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Istrana. Rappresentante trovato morto in auto, è giallo

Il cadavere di Damiano Pontin, 30 anni, è stato scoperto dalla madre. Si segue anche la pista dell'overdose

Massimo Guerretta
2 minuti di lettura
ISTRANA. L’hanno caricato sulla sua Twingo che forse era già morto. Hanno abbassato il sedile del passeggero, facendolo distendere. Poi hanno guidato l’auto, prima di allontanarsi a bordo di un altro veicolo, fino all’abitazione di via Pinelle a Sala d’Istrana. Dove è stato abbandonato, finchè la madre non si è accorta di lui. Troppo tardi. Damiano Pontin, 30 anni, rappresentante di prodotti igienici, è morto nella notte tra lunedì e martedì: inutile la telefonata al Suem alle 6 del mattino, il cuore del giovane aveva smesso di battere da almeno 3-4 ore, secondo quanto testimoniato dal medico legale. Ma è giallo sulla vicenda: tutti gli indizi raccolti dai carabinieri e dagli esperti della scientifica lasciano supporre che Damiano non sia arrivato a casa da solo.

Probabilmente è spirato ben prima, ed è stato portato a casa che era già cadavere. I militari dell’Arma avrebbero però già stretto il cerchio, rintracciando gli amici - almeno due - che hanno passato con lui l’ultima sera della sua vita. E che, probabilmente, gli hanno fornito una dose letale di droga: l’autopsia disposta dal pm Valeria Sanzari servirà a capire se la morte è stata causata da un malore o proprio da un’overdose, come è emerso dai primi riscontri. Sul corpo, sporco di terra ed erba, nessun segno di percosse mentre l’auto era danneggiata: il finestrino posteriore della sua Twingo rossa è stato rotto e l’auto presentava i segni di una collisione probabilmente contro un albero.

Le chiavi, invece, erano appoggiate sul sedile posteriore. Soltanto poche ore prima il giovane, che lavorava da nove anni come rappresentante in una ditta di prodotti igienici di Padernello, la Ecology, era uscito a cenare con un amico - non un amico abituale - dopo essere andato in un bar di Pezzan che frequentava frequentemente. Una serata finita in tragedia. Già nelle prime ore del mattino i carabinieri delle compagnie di Treviso e Castelfranco hanno cominciato a ricostruire la dinamica della vicenda, interrogando in caserma gli amici più vicini a Damiano per raccogliere il maggior numero possibile di indizi. Il pm Valeria Sanzari aprirà un fascicolo per omissione di soccorso nei confronti di chi l’ha portato a casa.

Tutte le ipotesi sono al vaglio: non si esclude che l’accusa possa essere di omicidio colposo. La sua camera è ancora sigillata: il padre Aldo, la madre Natalina e la sorella Alice guardano le foto che lo ritraggono con lo snowboard e con la maglia della Juve, le sue due grandi passioni. Il giallo sulla sua morte potrebbe però venir sciolto già nelle prossime ore grazie ai rilievi compiuti dai carabinieri all’interno dell’automobile e, soprattutto, analizzando il telefonino del trentenne di Istrana.
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