Rt verso l’1, ma il Veneto resterà giallo: ecco perchè

Uno spritz all'aperto in un'osteria trevigiana

La rassicurazione è arriva direttamente dal governatore Zaia, nel corso del punto stampa quotidiano nella sede della Protezione civile di Marghera: “Non andremo in arancione nè lunedì 10 maggio, nè quello successivo”. Ecco la spiegazione, tra dati vecchi di 15 giorni e campagna vaccinale a pieno regime

VENEZIA. Nonostante un Rt allo 0.95 - e quindi prossimo all’1 che farebbe scattare la colorazione dai toni più cupi - il Veneto non rischia il passaggio in zona arancione, come paventato ieri dall’assessora alla sanità Manuela Lanzarin. La rassicurazione è arriva direttamente dal governatore Zaia, nel corso del punto stampa quotidiano nella sede della Protezione civile di Marghera.

I parametri che decidono il passaggio di colorazione, infatti, sono molteplici, non esaurendosi nel solo Rt. «Ci sono tre scenari, ognuno dei quali prevede delle specifiche misure da adottare. E noi abbiamo uno scenario di rischio basso. Grazie all’incidenza, che da noi è molto moderata (97 positivi ogni 100 mila abitanti), non andremo in zona arancione: né lunedì prossimo, né la settimana successiva» ha precisato Zaia, sottolineando inoltre che il valore indicato oggi è in realtà una fotografia ferma a quattordici giorni fa.

«Adesso i dati sono sicuramente più bassi». Ulteriori distinzioni andrebbero poi fatte tra province.

«Se anche l’Rt del Veneto andasse a uno non dovremmo andare in zona arancione, perchè siamo a rischio basso. Abbiamo comunque una previsione di abbassamento dell’Rt... questo è l’Rt di 14 giorni fa»

Se, in quella di Treviso, l’Rt è a 0.81, il valore è necessariamente sopra l’1 altrove. Ma, spiega Zaia, in queste due settimane, la cifra è scesa ovunque e non ci sono aree che destano particolare preoccupazione.

«C'è omogeneità in tutto il Veneto» aggiunge Lanzarin. In ogni caso, con l’avanzare della campagna vaccinale, le regioni spingono affinché anche i parametri vengano rivisti. «Chiediamo l’introduzione degli Rt sintomatici e Rt ospedaliero. E’ giusto dare più spazio all’impatto ospedaliero-sanitario, considerando che è già stato vaccinato mezzo milione di veneti» conclude il governatore. 

«Dobbiamo scavallare il 20 maggio poi si ipotizza che tra vaccino e cambio delle temperature il virus qualche spallata se la prende - ha proseguito - Bisogna arrivare salvi a fine maggio».

 «Ormai - ha proseguito - un terzo dei veneti sono vaccinati, abbiamo i monoclonali, abbiamo dispositivi. Il gruppo di lavoro coordinato dalla dottoressa Russo con l'Iss punta ad avere nuovi parametri, che introducano il principio di automatismo, come è avvenuto per i colori delle aree. Sì all'Rt ma soprattutto all'Rt con sintomi e all'Rt ospedaliero, in un contesto di dinamicità». Sottolineando che «comunque resteranno le zone»,

Zaia ha notato che «anche se qui c'è rischio basso, c'è il rischio che per un calcolo questa estate i turisti si trovino a essere chiusi senza muoversi. Non sto liquidando la partita Coronavirus, ma vedo tanti happy hour, tanti assembramenti. Dico ai giovani: dateci tregua almeno fino a giugno, finiamo questa valanga di vaccini - ha concluso - così abbiamo messo in sicurezza migliaia di cittadini».   

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