Il Veneto diventa arancione e il Friuli resta giallo: cosa cambia per chi abita al confine tra le due regioni e deve spostarsi

VENEZIA. Ancora poche ore con il semaforo giallo (seppur "rafforzato") poi, da domani sabato 9 gennaio, in tutta Italia scatterà l'arancione, fino a domenica compresa. Tutti dello stesso colore, senza distinzioni: il ritorno alle fasce decise sulla base dei nuovi Rt regionali (nel conteggio sono tuttavia inclusi altri parametri) scatterà solo da lunedì 11 gennaio (inizialmente fino al 15 gennaio, data prevista per il varo del nuovo Dpcm). Per capire di quale colore saranno dipinte e quali restrizioni regolamenteranno da lunedì le singole regioni basterà comunque attendere la prima serata di oggi, venerdì 8 gennaio. Resterà in vigore, in ogni caso, il divieto di spostamenti tra regioni, almeno fino al 15 gennaio.

In 5 cambiano colore. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nella serata odierna, venerdì 8 gennaio, una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dala mezzanotte di domenica. Già ufficiale, tuttavia, il passaggio in area arancione per le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto . Tutto il resto d'Italia, Fvg compreso, resterà invece in area gialla.

L'indice Rt regione per regione
Sulla base dei dati forniti oggi, venerdì 8 gennaio, al Ministero della Salute sono tre le regioni con l’Rt puntuale superiore a 1: Calabria, Emilia-Romagna e Lombardia. Altre sei regioni, tuttavia, superano l'1 nel valore medio (Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Umbria, Valle d’Aosta), altre 4 hanno un valore uguale (Puglia) o che lo sfiora (Lazio, Piemonte, Veneto).

L'indice Rt più alto lo fa regisdtrare la Lombardia: 1.27, il valore intermedio che emerge in una forbice che varia tra 1.24 e 1.3. La Calabria vanta un indice Rt medio di 1.14 (intervallo tra 1.04 e 1.24) mentre l'Emilia Romagna va registrare un indice medio di 1.05 (intervallo tra 1.03 e 1.08). Appena più sotto la Sicilia: Sicilia: 1.04, con un intervallo di Rt compreso tra 0.99 e 1.08). 

Diverso il discorso per il Veneto, che si ferma a un Rt intermedio di 0.97 (con un intervallo compreso tra 0.96 e 0.98). Ma la regione del governatore Zaia «mostra un tasso di incidenza particolarmente elevato, rispetto al contesto nazionale», hanno spiegato dalla cabina di monitoraggio nazionale dell'Iss, precisando che «l'epidemia si trova ora in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite e implementate, rigorosamente, le misure di mitigazione più stringenti».

Salvo, per il momento, il Friuli Venezia Giulia, che sulla base degli ultimi dati raggiunge un valore di Rt intermedio pari a 0.91 (intervallo compreso tra 0.89 e 0.95).

Ma l'indice Rt non è, come noto, l'unico parametro che viene considerato nella scelta sul colore da attribuire alle singole regioni. E' solo il più significativo. Altre regioni, infatti, il valore 1 lo hanno raggiunto o superato, pur rimanendo in area gialla: è il caso del Molise, che vanta un indice Rt di 1,27 ((intervallo 0.96- 1.63),  Liguria, con un Rt intermedio di 1.02 (intervallo 0.95- 1.08), Valle d’Aosta, con Rt di 1.07 (intervallo 0.87- 1.27). La Puglia ha un Rt di 1 (intervallo 0.96- 1.03), la Sardegna di 1.02 (intervallo 0.95-1.09), l'Umbria di 1.01 (intervallo 0.95-1.08).  

Hanno rischiato di cambiare colore, passando all'arancione, anche il Lazio, che vanta un Rt intermedio di 0.98 (intervallo 0.94-1.02) e Piemonte, con un Rt intermedio di 0.95 (intervallo 0.92-0.99).

TUTTI I DATI.

Gli spostamenti
Per valicare i confini regionali, almeno fino al 15 gennaio, non cambierà tuttavia nulla rispetto alle disposizioni attuali: bisognerà sempre autocertificare il transito in altro territorio regionale con un valido motivo. Ammessi il ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione (anche per raggiungere il partner convivente nella casa di comune abitazione, se questa si trova in un comune diverso da quello di residenza). Resta consentito spostarsi per lavoro o per motivi di salute e necessità. Il coprifuoco resta in vigore dalle 22 alle 5.

Comuni al confine
Non cambia nulla rispetto alle disposizioni nazionali sugli spostamenti tra regioni: anche in questo caso sono consentiti solo quelli per lavoro e per le emergenze, ma anche per accompagnare i figli a scuola. Obbligatoria l'autocertificazione. 

Per i Comuni friulani della fascia confinaria con il Veneto, tuttavia, bisognerà tener conto delle maggiori restrizioni a cui, da lunedì 11 gennaio, saranno soggetti i "cugini", passati in area arancione. In Veneto, infatti, ci si potrà spostare solo all'interno del proprio Comune, con la possibilità di far visita a amici o parenti dalle 5 alle 22.

Cosa si può e cosa non si può fare in zona gialla
La fascia gialla resta quella con minori restrizioni. Ci si sposta liberamente durante il giorno, dopo le 22 viene richiesta l'autocertificazione per comprovate necessità. Restano chiusi musei, cinema, palestre, piscine e mostre mentre per i centri commerciali le serrande si abbassano - parzialmente - solo nel week end (restano le deroghe per supermercati e rivendite di prodotti considerati di prima necessità, come ad esempio farmacie e parafarmacie, ma anche per parrucchieritabaccherie ed edicole).

Dopo le 22 gli spostamenti sono consentiti solo per comprovate esigenze: motivi di lavoro, salute e altre emergenze, ma sempre con l’autocertificazione.

Ristorazione
bar restano aperti, ma fino alle 18. Stesso orario per i ristoranti, ma dopo le 18 è consentita la consegna a domicilio e fino alle 22 è consentito il servizio di cibo per asporto (che non può essere consumato nelle adiacenze dell’esercizio o all'aperto).

Relativamente alle visite a parenti e amici, in zona gialla (sempre tra le 5 e le 22) è consentito spostarsi liberamente all’interno della propria Regione, quindi anche fare visita a parenti o amici, purché nella stessa regione. Non sono più previsti limiti al numero degli spostamenti o delle persone che si spostano.

L'allarme dell'Iss

L’ epidemia si trova «in una fase delicata che sembra preludere a un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti. Questo avverrebbe in un contesto di elevata incidenza con una pressione assistenziale ancora elevata e in crescita in molte regioni».

È quanto rileva la bozza del monitoraggio settimanale di ministero della Salute e Iss, nella quale si conferma «la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile».

Nel documento si ricorda «che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine». Gli esperti invitano inoltre le Regioni «a realizzare una continua analisi del rischio a livello sub-regionale. È necessario mantenere e/o rafforzare le misure di mitigazione in base al livello di rischio identificato come indicato nel documento».

*Messaggero Veneto

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi