Oltre 3mila contagi in 24 ore. Zaia: "Stasera il Veneto sarà in fase 3. Allestiamo i 10 ospedali Covid"

Raggiunte le mille terapie intensive già operative. Preparate anche le residenze alberghiere per 740 soggetti fragili

MARGHERA. Un breve break dalla videoconferenza con regioni e governo per la diretta sul Covid 19 in un Veneto che vede un’impennata dei positivi al virus: da mille contagiati a tremila in una sola settimana.
 
I NUMERI
Tremila positivi in più in 24 ore, in tutto 26.547 positivi in Veneto. In isolamento 17.597, 877 ricoverati e 122 in terapia intensiva (20 in più). Il totale dei morti è di 2.388.
Da dove cominciare? Dal fatto che il 98% è asintomatico? L’alta quota di positivi che viene intercettata (30 mila tamponi al giorno) viene di nuovo paragonata da Zaia a quella di marzo, quando molti dei pochi tamponi venivano eseguiti sui sintomatici, un gioco che gli esperti hanno detto che non regge.
“Siamo bravi nel contact tracing. I veri temi sono questi, a me interessano i sintomatici. Siamo vicini alla terza fase (150 in terapia intensiva o 900 ricoverati) ci arriveremo stasera, quindi siamo in terza fase”.
 
FOCUS: L'andamento dell'epidemia dal 21 febbraio a oggi
 
 
 
TREND
“Il trend vede ricoveri in maniera accelerata e riprendono la curva di marzo, con accelerazione uguale, esponenziale. Le terapie intensive crescono, ma non hanno una curva come quella di marzo (in un mese 356 contro le 122 attuali). Ma siamo preoccupati, anzi di più: se non riusciamo a fermare l’andazzo arriviamo oltre i limiti”
 
OSPEDALI COVID
“Stiamo procedendo alla loro riapertura, capisco l’ansia delle comunità che li ospitano , ma non abbiamo alternative. Dobbiamo riunire i pazienti infettanti in ospedali diversi da quelli "normali". Sono 10 tra cui Santorso, Villafranca, Trecenta, Schiavonia, Dolo, Jesolo, Villa Salus, Vittorio Veneto, San Camillo.
Ogni provincia avrà un hub (ospedale centrale provinciale) per la sanità normale e un hub per il covid. Gli ospedali Covid ci sono ingressi separati. Verranno tenuti aperti il più possibile i reparti normali, come ad esempio i punti nascita. Tutti gli ospedali dismessi sono tutti preparati con tubature e raccordi per ossigeno, anche quelli per persone fragili: 740 di residenza alberghiera per pazienti non critici che potrebbero stare a casa se avessero l'ossigeno. Ecco qui li abbiamo: per esempio a Bussolengo o Monselice. Li utilizzeremo solo nella fase acuta se servisse. Sono l'ultima frontiera."
 
 
MASCHERINE
"Indossatela sempre e regolarmente, se la indossate senza coprire il naso, il vostro appuntamento è in ospedale. Rispetto le opinioni di tutti, ma la mascherina non è un sacrificio, è un dovere civico. Va indossata. Chi non lo fa è responsabile delle conseguenze sanitarie ed economiche:60 mila posti lavoro persi di cui 35 mila nel turismo, famiglie indebitate, attività chiuse. I nostri medici non s'infettano eppure fanno solo tre cose: portano la mascherina, curano l'igiene e si lavano le mani bene e regolarmente".
 
OSPEDALI
"Si va verso la sospensione delle attività normali, la prima è quella ambulatoriale, quella d’urgenza. Intanto siamo arrivati a mille terapie intensive"
 
 
RINNOVO DEI DIRETTORI
"Stiamo gestendo una sanità che eroga 80 milioni di euro l’anno e 2 milioni di accessi, con le macchine migliori disponibili. A fine anno, quando scadono i dg, vedremo: se siamo ancora in alto mare con l’epidemia si penserà a una proroga, in base al buon senso".
 
ESTATE.
La domanda: Era meglio starsene tranquilli e non badare a Zaia quando chiedeva la riapertura delle disco o di portare i mezzi pubblici al 100 per cento, insomma il "liberi tutti"? "Beh, non abbiamo mai favorito gli assembramenti. Le discoteche sono state chiuse a fine luglio". I giovani infettati sono "grandi diffusori" asintomatici e guarda caso la curva ha cominciato a muoversi con la riapertura delle scuole. Io vi avevo riportato il caso d'Israele che aveva riapero le scuole e le dovette richiudere per la recrudescenza del virus in piena estate. Sapevamo che era un rischio ma era giusto provarci. Avevo già detto che ci voleva la didattica a distanza non appena la curva si era mossa ed ero stato attaccato".
 
 
 

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