Ombre sui cantieri di Cortina 2021, tra ditte in odore di mafia e sfruttamento

Dopo la prima impresa dell’Alemagna sottoposta a interdittiva cinque altre aziende sono già finite nel mirino degli inquirenti. Nardini: «Lavoratori del sud sottopagati, le aziende sfruttano chi è in difficoltà»

BELLUNO. Ne hanno “beccata” una, ma ce ne sono altre, almeno quattro o cinque, sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti. Gli operai della Garda Costruzioni srl, l’impresa colpita da interdittiva antimafia dalla Prefettura di Mantova dove ha sede, installavano cavi della telefonia nella galleria della statale d’Alemagna, tra Belluno e Cortina d’Ampezzo all’altezza della piccola frazione di Termine di Cadore.

La Garda Costruzioni non compariva tra le ditte impegnate nei lavori in vista dei Mondiali di Cortina del 2021, si era limitata a distaccare una manciata di operai a un Raggruppamento Temporaneo di imprese che comprendeva la Site di Bologna, la Valtellina di Gorle nel bergamasco e la Milani Giovanni & C. di Osnago in provincia di Lecco. Tutte ditte di rodata esperienza nel settore delle telecomunicazioni e dell’impiantistica elettrica. La Garda era entrata così nel grande giro degli appalti malgrado, secondo gli inquirenti, molte tracce riconducano la ditta mantovana nell’orbita della clan Iannazzo di Lamezia Terme.

Il dispositivo del distacco dei lavoratori è previsto dalla legge e sancisce che per determinati periodi di tempo e per lavori che esigano professionalità particolari una ditta possa chiedere di affittare operai ad una altra impresa. «Ma figurati, qui si tratta di bassa manovalanza trattata come merce per comprimere i costi», chiarisce Marco Nardini, segretario del sindacato edili della Cgil di Belluno.

Una pratica diffusa questa del distacco, a sentire i sindacati, e che spesso “scherma” il ruolo di ditte che per un motivo o per un altro preferiscono non comparire.

«Dove ci sono problemi lo capisci subito», racconta Nardini, un vero sindacalista di “strada”, «quando gli operai mangiano in cantiere, una scatoletta di tonno e via, immaginati con 12-14 ore di lavoro al giorno, qui in montagna con le temperature che ci sono...».

La necessità del massimo ribasso per aggiudicarsi i lavori dei Mondiali si riflette, alle volte, nella ricerca di compressione dei costi del lavoro: e la via più semplice è quella di impiegare nei cantieri operai inquadrati con contratti diversi da quelli dell’edilizia, che è il più costoso. «Troviamo operai con contratti dei trasporti, da metalmeccanici, multiservizi, persino delle cooperative sociali. Sono contratti che garantiscono un risparmio fino al 20%», sottolinea il sindacalista bellunese.

Nel 2017 è stato firmato un protocollo antimafia tra la Prefettura di Belluno e Anas, la stazione appaltante di molti dei lavori svolti per i Mondiali di Cortina, ed è anche grazie a quel dettagliato protocollo e al lavoro del gruppo interforze della Prefettura che è nata la segnalazione nei confronti della Garda srl.

Ma, secondo il sindacato, le condizioni del lavoro nei cantieri dei Mondiali, in particolare quelli stradali e del ripristino idrogeologico, rimangono critiche.

«Per tradizione qui nel Bellunese il lavoro edile è ben regolato», racconta Nardini, «ma vediamo che quando una ditta di qui riesce ad accedere a un sub sub appalto, i propri dipendenti sono pagati di più dei dipendenti della ditta appaltatrice. Le ditte che vengono dal sud, giocando sul bisogno della povera gente, applicano condizioni che qui non siamo abituati a vedere».

Alla fine ciascuno si arrangia contrattando da solo con l’impresa una paga globale – di solito 2 mila euro compreso tutto, straordinari, indennità ecc... – e poi alla fine molti, scoprendo di averci perso, danno il via ai contenziosi. Almeno che non si abbia di fronte un impresa in grado di dissuaderti dal rompere le scatole.
Gli inquirenti hanno incontrato diverse vecchie conoscenze distaccate nei cantieri dei Mondiali “con il compito di controllo del personale e sostanziale direzione dei cantieri”– leggiamo nell’interdittiva antimafia nei confronti della Garda Costruzioni srl –, tra cui Gennaro Longo, “ritenuto contiguo alla famiglia’ndranghetista Iannazzo – Giampà” e già alla guida della Elle due costruzioni impegnata, nel 2012, nell’edificazione della caserma dei carabinieri di Dueville nel vicentino, appalto ottenuto grazie ai buoni servigi di corregionali residenti al Lido di Venezia. La società mantovana ha sede presso uno studio di consulenza aziendale, la “Unitax Consulting Stp”.

Per quanto riguarda i contratti, gli inquirenti sono “pervenuti alla conclusione di aver individuato rilevanti criticità nell’impiego dell’istituto giuridico del distacco da parte della Garda Costruzione srl nel tentativo di mascherare l’esecuzione di un sub appalto di fatto”.

Ma i contratti vanno sottoscritti in due, e contattata in merito, la Site spa, capogruppo mandataria del consorzio di imprese non ha rilasciato alcuna informazione.

Site è al lavoro per fare della vecchia strada Alemagna “la prima smart road a livello nazionale”, attrezzata con “pali multifunzionali intelligenti”. –
 

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