Mattarella a Vo': "La scuola italiana ha l'occasione per il salto di qualità"

Il Presidente della Repubblica ha salutato i piccoli che hanno iniziato le lezioni nel paese simbolo della lotta al coronavirus in Veneto. Sul palco a stringersi intorno a lui il ct Mancini, Katia Ricciarelli, Il Volo e tanti altri. E sulla lavagna: "Buon anno scolastico

VO'. Il Capo dello Stato arriva alle 16.11. L'auto presidenziale attraversa via IV Novembre e taglia verso l'istituto scolastico Guido Negri, dove ad attendere il Presidente ci sono già centinaia di alunni di Vo' e di tutta Italia.
 
Non c'è il bagno di folla clamoroso, ma comunque molti residenti sono lì ad attenderlo. Sergio Mattarella arriva a un quarto d'ora dalla diretta di Rai 1 che celebra ufficialmente l'inizio dell'anno scolastico per tutta la Nazione. Nel cortile della scuola di Vo' ci sono anche il ministro all'istruzione, Lucia Azzolina, il presidente regionale Luca Zaia, il vescovo Claudio Cipolla e molte altre autorità dello Stato.
 
Il Presidente visita la scuola, parla con i ragazzi, soprattutto li ascolta, come un nonno paziente che sa che una frase, un tono, un sorriso di un bambino spiegano il suo stato d'animo più dei discorsi e valgono più di mille parole. Poi prima di andare verso il palco scrive sulla lavagna "Buon anno scolastico" e firma.
 
Mattarella e il ministro si prendono il tempo necessario per salutare tutti all'interno della scuola, facendo attendere un po' il protocollo.
 

L'attesa del presidente Mattarella a Vo' con studenti da tutta Italia

 
"Siamo all'avvio dell'anno scolastico forse più delicato e difficile di sempre" spiega il conduttore Flavio Insinna, sul palco con Andrea Delogu "Partiamo da Vo', luogo simbolo della lotta al Coronavirus".
 
Il primo ad esibirsi - nella grande festa di "Tutti a scuola" è il giovane Leo Gassman, mentre tra i primi a essere presentati al pubblico ci sono il ct della nazionale Roberto Mancini, la nuotatrice Simona Quadarella, la cestista azzurra Chiara Coltri e la schiera di atleti accompagnati dal presidente del Coni Giovanni Malagò.
 
Mattarella e Azzolina si accomodano dopo dieci minuti dall'avvio della diretta, dopo il breve tour all'interno dell'edificio scolastico che - sei mesi fa - era diventato laboratorio per tamponi Covid. Davanti al Presidente viene intonato l'Inno di Mameli, con i giovani musicisti dei Conservatori d'Italia ma anche con i piccoli artisti di Lozzo Atestino, che hanno preparato le esibizioni della giornata con la didattica a distanza.
 
Gli alunni delle elementari di Borgonovo, scuola di Piacenza, strappano invece un sorriso con la simpatica "Amuchina Song". Alessio Boni, volto noto del piccolo schermo, ha raccontato i giorni duri di Bergamo, interrotti solo dalla nascita di un figlio il 22 marzo, recitando poi un passo de "I Promessi Sposi". Un brano non a caso: Renzo che si imbatte nelle triste scene dei morti di peste.
 
L'evento continua con altre scuole a portare la loro testimonianza tradotta in arte e con altri ospiti, da Katia Ricciarelli a Levante, fino al gran finale con Il Volo.
 

Mattarella a Vo' incontra i parenti delle prime due vittime venete del Covid

 
Prende quindi la parola il ministro Azzolina: "In questo giorno così importante e unico - è il giorno in cui la Scuola ha trovato nuovo slancio e fiducia - io dico grazie di cuore, ai docenti, ai dirigenti, agli alunni, alle famiglie e al Presidente che non ha mai fatto venire meno la sua presenza. Al nostro Paese è stata inferta una profonda ferita" continua il ministro "Questo viaggio mi ha fatto pensare a Ulisse e al suo ritorno a Itaca. Come Ulisse la comunità scolastica ha affrontato forze avverse e Itaca è diventata terra di contesa. Ma alla fine Ulisse è tornato alla sua isola".
 
La Azzolina, che a tratti tradisce anche emozione al limite delle lacrime, loda l'impegno della macchina ministeriale e di tutte le persone che hanno fatto il possibile per fare ripartire la macchina della Scuola: "Farla ripartire era un obbligo morale. Oggi celebriamo un primo giorno di scuola per tutti. Dovremmo utilizzare questo momento per trovare massima collaborazione. L'esperienza ci ha insegnato che la Scuola deve avere di più di quello che ha avuto fino ad ora. Rimettere di nuovo la scuola al centro non è una utopia. È arrivato il momento di portare la Scuola al centro del sistema-Paese". 
 
Terminata la diretta Rai, Mattarella lascia il cortile della scuola e raggiunge Piazza Liberazione per il saluto alla popolazione di Vo', che non ha potuto partecipare alla festa a scuola ma che ha meritato - con la determinazione e la disponibilità dimostrate durante la "zona rossa" - una testimonianza diretta del Presidente.
 
«Io torno sempre volentieri qui, sono quello che ha voluto fare i tamponi a Vo', quei famosi 3.500 tamponi che hanno cambiato il corso della storia, di questa regione e soprattutto del Coronavirus», ha commentato tra gli altri il presidente del Veneto, Luca Zaia, che sulla presenza del presidente Mattarella ha sottolineato: «Il presidente sa benissimo quali sono le istanze, quanto abbiamo performato con il Coronavirus e sa anche che questa è la terra dell'autonomia e lo dimostreremo anche con le prossime elezioni».
 
Oltre a lui anche un emozionatissimo Giuliano Martini, sindaco di Vo': «Sono state settimane impegnative per organizzare tutto al meglio. Il lavoro è stato incessante sin da giugno, quando ci è stato detto che il Presidente Mattarella sarebbe venuto a Vo'. L'unico rammarico è di non aver potuto consentire a tutti i cittadini di essere presenti, ma devo ringraziarli tutti, molti ci hanno dato il loro aiuto volontario».
 
Al Capo dello Stato il Comune di Vo' ha regalato un quadro di un artista del posto diversamente abile, Thomas Prearo, che ha dipinto le varie fasi della quarantena, e una chiavetta Usb con dentro il corto "I bambini di Vo'", presentato alla mostra del Cinema di Venezia.
 
Alle 18.19 Mattarella sale sul palco e suggella l'avvio ufficiale dell'anno scolastico, non prima di essersi speso in lunghi ringraziamenti: "Il saluto più grande e affettuoso va agli scolari e alle scolare di ogni parte d'Italia e ai loro insegnanti. Oggi mai come prima l'avvio dell'anno scolastico ha il valore della ripartenza della società. Così come a Vo', dopo l'angoscia e le paure, riprende la vita, così riparte l'Italia intera. Avete sofferto ragazzi, abbiamo sofferto tutti,: la scuola è specchio della società. Ecco perché questi giorni in cui le scuole ripartono sono giorni di speranza".
 
"Non dimenticheremo e cercheremo di imparare da questi eventi drammatici, che ci chiedono ancora responsabilità e prudenza. La chiusura delle scuole hanno contribuito a salvare vite umane, a evitare più gravi angosce. Le misure di precauzione sono diventate una prova. La scuola serve anche a questo: a formare cittadini con consapevoli. La scuola è antidoto  al virus della violenza e dell'intolleranza
Abbiamo ricordato poco fa la morte di Willy, il cui volto sorridente richiama valori come l'amicizia, che si imparano anche a scuola. So bene cari studenti che la scuola vi è mancata: quando le porte si sono chiuse, a marzo, avete capito il peso della lontananza dai vostri compagni. Quel che è accaduto è stata una lezione di vita: la scuola è indispensabile alla sviluppo personale di ciascuno di voi".
 
"A subire il peso più importante sono stati gli studenti con disabilità: a loro ora deve andare la massima attenzione, a partire dall'attribuzione degli insegnanti di sostegno. La didattica a distanza è stata una grande sfida, che ci ha fornito strumenti utili per il futuro. Abbiamo fatto progressi, in questo, utili a tutta la società, anche nel lavoro. Nulla potrà mai sostituire il contatto tra le persone, tuttavia il digitale è un'opportunità che non va dismessa ma inclusa nella didattica.Quello che è stato fatto si deve soprattutto alla dedizione degli insegnanti. Ringraziamo anche chi ha seguito nello studio i bambini ricoverati nei reparti pediatrici."
 
"La lotta all'abbandono scolastico e alla marginalità deve passare anche attraverso il digitale.
Quello che sta per cominciare sarà un anno sicuramente con molti problemi. È stato necessario adeguare luoghi per l'incontro in luoghi dove vige il distanziamento, che pare quasi innaturale. Grazie a chi si è adoperato perché quest'anno potesse cominciare. Grazie in primis a dirigenti scolastici, insegnanti e personale ausiliario. Molti di loro hanno limitato le ferie, o vi hanno rinunciato. Hanno interpretato l'autonomia scolastica, che muove la scuola. Ora i nostri insegnanti sono chiamati a lavoro prezioso che richiederà coraggio e inventiva. Contiamo nella loro passione. "
 
"In passato abbiamo visto crepe tra famiglie e scuola. Ora i genitori sono in prima fila, impegnati e collaborativi. Le esigenze comuni richiede di essere collaborativi. La scuola è inclusiva, non solo per gli alunni: ogni cittadino deve partecipare alla realizzazione della scuola. 
 
L'emergenza sanitaria ha evidenziato limiti trascurati per troppo tempo. Questa ripartenza è l'occasione per fare un salto di qualità. Il ritorno a scuola non deve essere un salto nel passato, ma verso l'innovazione. Deve essere il rilancio della scuola italiana."
 

 

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