Veneto Banca, il processo a Consoli resta a Treviso

Vincenzo Consoli in aula (Foto Film)

Respinta l’eccezione di incompetenza territoriale a favore del tribunale di Trento, per la presenza di due magistrati tra i risparmiatori dell’ex Popolare di Montebelluna

TREVISO. Il processo a Vincenzo Consoli rimane a Treviso. L’ex amministratore delegato di Veneto Banca, 72 anni di Vicenza, arrivato stamattina in aula con il suo avvocato, sarà giudicato dal tribunale del capoluogo della Marca, unico imputato per i reati di ostacolo alla vigilanza, aggiotaggio e falso in prospetto per aver sostanzialmente nascosto agli organi di vigilanza, in particolare Banca d’Italia e Consob, il reale valore del patrimonio della banca e delle relative azioni.

Lo ha deciso il collegio dei giudici del palazzo di giustizia di Treviso, presieduto da Umberto Donà, che ha così respinto l’eccezione del legale di Consoli, l’avvocato Ermenegildo Costabile, che all’udienza del 10 aprile scorso, aveva sollevato l’eccezione di incompetenza territoriale a favore del tribunale di Trento, per la presenza tra i risparmiatori dell’ex Popolare di Montebelluna, di due magistrati (un giudice è un pubblico ministero onorario) che operano in Veneto.

I giudici del collegio hanno inoltre deciso che Banca Intesasanpaolo non entrerà nel processo come responsabile civile, così come aveva deciso il gup Gianluigi zulian. Sfuma quindi la possibilità per le parti civili di essere eventualmente risarciti dal colosso bancario che ha rilevato Veneto Banca.

Sono stati esclusi dalle parti civili circa 370 risparmiatori: si tratta di quei soci che avevano già sottoscritto con Veneto Banca la transazione nel 2017.

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