Coronavirus, il Veneto resta giallo. Zaia: "Non è finita, rinnovo l'ordinanza anti-assembramento"

Timidi segnali di discesa della curva dei ricoveri. Verona, Vicenza, Venezia però sono le uniche tre province che non stanno calando, sono ancora in trend crescente. L'indice di contagio Rt in Veneto scende a 1,16

VENEZIA. E’ grazie al nostro sistema sanitario se siamo ancora in zona giallo. Il livello di organizzazione – di tipo industriale – estremamente metodico non ci permettono di abbassare la guardia: “Evitate di fare casino nel fine settimana, niente assembramenti”.
 
Dietro l’angolo secondo Zaia c’è la zona arancione, “ma anche quella rossa”. Secondo la stima dell'istituto superiore di sanità l'indice di contagio Rt è sceso a 1,16, di poco più basso rispetto a quello nazionale.
 
Ma per il presidente della Regione Zaia non è il momento di abbassare la guardia. «Stamani alle 11.00 abbiamo raggiunto 300 ricoverati in terapia intensiva. L'emergenza non è finita anche se siamo in area gialla».
 
No centri storici, niente struscio e niente vasche, evitiamo il mare, montagna e lago, dove comunque c’è assembramento è il monito di Zaia: “Lo dobbiamo a tutti i cittadini, ai malati e agli operatori sanitari. Mentre noi passeggiamo e ci ammassiamo ci sono altri assembramenti. Sì, ma negli ospedali: ci sono tanti pazienti che soffrono”.
 
L’ordinanza verrà reiterata: “Perché non si pensi che è finita. E andrà avanti finché ce ne sarà bisogno”. Allo studio ci sono anche ulteriori misure, che non impattino sull’economia ma solo sugli assembramenti di persone. 
“Il Veneto c’è un segnale di allentamento sul peso dei ricoveri, ma perché si stabilizzi questo dato bisogna che si consolidi.
 
Verona, Vicenza, Venezia però sono le uniche tre province che non stanno calando, sono ancora in trend crescente. Se noi non rispettiamo le regole la curva si impennerà ancora. Non voglio che i veneti mangino il panettone da soli, ma se oggi sgarreremo saremo costretti a rimanere da soli a Natale”.
 

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