Feste con boom di visite a parenti e amici. Così Google certifica il Covid-panettone in Veneto

L’analisi delle geolocalizzazioni a Natale e Capodanno: aumentati del 40% gli spostamenti verso le residenze private

PADOVA. Giù le mascherine, su i calici e, purtroppo, anche i contagi. Il sospetto che il boom di positivi di questi giorni sia da mettere in diretta relazione con i ritrovi durante le festività natalizie, trova una matematica conferma dalla tracciatura di Google attraverso i nostri telefonini che permette di mappare gli spostamenti dei padovani nei giorni di zona arancione e rossa, coprifuoco serale e nuove paure per il contagio da coronavirus. 
 
I FORZATI DEL PANETTONE
E i risultati sono chiari: crollano ovviamente gli spostamenti verso ristoranti, bar, centri commerciali e cinema o verso stazioni ferroviarie e fermate di autobus. Aumentano invece i movimenti verso luoghi residenziali per andare a fare visita a parenti e amici con picchi nei giorni più temuti, Natale e capodanno, superiori al 40% rispetto a una giornata normale. Gli ultimi dati a disposizione analizzano il periodo dal 24 novembre al 5 gennaio confrontandolo con il valore medio degli spostamenti in una delle cinque settimane pre epoca Covid dal 3 gennaio al 6 febbraio 2020.
 
E per quanto riguarda le giornate di festa (e quindi Immacolata, Natale e Capodanno) il sostanziale lockdown sembra non aver avuto alcun effetto se il traffico verso le abitazioni private in quei giorni è aumentato fino al 40%. Numeri che sembrano confermare il sospetto che gli addetti ai lavori hanno avanzato in questi giorni. Ossia che l’aumento deicontagi sia da mettere in relazione con il comportamento dei padovani durante le feste. 
 
I NOSTRI DATI
Ecco allora che i dati raccolti dai telefonini collegati con Google Maps diventano la cartina di tornasole del nostro comportamento. Per il retail e il tempo libero, gli spostamenti si sono ridotti del 56% per cento nel periodo, con picchi fino al 90% a Natale e capodanno. E poi il trasporto pubblico: qui il calo è stato del 72% con picchi oltre il 90% di riduzione del numero di viaggiatori. Nei luoghi di lavoro invece la riduzione di spostamenti è stata complessivamente del 55%. Conseguenza, evidentemente, anche dell’aumentato ricorso allo smart-working da parte delle aziende. Uno spaccato dunque che porta inevitabilmente a dubitare sull’efficacia delle numerose campagne di sensibilizzazione fatte in questi mesi.
 
 
Dal colosso del web i tecnici spiegano come vengono raccolti i dati: «Questi rapporti mostrano la variazione delle visite e della durata della permanenza presso luoghi diversi rispetto a un riferimento. Queste variazioni vengono calcolate usando lo stesso tipo di dati aggregati e anonimi usati per mostrare gli orari di punta per i luoghi mappati da Google Maps. Le variazioni giornaliere vengono poi confrontate con un riferimento relativo al giorno della settimana e consentono così di tracciare gli spostamenti, anonimi, delle persone».
 
LE CONSEGUENZE
«Se il virus continua a circolare», ha spiegato l’immunologa Antonella Viola, «è perché le persone non stanno attente. Prima del decreto di Natale le nostre strade erano piene di persone che avevano spostato l’aperitivo alle 15. Moltissimi bar avevano i tavolini pieni con la gente ammassata, le vie erano colme di ragazzini che fumavano e bevevano con la mascherina abbassata e formavano grandi assembramenti. Purtroppo c’è stato un approccio sconsiderato da parte di alcuni». Da oggi entra dunque in vigore l’ultimo decreto del governo che ha stabilito la zona arancione per il Veneto. La speranza è che, una volta messe alle spalle le feste, la situazione dei contagi possa rientrare all’interno dei parametri che permettono di tornare a poter tracciare il virus». —
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