Spedizione punitiva in piazza Tre picchiati con le spranghe

Una dozzina di giovani si scaglia contro quattro avventori seduti al Caffè al Teatro Paura e danni nel primo pomeriggio in mezzo alla gente. Feriti portati all’ospedale

Conegliano

Trenta secondi di pura violenza nel salotto buono della città: colpi di spranga, sedie e tavolini che volano, feriti e attimi di terrore. Ieri pomeriggio il plateatico del “Caffè al Teatro”, in piazza Cima, si è trasformato in un ring: più che una rissa tra gruppi rivali, quella a cui hanno assistito sgomenti decine di clienti è stata una vera e propria spedizione punitiva. È durato tutto meno di un minuto, ma l’episodio di ieri, per la brutalità, l’ora e il luogo in cui è avvenuto rischia di lasciare il segno.


Manca poco alle 15.30 quando quattro giovani, di origine esteuropea, si siedono su un tavolino all’aperto sotto alla scalinata del Teatro Accademia. Arriva il cameriere, ordinano dei caffè, ma non riusciranno nemmeno a consumarli perché nel frattempo saranno raggiunti e accerchiati da un gruppo di rivali, formato da almeno una dozzina di persone. Anche questo gruppo è formato da persone di origine balcanica. Si incrociano gli sguardi, poi inizia il pestaggio. Spuntano le spranghe di ferro e partono i colpi. I ragazzi aggrediti, tra i 19 e i 25 anni, cercano di difendersi e di scappare in diverse direzioni. Lanciano contro gli aggressori sedie e tavolini del bar, cercando di usarli come scudi. Vengono inseguiti e presi a bastonate. I colpi arrivano sulle braccia e anche sulla testa. Un giovane, con i pantaloni arancioni e la t-shirt bianca inciampa e cerca di proteggersi, gli piombano addosso in tre al centro della piazza e poi arrivano anche gli altri. Nel frattempo un altro suo amico, scappa in direzione opposta. Un altro ancora si accascia a terra.

In meno di un minuto il plateatico è completamente vandalizzato, la gente si dilegua e gli aggressori tornano ordinatamente indietro da dove erano venuti, tra gli sguardi impietriti delle persone sedute nei bar circostanti. I primi ad arrivare sul posto, saranno i medici del Suem.

Ad avere la peggio in questa spedizione punitiva sono stati tre giovani: E.A. di 19 anni, I.A. di 25 anni e B.I. 20 anni. Vengono portati all’ospedale di Conegliano. Il più grave viene sottoposto a Tac, gli altri vengono semplicemente suturati, nessuno di loro risulta in pericolo di vita.

Dopo alcuni minuti sono sul posto anche le forze dell’ordine. Ad occuparsi delle indagini sono il commissariato di Conegliano e la squadra mobile di Treviso. Rimane stretto il riserbo sull’eventuale movente e sulle cause dell’aggressione, ma gli inquirenti confermano che denunceranno tutti i responsabili, ancora in fase di riconoscimento e individuazione, per rissa e lesioni personali aggravate. È nutrito sia l’elenco delle persone che dovranno rispondere di queste accuse, almeno una dozzina, sia quello dei testimoni sentiti dal personale della questura. Attorno a metà pomeriggio, non è mancato in piazza Cima anche un breve presidio da parte dei carabinieri.

Dietro alla violenta aggressione di ieri pomeriggio vi sarebbero screzi pregressi. I due gruppi si erano probabilmente già incrociati pochi muniti prima nella zona della stazione dei treni. Qui sarebbe nato l’alterco, in molti accreditano l’ipotesi che le due “fazioni” se la fossero già giurata. Dopo il primo scambio di offese, ognuno sarebbe andato per la propria strada. Il quartetto a bere un caffè, gli altri a recuperare l’armamentario di mazze e tondini di ferro.

La salita degli aggressori dalla stazione verso piazza Cima, attraverso la Scalinata degli Alpini fin dai primi istanti ha insospettito alcuni clienti seduti al bar. L’avanzata minacciosa del gruppo, in fila indiana, impugnando tondini di ferro, con qualche robusto soggetto incappucciato, non è passata inosservata. C’è chi è riuscito a impugnare il cellulare e riprendere l’intera sequenza dell’aggressione. I video da varie angolazioni sono diventati immediatamente virali.

Seduta accanto al tavolino preso di mira dagli aggressori, c’era una famiglia. Appena sono iniziate a volare le sedie la mamma ha preso il proprio figlio in braccio e si è rifugiata nel bar vicino. A quell’ora piazza Cima era gremita di persone che si stavano godendo la prima domenica con i plateatici aperti. La violenza si è scatenata improvvisamente causando anche seri danni al materiale del bar: «Sedie e tavolini gialli sono tutti da buttare», spiega il titolare Corrado Boscarato. «Ma quello che ci fa davvero pensare è che scene come questa possano avvenire anche qui, in pieno centro. In 30 anni di attività non ci era mai accaduto». —



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