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Treviso, "Il cous cous? Sulle mura". Gentilini apre ai marocchini e spiazza il Carroccio

Lo Sceriffo: "In piazza dei Signori no, ma sui bastioni gli immigrati in regola potranno festeggiare"

Alessandro Zago
1 minuto di lettura
«In piazza dei Signori non è il caso. Ma sulle mura si può fare: quello è il posto adatto per il cous cous da record. In fondo, sulle mura, ci abbiamo fatto anche la super salamella». Mega cous cous: lo sceriffo Gentilini, a sorpresa, apre alla comunità marocchina.

Un cous cous da Guinness dei primati in segno di fratellanza: per cucinarlo, la comunità marocchina di Treviso guidata da Abdallah Khezraji voleva chiedere in prestito a Ca’ Sugana piazza dei Signori. Una richiesta che ha fatto saltare sulla sedia i colonnelli della Lega. Sindaco Gobbo in testa, che ha subito frenato dicendo: «Vedremo, se ci sono i requisiti», per poi troncare l’ipotesi sul nascere, supportato dal segretario comunale Enrico Chinellato e dal senatore Stiffoni, che ha tuonato: «Il cous cous i marocchini lo vadano a fare a Casablanca». Un terremoto. Ma Giancarlo Gentilini, vicesindaco sceriffo di Treviso, gioca in contropiede e spiazza tutti: «Non daremo piazza dei Signori, è un’area destinata a iniziative istituzionali. Ma il discorso cambia per le mura: i marocchini potrebbero fare lì il loro cous cous da record. E se non lo fanno troppo piccante, potrei anche andare ad assaggiarlo. Non sono così chiuso da stroncare sul nascere una simile iniziativa - continua Gentilini - Se a chiedere il permesso sono immigrati regolari, dalla fedina penale immacolata, con un lavoro, io non ho nulla in contrario. D’altronde non manco mai, alla messa degli immigrati che una volta l’anno si fa al Duomo. Nella comunità marocchina c’è molta gente a posto, e quindi sulle mura si può fare il cous cous, a patto che si rispettino le regole. Quando si tratta di specialità culinarie e non di moschee o di burqa non ho problemi, basta che non ci sia di mezzo religione o politica. Mangiare e bere va sempre bene, tra l’altro il cous cous non l’ho mai assaggiato, sono curioso».

Un’apertura inattesa, da parte dello sceriffo che ha schiodato le panchine di via Roma per evitare che gli immigrati «perdigiorno» si «appollaiassero». Sorpresa e soddisfazione da parte della comunità marocchina: «Ringraziamo Gentilini - dice Khezraji - Per noi è una grande conquista, non aver ricevuto dalla Lega in blocco una risposta negativa. D’altronde il nostro vuole essere solo un messaggio di pace e fratellanza, apolitico, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione nelle aree del Sahara occidentale». Unico neo, forse la furbata di Genty: per occupare la mura serve un’assicurazione di diverse migliaia di euro: i marocchini potranno permettersela?
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