Covid, prenotazioni dei vaccini in farmacia, è assalto in Veneto: «Ogni giorno 100 mila anziani»

Bellon (Federfarma): «Non ci sono posti disponibili, la scorsa settimana c’è stato il blocco totale»

/ VENEZIA

Un esercito di circa 100 mila persone. Sono tanti i cittadini veneti che, ogni giorno, si presentano in farmacia, alla ricerca di informazioni sui vaccini contro il Covid. C’è chi chiede un aiuto nella prenotazione, come previsto da un accordo regionale; chi, impaurito, ha bisogno di rassicurazioni e conforto; ma anche chi si presenta in farmacia chiedendo l’iniezione.


«Alcuni anziani sono arrivati sostenendo che in alcune strutture avevano già iniziato a vaccinare» spiega Andrea Bellon, presidente veneto di Federfarma e titolare della farmacia Ai due delfini d’oro a Mestre. «Ogni giorno, accogliamo le richieste di almeno una decina di anziani» prosegue. «Per la maggior parte si tratta di signori con più di 80 anni, non molto pratici con il computer. Altre volte vengono i figli, comunque non più giovani. Sono scene di una tenerezza infinita». E, per questo, i «no» che i farmacisti sono costretti a pronunciare con sempre maggiore frequenza sono più dolorosi. «Ma mancano i vaccini» spiega Bellon. «Abbiamo attivato il servizio delle prenotazioni in farmacia il primo aprile, registrando subito una grandissima affluenza. Peccato che già dal pomeriggio del primo giorno gli slot disponibili nel sito della Regione fossero tutti andati esauriti. La settimana scorsa non siamo riusciti a prenotare una sola seduta».

Tra domani e dopodomani era atteso (prima del blocco) l’arrivo delle primi dosi del vaccino monodose di Johnson & Johnson: 14.500 per tutta la regione. Una cifra poco più che simbolica, per il momento, che si spera possa crescere nel giro di breve. Ma le notizie provenienti dagli Stati Uniti, dove la profilassi con i vaccini monodose è stata interrotta precauzionalmente ieri, dopo sei casi di trombosi, rappresentano una nuova (pesante) incognita e non rassicurano affatto.

«I colleghi stanno completando il corso di formazione. Poi, non appena arriveranno i vaccini J&J, che possono essere conservati anche in un normalissimo frigo, saremo pronti a partire. Speriamo di fare le prime somministrazioni entro fine mese» spiega Bellon.

Un obiettivo che appare complesso, se non schiacciando subito il piede sull’acceleratore. Intanto Federfarma ha già trasmesso alla Regione l’elenco delle farmacie che si sono dette disponibili a offrire il servizio di vaccinazione. Il tutto avviene all’interno della cornice di un accordo quadro nazionale, che sarà recepito dalla Regione nei prossimi giorni, con dei piccoli aggiustamenti. «Parliamo comunque di una prima lista passibile di variazioni» precisa il presidente di Federfarma. «Per il momento, ha aderito il 60% delle strutture venete, in maniera piuttosto omogenea, per un totale di quasi 700 farmacie in tutta la regione». Con dosi Johnson & Johnson, si diceva. Sperando che la “paura AstraZeneca” non contagi i destinatari eletti per le nuove dosi statunitensi, e quindi anziani e fragili. «Effettivamente sono molti a venire in farmacia chiedendo di poter scegliere il vaccino per la prenotazione» conferma Bellon. «Io cerco di spiegare che, in questa fase, non è possibile. E allora c’è qualche anziano che decide di temporeggiare, aspettando Pfizer o addirittura Johnson & Johnson». Almeno fino a ieri. —

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