Coronavirus, nuova ordinanza in Veneto: il 75 per cento della didattica delle Superiori da casa

Fino al 24 novembre le scuole superiori dovranno riorganizzarsi con criteri di rotazione tra classi o studenti. Questa la nuova ordinanza annunciata dal governatore del Veneto Luca Zaia

VENEZIA. Per il 75 per cento degli studenti dal 28 ottobre al 24 novembre scatta la didattica a distanza. Zaia annuncia l'ordinanza che recepisce quanto previsto dal Dpcm. Il provvedimento riguarda duecentomila studenti veneti da mercoledì.

Didattica in presenza  garantita agli alunni con disabilità certificata e favoriti percorsi di scuola a casa per gli studenti fragili. Criteri di rotazione tra studenti e classi. Per le scuole professionali laboratori garantiti. L'annuncio stamattina durante la conferenza stampa nella sede della Protezione civile di Marghera.

Il testo integrale dell'ordinanza

Prima lo sfogo del governatore contro il Dpcm che condanna ristoratori, baristi, piscine e centri sportivi. "Queste imprese sono state messe alla berlina", confessa Zaia, "Non c'è razionalità in questo Dpcm e lo dico io che non sono certo un negazionista. Sono stato il primoa  chiudere la scorsa primavera".

"Ci sono attività spesso anche storiche che ne escono massacrate dal Dpcm ma su bar, ristoranti, piscine, palestre non abbiamo notizie di focolai o cluster quindi è difficile da comprendere la ragione delle decisioni. L’idea",  aggiunge Zaia,  "che sottointendeva il Dpcm era evidentemente quella del coprifuoco. Fondamentalmente è l’anticamera del coprifuoco. E sono convinto che queste misure non cambieranno la situazione".

Presto tamponi anche dai medici di base per un tracciamento generale anche degli asintomaci. Ci sono già 650 volontari.

"Il virus non si spegne con un on-off: questa è pura utopia. Per questo è fondamentale il tracciamento", sottolinea Zaia.

Nell'ultimo Dpcm scelte politiche e non epidemiologiche, insiste il governatore. e fa l'esempio dell'apertura dei musei. "Non sono contro la cultura, anzi", mette le mani aventi Zaia, "Ma perché solo i musei? E' una scelta politica".

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