Venezia-Cortina-Dobbiaco in treno

L’Ordine degli ingegneri: allungare l’Smfr fino a Calalzo e andare oltre

TREVISO. Una metropolitana in grado di collegare due patrimoni dell’umanità come Venezia e le Dolomiti. Per il turismo e per andare a sciare la domenica, ma anche per i pendolari. L’ordine degli ingegneri di Treviso rilancia il tema con il convegno che si terrà domani al S. Artemio. Il progetto, che si inserisce nel quadro della metropolitana di superficie, sfrutterebbe le linee ferroviarie esistenti. Non è la prima volta che si parla della rinascita della ferrovia delle Dolomiti, abbandonata negli anni ’60, dopo le Olimpiadi invernali di Cortina, tanto che sabato verrà presentato uno studio di fattibilità realizzato dalla Net Engineering per conto della Regione.

«Oggi le Dolomiti sono raggiungibili solo attraverso due corridoi, il Fadalto e il Feltrino», spiega il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Treviso Vittorino Dal Cin. «Dove ci si muove solo in colonna. Quando ci sono infrastrutture adeguate, i turisti arrivano da tutto il mondo. È su questo che dobbiamo puntare, visto che la nostra base manifatturiera è in crisi».

Il progetto della metropolitana delle dolomiti è diviso in due parti. La prima fino a Calalzo, la seconda fino a Cortina e Dobbiaco. Più facile realizzare il primo tratto. La ferrovia è già in uso, non servono grandi interventi. «Bisognerebbe mettere mano ai treni, usando mezzi adatti al tipo di servizio, quindi aumentando i posti in piedi a discapito di quelli a sedere», spiega Andrea Modolo, presidente della commissione giovani dell’Ordine. «Sarebbe poi necessario migliorare le stazioni, e creare dei parcheggi scambiatori. I treni dovrebbero avere una cadenza precisa e ravvicinata, ogni 20/30 minuti. Se i turisti e i cittadini sapessero che possono andare in stazione ed aspettare al massimo 20 minuti per un treno, lo utilizzerebbero». Oggi ci sono solo 7 treni al giorno che collegano Venezia e Calalzo.

Più problematica la realizzazione del secondo tratto. L’intenzione è di utilizzare la linea ferroviaria nata per le Olimpiadi di Cortina e chiusa poco dopo, solo che nel frattempo sopra vi sono state costruite le piste ciclabile. Sarebbe dunque necessario realizzare una cinquantina di chilometri di nuove rotaie. «Difficile in questo momento individuare i costi complessivi del progetto», prosegue Riccardo Gai, della commissione giovani, «si parla di centinaia di milioni. Credo che intanto si debba guardare al tratto fino a Calalzo e poi allargare il campo. Noi abbiamo posto come obiettivo il 2020». Quel che manca oggi sono i soldi, e non è poco. «Ma il nostro obiettivo è porsi questo progetto come obiettivo. Da qui si deve partire per reperire le risorse. In Trentino ci sono riusciti pochi anni fa», conclude Dal Cin. Si guarda a finanziamenti europei e dell’Unesco visto il collegamento tra due Patrimoni dell’umanità, ma anche al project financing. Sabato inoltre si parlerà del progetto di un collegamento ferroviario per l’aeroporto di Venezia, pochi chilometri per collegarlo ai binari per Trieste. (federico cipolla)

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