Svolta superstipendi per i manager di Zaia, il Consiglio regionale dà l’ok: «Siamo un’azienda»

Uffici postali chiusi nei piccoli paesi, una raffica di critiche. Le mozioni di Finco e della Venturini trovano pieno sostegno 

VENEZIA. Via libera all’aumento degli stipendi per i top dirigenti della giunta veneta: si parte da 146 mila euro l’anno, cui va aggiunto il premio di risultato del 20 per cento e si arriva a 174 mila. Zaia ha chiesto carta bianca e il consiglio ha “obbedito” modificando la legge. Ora verrà applicato “il limite massimo previsto per le figure apicali della dirigenza pubblica”: Renzi lo aveva fissato a 240 mila euro per i ministeri, Zaia ha equiparato il bonus solo al segretario generale della sanità, ma il professor Luciano Flor ha preferito mantenere la stessa indennità dei dg delle Usl. Gesto assai raro, passato sotto silenzio: nessuno ha mai rinunciato a 40-50 mila euro l’anno. Chapeau.

In riva al Canal Grande siamo al cambio di passo: nella sua terza legislatura, il Doge serenissimo allarga i cordoni della borsa per premiare non i 3 mila dipendenti ma i 7-8 responsabili delle segreterie di palazzo Balbi e i 7-8 top manager della sua squadra, i “capi d’area” a suo giudizio «più efficienti dei burocrati romani» che gli hanno messo i bastoni tra le ruote nella trattativa sull’autonomia differenziata.


La ratio l’ha spiegata l’assessore al Bilancio Francesco Calzavara: «Il presidente della giunta veneta è come l’amministratore delegato di una grande azienda e va messo nelle condizioni di decidere in tempo reale e in assoluta autonomia. Zaia ha rinunciato a due assessori, ora siamo in 8, e quindi vanno riviste le competenze con la scelta del personale dopo il taglio del 20% dei costi da indennità». Gli uffici vanno riorganizzati: valga per tutti il caso di Federico Caner, che gestisce il turismo e anche l’agricoltura, con le “holding” Avepa e Veneto Agricoltura.

Vanessa Camani


Di segno nettamente opposto il parere del Pd, con Vanessa Camani che ha parlato di forzature, con un cambio di rotta mai verificato dal 1970 ad oggi, un trasferimento di poteri all’esecutivo che vanifica la funzione di controllo del consiglio regionale, chiamato ad avallare una riforma che pone il Veneto in un contesto anomalo rispetto alle altre 14 regioni ordinarie. «Parlare di semplificazione è oltremodo fuorviante, il Pd ha contestato la delega alla Giunta sul trattamento economico di tutte le figure dirigenziali apicali della Regione. Ben sette dirigenti escono così dai vincoli della contrattazione collettiva decentrata e la definizione del loro compenso viene delegata alla Giunta. È il Consiglio che dovrebbe legiferare sul tema», ha detto la Camani.

Per mettere a tacere la polemica, Giuseppe Pan, capogruppo della Lega Salvini ha parlato di «sindrome da opposizione: Zaia ha vinto con il 76% e va messo nelle condizioni di decidere la riorganizzazione. Io ne sono l’esempio, ho perso la poltrona all’Agricoltura». Da “soldato” ha obbedito. Senza polemiche.

Unico vero punto di convergenza tra Lega e Pd, il via libera alla costituzione di parte civile della Regione Veneto nei processi per associazione a delinquere e di stampo mafioso. Luciano Sandonà è stato chiarissimo: «Vogliamo combattere con tutti i mezzi le organizzazioni criminali e con questa legge la costituzione di parte civile sarà automatica».

Elisa Venturini


Lega di governo ma anche di opposizione come vuole Salvini, pronta a lamentarsi per i disservizi di Poste italiane, che chiude gli uffici nei piccoli paesi, tanto che Nicola Finco ha promosso una mozione di protesta che ha trovato il consenso convinto di Erika Baldin (M5s) e di Giacomo Possamai (Pd). La lista dei disagi è infinita soprattutto per i pensionati, tanto che Alberto Bozza ed Elisa Venturini (FI) hanno fatto il bis con una mozione analoga. Le poste debbono consegnare la corrispondenza tutti i giorni e non raccogliere solo risparmi, è una società quotata in Borsa controllata dallo stato tramite Cdp e deve mantenere il suo ruolo pubblico. Troppe code per ritirare la pensione, il Veneto si faccia sentire, basta con i disservizi, ha detto la Venturini.

Ultimo flash. Sul monte Baldo vogliono piantare una croce alta 18 metri per incentivare il turismo con un sentiero religioso, il comune di Malcesine non si ferma e Cristina Guarda ha parlato di scempio ambientale ma per la giunta Zaia il progetto è un capolavoro. C’è da capire cosa accadrà appena partiranno i lavori. —


 

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