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Zordanazzo (Confartigianato): «Rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid per gli anziani in Veneto»

Il presidente regionale del Coordinamento associazioni pensionati lavoro autonomo di Confartigianato si schiera accanto ai confederali «È un atto di responsabilità»

VENEZIA. «È importante vaccinarsi, per il bene proprio e di tutta la comunità. La vaccinazione protegge la nostra salute e quella degli altri. È un atto di responsabilità, un diritto e un dovere civico». È l’appello di Raffaele Zordanazzo, coordinatore regionale del Cupla del Veneto, il Coordinamento delle Associazioni dei Pensionati del Lavoro Autonomo.

Un appello che parte da un dato: i 733 decessi in più registrati in Veneto nel quarto trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una silenziosa strage che sta vedendo spegnersi una generazione. La generazione che, con grande responsabilità, dice sì al vaccino.

«Nove anziani su dieci sono pronti a vaccinarsi ed oltre il 65% vuole rendere il vaccino obbligatorio» sottolinea Zordanazzo «Come Cupla sosteniamo la recente presa di posizione espressa dai sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil, che chiedono la vaccinazione obbligatoria per gli anziani».

A schierarsi apertamente a sostegno della vaccinazione, da rendere obbligatoria per determinate categorie, è stato anche il segretario regionale della Cisl Gianfranco Refosco, tramite un video pubblicato su Facebook. La risposta? Una ridda di insulti e minacce da parte di centinaia di utenti “no vax”.

Intanto, questa settimana dovrebbero essere spedite le lettere per le convocazioni dei veneti più anziani, in vista dell’inizio della Fase 2 della vaccinazione. Non si tratterà più dei soli ultra 80enni, bensì già degli ultra 75enni, con un ampliamento quindi della platea. Mentre si è praticamente conclusa la campagna vaccinale all’interno delle case di riposo. Tutto questo servirà a restituire agli anziani ospiti delle strutture, ma anche ai malati ricoverati negli ospedali, un briciolo di quotidianità.

«Noi familiari ci sentiamo derubati del nostro ruolo, della possibilità di dare affetto e offrire conforto» è la testimonianza. «Siamo preoccupati perché non sappiamo come gestire questa situazione. È importante per i nostri cari ricoverati di Covid avere vicino l’affetto dei propri congiunti. L’isolamento e la solitudine sono fattori che aggravano lo stato d’animo. Le persone che non vedono più i loro parenti stanno peggio, si sentono sole e spaventate». Conclude Zordanazzo: «Esprimiamo soddisfazione per il grande impegno della sanità pubblica veneta nel vaccinare il personale sanitario e delle case di riposo, insieme agli ospiti».

Con un appello, perché la campagna di vaccinazione possa essere più capillare possibile: «È importante che anche i nostri medici di famiglia possano somministrare i vaccini, grazie all’accordo tra le sigle sindacali dei medici e la Regione. Il personale sanitario e sociosanitario, impegnato negli ospedali, nel territorio, nelle case di riposo, gli operatori socio-sanitari, le infermiere e gli infermieri, i volontari che operano nelle ambulanze e i medici stanno vivendo momenti difficili, provati da stress, preoccupazione, stanchezza e sconforto: un pensiero riconoscente da parte nostra va a loro, per il loro lavoro prezioso e umanamente straordinario». —

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