Il calcio dilettanti si ferma anche in Veneto, soddisfatta la Figc. Ecco cosa succede adesso

Il presidente regionale Ruzza: «Non si poteva più continuare a singhiozzo». I campionati dall’Eccellenza in giù si fermano: «Studieremo come proseguire la stagione. Con questo protocollo Covid, troppe partite sono già state rinviate»

MESTRE. Lo sport dilettantistico regionale chiude almeno per un mese. Un nuovo lockdown fino al 24 novembre. Stavolta il Dpcm firmato dal premier Conte ammette poche interpretazioni. Oltre ai tornei professionistici, potranno andare avanti, tutti a porte chiuse, solo i campionati dilettantistici di rilevanza nazionale. Tradotto, nel calcio stop a tutti i tornei dall’Eccellenza in giù. Oltre ai campionati di Serie A, B e C, continuerà a giocare solo la Serie D, perché è un campionato nazionale, pur essendo dilettantistico. Nel basket tutti fermi al di sotto dell’A2 femminile e della B maschile.

Nella pallavolo continueranno a giocare i big e la B, che comprende più regioni. Ma proprio l’esempio della pallavolo, con la Federvolley che nelle pieghe del precedente Dpcm del 18 ottobre era riuscita a salvare buona parte dell’attività, invita alla cautela e ad attendere le comunicazioni ufficiali delle varie federazioni, che arriveranno già da oggi.



Anche nel calcio c’è qualcuno che in extremis spera di salvare l’Eccellenza, giocando sul fatto che prevede una fase di spareggi nazionali. Ma è più un arrampicarsi sugli specchi che una possibilità reale. Ne è convinto anche il presidente della Figc veneta Giuseppe Ruzza, secondo cui lo stop sarà dall’Eccellenza in giù.

«Non sarebbe neppure giusto giocare», taglia corto Ruzza, «ci sarebbe il rischio di un altro pateracchio come quello fatto con il precedente Dpcm, con i provinciali no e i regionali sì. Se si parla di soli tornei nazionali, nazionali devono essere». Per il numero uno del calcio veneto, che una settimana fa aveva duramente criticato il primo blocco imposto solo al movimento di base, stavolta non c’era alternativa alla sospensione dei tornei.

«Adesso studieremo come proseguire la stagione, ma intanto la sospensione stavolta mi trova d’accordo», prosegue Ruzza, «ci sono società che hanno già 5 oppure 6 partite da recuperare. Come facciamo? Abbiamo esempi di società fermate per casi di Covid che finalmente sembrava potessero ricominciare a giocare, ma quando stavano sul punto di farlo si sono trovate con un altro positivo in squadra».

Per capire quanto la situazione fosse già diventata insostenibile, basta vedere il quadro delle partite rinviate ieri. Nel girone B di Eccellenza due rinvii su nove gare. In Promozione, 5 rinvii su 9 gare nel girone B e stesse cifre nel girone D. Ancora peggiore la situazione in Prima e Seconda Categoria.

«Non si può andare avanti così», prosegue Ruzza, «o viene cambiato il protocollo, prevedendo pure nelle nostre categorie che va in isolamento solo il positivo e gli altri giocano. Ma è impossibile, perché siamo dilettanti. Oppure l’alternativa era la sospensione. È giusto salvaguardare prima di tutto la salute».

Adesso la domanda che tutti si pongono è quando e come si riprenderà a giocare. Il quando dipenderà dall’andamento della pandemia. La speranza di tutti, anche in vista del Natale, è che il 24 novembre, data di scadenza del nuovo Dpcm, si possano allentare le maglie. E, dunque, che sia possibile tornare anche allo sport. Nel frattempo, la Federcalcio regionale userà questo mese di stop per studiare la formula con cui riprendere la stagione. Bisognerà pensare a dei piani alternativi.

Ma Ruzza assicura che la volontà della Federazione è di portare a conclusione la stagione. «Bisognerà vedere come portarla a termine», conclude Ruzza, «noi abbiamo già qualche idea, ma la renderemo nota più avanti». Intanto, se da oggi tutto il calcio dilettantistico regionale sarà di nuovo in lockdown, già ieri non hanno giocato i campionati di Terza Categoria e i settori giovanili provinciali, fermati dal precedente Dpcm del 18 ottobre.

E c’è da registrare l’iniziativa di solidarietà attuata da tutte le squadre partecipanti al campionato di Seconda Categoria girone O, che hanno voluto far sentire la loro vicinanza a chi, soprattutto i ragazzi più giovani, non sono già potuti scendere in campo nel weekend. Su tutti i campi del girone i capitani delle squadre (veneziane e trevigiane) hanno posato per una foto con un cartello, in cui si esprimeva «vicinanza alle Terze Categorie e ai settori giovanili provinciali».

«Chissà se tra i professionisti e la Serie D ci sarà in questo mese di stop un’uguale sensibilità nei confronti delle serie inferiori, costrette a non giocare», è il commento degli addetti ai lavori. —


 

Zuppetta di sedano rapa, mela verde, quinoa, mandorle e cavolo nero

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi