Coronavirus, il Veneto si prepara per l'autunno con un piano di emergenza

Raddoppiano le terapie intensive, stanziati 98 milioni di euro. Zaia: "Dovremo fare fronte anche all'influenza stagionale, che ha sintomi sovrapponibili. Ma vogliamo evitare un nuovo lockdown". Il governatore: "Stia bene attento chi va in vacanza all'estero, oggi il virus lo importiamo quasi solo da fuori"  

VENEZIA. Il Veneto potenzia la risposta sanitaria contro il coronavirus e raddoppia i posti-letto di terapia intensiva portandoli da 494 a 1.016. E' una delle principali misure contenute nel nuovo Piano di sanità pubblica approvato oggi, venerdì 7 agosto 2020, dalla giunta regionale e presentato dal presidente Luca Zaia in conferenza stampa.

La Regione stanzia 98 milioni di euro. Il sistema continuerà a incardinarsi sui 13 Covid-hospital. Alle terapie intensive continueranno ad affiancarsi 683 sub-intensive (da 85 che sono attualmente) e 1.085 malattie infettive (dalle attuali 165).  

Zaia ha anche messo in guardia i veneti che vanno in vacanza all'estero: "In questo momento abbiamo quasi solo contagi importati da fuori, o da veneti che sono andati in ferie e ritornano o da stranieri".  Il governatore ha citato l'esempio di otto ragazzi tornati infetti dall'isola di Pag, in Croazia. Ha parlato anche di altri casi importati in queste ore da Spagna, Perù, Malta, Grecia. "Le vacanze sono un elemento di rischio, chiaro che ognuno è libero di andare dove vuole, però dico di stare bene attenti e di indossare le mascherine e mantenere il distanziamento anche nei Paesi in cui queste misure non sono obbligatorie". 

 Potenziata anche la rete dei pronto-soccorso, con uno stanziamento di 16 milioni di euro. Si introduce la figura dell'infermiere di famiglia, un infermiere ogni 50 mila assistiti e ogni 4 medici di base. 

"Per la sanità regionale l'emergenza purtroppo continuerà nei prossimi mesi - dice Zaia - perché comunque ci sarà la psicosi: se avremo 500mila ammalati di influenza stagionale, dovremo fare 500mila tamponi perché i sintomi sono sovrapponibili".  

Il vaccino anti-influenzale in Veneto non è obbligatorio - ha ricordato Zaia - ma "fortemente raccomandato". 

Una precisazione dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi e relative polemiche: il Laboratorio di Microbiologia di Padova è stato confermato di riferimento regionale e al dottor Rigoli è stato a sua voltaconfermato l'incarico di coordinamento dei laboratori.  

Sulla controversa questione del distanziamento sui mezzi pubblici di trasporto, il governatore continua a mantenere ferma la piena capienza, come prevista dall'ordinanza regionale tuttora in vigore, e polemiozza con il governo che invece ha adottato il distanziamento e in generale non manderebbe indicazioni chiare alle Regioni. 

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