passaggio in ruolo. L’ossatura della nostra scuola; eppure, un’ossatura fragilissima, come dimostra la stabilizzazione, quest’anno, di appena il 15% dei docenti che vi avrebbero avuto diritto.

«Io ho cambiato dieci scuole in sei anni» la testimonianza di Ivana Bax «L’ultimo giorno di lezione, i miei ragazzi mi hanno chiesto se sarò con loro anche l’anno prossimo. Volevano scendere in piazza al mio fianco».

I sindacati portano in piazza le istanze dei professori. Ma l’impressione è che tra le parti ormai vi sia un oceano. «Meno selfie, meno canzoni e più attenzione alle nostre istanze» grida un docente, rispondendo al comizio sindacale.

«Tra noi e voi c’è meno distanza di quanto voi crediate» la risposta di Viotto. In piazza sono un’ottantina. C’è anche una delegazione nutrita delle famose “maestre senza laurea”.

Lamentano assunzioni a centinaia di chilometri di distanza dalla loro residenza, nonostante, sostengono, la necessità di insegnanti anche nella loro stessa provincia. Catia Rocca, 13 anni di precariato, è stata spostata da Verona a Venezia, e lo stesso Silvia Lanza, mentre Raffaella Barrella da Treviso a Verona. Clementina Martino, da Pianiga ad Agordo, «con due figli minori a casa e il marito militare».

Elena Cagalli, da Verona a Mestre: «Con spese, affitto e due viaggi a settimana per tornare a casa». Chiedono rispetto.

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