Cansiglio, il ritorno degli ibis eremiti dopo un viaggio di 500 chilometri monitorato dal gps

Un’appassionata mercoledì ha avvistato alcuni esemplari e postato le loro foto su Facebook

BELLUNO. Gli ibis eremiti sono tornati. Grazie al progetto europeo “Life+ Biodiversità” che mette in rete partner italiani, austriani e tedeschi per reintrodurre la rarissima specie di uccelli in natura, dopo decenni di pressione venatoria che per pochissimo non li ha fatti sparire dalla faccia della terra, questi uccelli dal lungo becco arcuato e dal piumaggio ipnotico sono tornati a solcare anche i cieli bellunesi.

Li ha immortalati mercoledì mattina in Cansiglio Tita Lorenza Fain, che pubblicando alcune foto su Facebook ha acceso il tam tam mediatico. Stando ai dati raccolti dai ricercatori coinvolti nel programma, un esemplare è sicuramente “Luigi 053”, nome maschile per «una femmina di 7 anni», precisa Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del parco Natura Viva di Bussolengo, partner italiano del progetto.

«Si tratta di un esemplare di generazione F1, ovvero cresciuta dai genitori biologici dopo essere nata nella colonia di Burghausen nel 2014». Partita dall’area di svernamento ospitata dall’oasi Wwf della laguna di Orbetello, in provincia di Grosseto, sta affrontando praticamente da sola la migrazione primaverile verso nord, alla ricerca di temperature più fresche. Un viaggio di oltre 500 chilometri.

«Ha già fatto tappa a Firenze, a est di Ferrara e poi il 18 marzo si è fermata vicino a Pordenone. Da lì si è spinta fino a Udine, ma ormai sono tre mesi che si trova nella zona della foresta del Cansiglio». Una situazione che non preoccupa gli esperti, visto che «quando si sarà stufata, non troverà più cibo o il clima sarà troppo torrido, sicuramente si sposterà di nuovo e andrà probabilmente in Baviera, in un sito riproduttivo». La sua traiettoria è monitorata attraverso un Gps che le è stato assicurato alla zampa sinistra grazie a un vistoso anello blu.

Nella fase migratoria non si interviene praticamente mai, se non in caso di deviazioni completamente fuori rotta. "Salvatore 137" ad esempio era sparito due giorni fa in località Arco, in provincia di Trento, ed è stato ritrovato martedì dentro un ufficio in disuso.

A fargli compagnia per un po' c'era anche Nepomuk, una femmina che si è stabilita in zona da qualche settimana. «Essendo stata allevata dai suoi genitori, Luigi non ha avuto bisogno di fare la migrazione guidata, cosa che invece è successa a loro che appartengono alla generazione F0, allevata dall'uomo».

Nel corso della sua vita, l'ibis adulta ha già percorso quasi 2 mila chilometri in volo e «la sua presenza è fondamentale, perché quando si riprodurrà sarà in grado di insegnare ai suoi piccoli come viaggiare», rendendo la reintroduzione della specie sempre più naturale. I viaggi possono avvenire in solitaria ma anche in gruppo, tanto che la Fain ha immortalato un altro ibis con Luigi due giorni fa, di nome Gemini.

C'era anche Agada con loro, che però alle 5 e mezza di ieri si era già spostata dal Cansiglio alla Valsugana. 

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