Coronavirus, in Veneto la curva non scende. Crisanti: "Non basta più la zona gialla"

Spiega il professor Andrea Crisanti: «Nella nostra regione la curva è destinata a salire ancora, fino a quando non si deciderà di adottare delle restrizioni serie. È evidente che in Veneto non sia sufficiente la zona gialla e ci sarà un punto oltre il quale sarà necessariamente istituita quella arancione, per bloccare i contagi e i decessi»

VENEZIA. In Veneto sale, nel resto d’Italia scende. Da noi, un mese fa i tamponi positivi erano il 19,2% del totale; tre settimane fa, il 25,3%; poi il 29,1%; ora il 32, 7%. Dati ben diversi da quelli registrati nel resto d’Italia, dove il rapporto tra i tamponi positivi e quelli processati è dell’11,2%. E, soprattutto, dove il picco è già stato raggiunto, con la prospettiva di discesa. 
 
Lo sostiene Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova, nel tracciare un futuro tutt’altro che roseo per il Veneto, «dove il picco non è ancora stato raggiunto. Ecco l’effetto della zona gialla» sintetizza, con il tono di chi già aveva previsto tutto. Altrove è tutto (o quasi) chiuso, mentre qui resta tutto (o quasi) aperto: ecco la spiegazione, secondo Crisanti.
 
 
«Ma io l’avevo abbondantemente detto settimane fa. Siccome in Veneto, rispetto al resto d’Italia, abbiamo una maggiore disponibilità di letti d’ospedale in terapia intensiva e in area medica, abbiamo consentito al virus di trasmettersi. I dati in controtendenza con il resto d’Italia – con l’aumento dei casi, ma anche dei decessi – è semplicemente la conseguenza più ovvia del non aver istituto la “zona rossa”.
 
Ed è poi quello che succede quando le decisioni vengono prese da “apprendisti stregoni” invece che da gente che ragiona» il giudizio che non lascia spazio a interpretazioni.
 
Prosegue Crisanti: «Nella nostra regione la curva è destinata a salire ancora, fino a quando non si deciderà di adottare delle restrizioni serie. È evidente che in Veneto non sia sufficiente la zona gialla e ci sarà un punto oltre il quale sarà necessariamente istituita quella arancione, per bloccare i contagi e i decessi».
 
 
I dati sono tutti in aumento, accompagnati da una silenziosa strage, che si consuma giorno dopo giorno. «Nel resto d’Italia i dati dei decessi rimarranno stabili per le prossime due – tre settimane e poi inizieranno a scendere. Ma non in Veneto, dove continueranno a salire finché non verranno presi provvedimenti seri». 
 
Ieri la cifra dei decessi si è aggiornata ulteriormente con altri 58 morti. E ha fatto registrare un’importante impennata anche il numero dei casi, con i 3. 472 contagi contati nell’arco delle 24 ore, che costringono al superamento di quota 75mila attualmente positivi: 75.902, precisamente. Aumentano anche i ricoveri ospedalieri in area non critica, con i 2.577 posti letto attualmente occupati (+28), mentre rimangono stabili a 319 le terapie intensive. 

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