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Bambina annegata nel Monticano. Simone: "Non scappo, comincio ad aver fiducia della giustizia italiana"

Primo giorno di libertà per la madre di Giuliana. "In carcere sono stati sei mesi terribil"

Antonio Frigo
2 minuti di lettura
ODERZO. «Il fatto di essere qui e non più in carcere ha un significato. Comincio ad avere fiducia nella giustizia italiana». Simone Moreira, nel pronunciare queste parole all’esterno della villetta di via Col Cavalier a Belluno, s’appoggia stanca alla spalla di Patrizia Burigo, moglie dell’ingegner Flavio che la ospita. E’ molto magra, Simone. Un po’ di trucco azzurro sulle palpebre, porta un paio di sandali, calzoni stretti bianchi, una maglietta e un golfino traforato, entrambi neri. I capelli sono raccolti in una coda e la pettinatura sottolinea i tratti del volto, già resi affilatissimi dalla magrezza.

L’assedio cui è sottoposta - dalle televisioni e dai giornali - da due giorni, ovvero da quando il Tribunale del Riesame di Venezia ne ha disposto la scarcerazione dopo 199 giorni trascorsi in carcere, è stato rotto ieri mattina da un blitz in un supermercato di Belluno, insieme alla moglie dell’ingegner Burigo, nella cui villetta è ospitata l’ex ballerina accusata di aver ucciso la figlietta Giuliana, annegata nel fiume Monticano.
A bordo dell’auto dei Burigo, le due donne (erano circa le 10 del mattino) hanno varcato il cancello di casa sorprendendo il piccolo gruppo di giornalisti in attesa. Sono tornate verso mezzogiorno.

Abbastanza a sorpresa, dopo il pranzo (Simone e i coniugi Burigo hanno gustato un risotto) la donna ha deciso di rilasciare una breve dichiarazione, nella speranza di veder allentare il piccolo assedio mediatico. Dopo aver detto di essere tornata ad aver fiducia della giustizia italiana, Simone Moreira ha aggiunto: «Devo ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato: gli avvocati Tommaseo Ponzetta e Forza, oltre ai signori Burigo, che mi stanno accudendo come una figlia. Sono molto stanca e provata, sono stati sei mesi terribili, di grande difficoltà e dolore, con il pensiero costante della mia piccola Giuliana».

Chiediamo se andrà a trovare sua figlia in cimitero. «Avevo chiesto di andare subito a Ponte di Piave sulla tomba di Giuliana, ma gli avvocati mi hanno consigliato di aspettare qualche giorno. Quando ci andrò, comunque, farò in modo di farlo in modo del tutto privato».

«Per la verità - dice l’avvocato Alvise Tommaseo Ponzetta, uno dei legali di Simone - l’abbiamo dissuasa noi dal precipitarsi a Ponte di Piave. Il momento è abbastanza delicato, ci sono le dichiarazioni della famiglia Favaro, degli zii paterni di Giuliana: se nei prossimi giorni la signora Moreira andrà a Ponte di Piave, lo farà in un orario discreto e abbiamo chiesto che si vigili su di lei. Qualcuno ha detto che c’è il rischio che fugga? Non lo farà: proprio ora che una perizia smonta la tesi secondo la quale Giuliana non avrebbe mai potuto arrivare al Monticano da sola?...».

Resta, al di là di tutto, il dolore. E resta anche la pericolosa solitudine - nonostante il prodigarsi dei coniugi Burigo - di Simone. Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare dal Brasile mamma Marcia Cipriano, che già una volta era venuta in Italia per far visita alla figlia nel carcere Baldenich di Belluno.
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