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Vaccini: pronte 850 aziende venete. «Avanti uniti, no fughe in solitaria»

Carraro (Confindustria): «Difficile partire il 5 aprile, ci sono altri aspetti da chiarire». Ma la Cisl avverte: Niente disparità tra aziende e coinvolgimento di sindacato e rappresentanti per la sicurezza

VENEZIA. Carel, Enel, Fidia, Komatsu, Facco, Carraro e ancora Benetton Group, Veneta Cucine, San Benedetto, Eni, Fincantieri, Safilo, Lattebusche, Luxottica. Sono solo alcune delle 850 aziende venete che hanno risposto sì all’appello di Confindustria e sono pronte a mettere a disposizione i loro stabilimenti nell’ambito del piano nazionale delle vaccinazioni anti Covid.

«Le aziende venete hanno confermato in maniera inequivocabile la propria disponibilità ad essere parte attiva della campagna vaccinale» sottolinea Enrico Carraro, presidente di Confindustria Veneto. «Oltre a quelle che hanno risposto all’appello, altre sono pronte ad aderire alle indicazioni del Protocollo regionale di cui si stanno definendo in queste ore i dettagli operativi. Siamo vicini alla mèta e alla possibilità, sulla base della disponibilità delle dosi, di imprimere un’ulteriore accelerazione sul territorio del Piano di vaccinazione nazionale, grazie anche al contributo delle imprese".

"Per questo è necessario procedere uniti per definire regole chiare e univoche a livello regionale, scongiurando il rischio di dannose fughe in avanti. Confindustria Veneto sta, infatti, lavorando intensamente con la Regione Veneto - all’interno della cabina di regia con le categorie economiche, i sindacati e i medici del lavoro - per mettere a punto tutte le disposizioni e le modalità utili a garantire la buona riuscita delle vaccinazioni all’interno dei luoghi di lavoro, senza equivoci di natura applicativa».

Ci sono aspetti ancora aperti, al punto che Assindustria Venetocentro, ad esempio, nei giorni scorsi ha chiesto la riconvocazione della cabina di regia per discutere e ridefinire i punti oggetto di osservazione. Si parla, in particolare, del coinvolgimento del medico competente o le possibili alternative; le modalità operative della vaccinazione multiaziendale; i requisiti di idoneità degli spazi aziendali e le regole della gestione amministrativa; le condizioni per la vaccinazione dei familiari dei dipendenti. «Questo» aggiunge ancora Carraro «proprio per evitare che aspetti importanti possano rimanere aperti a interpretazioni discrezionali e minare la riuscita della campagna vaccinale che tutti vogliamo sia un grande successo».

Snodo decisivo, evidentemente, è quello delle forniture, da cui discendono due questioni: la data di avvio della campagna nelle aziende e il target dei soggetti da vaccinare. Sulla prima, pare oramai scontato che la previsione fatta dalla Regione nell’ultimo piano vaccinale di avvio della campagna nelle attività produttive per il 5 aprile difficilmente sarà rispettata. «I grossi lotti arriveranno verosimilmente per fine aprile. Parlo di Astrazeneca, ovvero del vaccino che non può essere somministrato ai “fragili”» conclude Carraro rispondendo anche alla seconda questione relativa al rispetto delle categorie prioritarie stabilite dal governo.

Da parte sua, però, la Cisl avverte: vanno coinvolti sindacati e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. (Rls), escludendo la disparità tra imprese. 
 
"Al governatore Zaia e al tavolo tecnico regionale, abbiamo presentato delle proposte relative a un disciplinare per la vaccinazione Covid-19 nei posti di lavoro» sottolinea la segreteria della Cisl di Venezia.
 
«La campagna vaccinale deve essere anticipata da una adeguata azione informativa e di sensibilizzazione; siano rispettate le priorità nella vaccinazione per anziani e soggetti fragili; siano coinvolte per la vaccinazione sui posti di lavoro le rappresentanze sindacali e i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali; ci sia l’attenzione a non creare disparità tra aziende, creando le condizioni perché la campagna vaccinale si realizzi anche nelle piccole e micro imprese; coinvolgimento della bilateralità nella campagna vaccinale aziendale».—

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