Macroregione di Nordest sfida bipartisan dei sindaci

Ieri incontro a Stra. Variati: «È una battaglia nostra, non dei governatori» Sostegno anche dal Governo. Zanetti: «Ci ragioneremo dopo il referendum»

STRA. Governo e sindaci bipartisan uniti nel considerare la realizzazione di una macroregione fra Friuli, Veneto e Trentino Alto Adige un’opportunità da cogliere per dare più peso politico ai cittadini. Questo il filo conduttore del convegno dal titolo evocativo “Un solo Triveneto per lo sviluppo di tutti”, che si è tenuto ieri a Villa Pisani a Stra. Se erano tanti i sindaci democratici, tosiani e del centrodestra presenti, come preannunciato non c’era invece alcun esponente della Lega.

Il più entusiasta dell’idea è stato il sindaco di Vicenza Achille Variati. «Siete un raggio di sole in un mondo avvolto di nebbia tra demagogia e populismo - ha detto ai presenti - questa è una risposta concreta a certe proposte di referendum inattuabili». Variati ha sottolineato il fatto che l’idea di indipendenza o autonomismo spinto, fin qui vagheggiate non portano da nessuna parte. «Il percorso per arrivare alla realizzazione di una macroregione è fattibile - ha detto - è previsto dalla Costituzione. È un percorso complesso e pieno di insidie ma l’unico percorribile. L’importane è non cadere nella tentazione di metterci etichette di partito: sarebbe la fine. Dobbiamo essere noi sindaci a portare avanti questa battaglia per la nostra gente». Variati ha sottolineato un concetto: «Non credo siano i governatori delle regioni i più adatti a portare avanti questo processo, tocca ai sindaci».

Sulla stessa linea il sindaco di Verona Flavio Tosi: «La Macroregione del Nordest è l’unico modo concreto per ottenere maggiore autonomia - ha detto - il percorso non sarà semplice, ma è l’unico possibile. Con il Friuli e il Trentino Alto Adige va fatto un discorso alla pari. Sappiamo che queste regioni sono gelosissime delle loro autonomie e quanto difficile sia trattare con loro. Basti pensare alle difficoltà incontrate per la realizzazione della Valdastico da Verona e Vicenza. Sappiamo però che andremo avanti, perché anche i nostri cittadini hanno il diritto di avere l’autonomia delle altre regioni». Tra i sindaci presenti quelli di Belluno, Rovigo, Bassano, San Doná di Piave, Chioggia. Mancava Luigi Brugnaro sindaco di Venezia. Anche dagli esponenti del governo è arrivata un’apertura di credito: «Si tratta - ha detto il sotto segretario all’Economia Enrico Zanetti (Scelta Civica) - di un percorso che va approfondito e valutato con attenzione. Per il futuro possono esserci due scenari: 20 regioni con funzioni amministrative o macroregioni con poteri autonomia legislativa più ampi. Credo che dopo il referendum sulle modifiche costituzionali che si terrà in autunno, si potrà ragionare con calma anche su queste possibilità». Il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani ha detto: «Considerando la mia esperienza di amministratore non posso che guardare con interesse al progetto». Per il Comitato promotore, il lavoro sembra cominciare adesso, visto le decine di richieste di incontri nei territori che sono arrivate in questi giorni. Per l’avvocato Ivone Cacciavillani, uno dei massimi sostenitori del progetto «spetta ai Comuni decidere se moltiplicare le singole potenzialità dei territori, dall’economia ai temi ambientali. Abbiamo l’obbligo di provarci, perché così, divisi, non è più possibile andare avanti». Una tesi che è stata sostenuta anche dal professor Ferruccio Bresolin economista a Ca’ Foscari, secondo cui «bisogna valorizzare un territorio crocevia nella grande scacchiera europea. Non è più rinviabile un piano strategico di potenziamento degli asset più forti. È giunto il momento di agire».

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