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Boom di alcoltest nella Marca dimezzati i morti sulle trade

Dimezzati, almeno fino ad oggi, i morti sulle strade della Marca. E’ questo il bilancio dei decessi a causa di incidenti stradali sulle strade della Marca nei primi 7 mesi del 2008. Da gennaio a luglio di quest’anno 44 persone hanno perso tragicamente la vita sull’asfalto. A luglio 2007, anno nero per gli incidenti stradali mortali, il numero dei decessi era arrivato a quota 69. «Nel primo semestre del 2008 - spiega il comandante della Polstrada, Giovanbattista Scali - abbiamo fatto più del doppio dei controlli con alcol-test effettuati nel 2007». Ma non c’è solo l’inasprimento dei controlli e delle sanzioni. «E’ stata fatta una grande campagna di prevenzione - aggiunge Scali - sia all’interno delle scuole sia fuori. Facendo vedere che i controlli c’erano e sarebbero stati potenziati».

Il bilancio, seppur tragico, configura il 2008 come anno un po’ meno nero per quel che riguarda i morti sulle strade. Il calo delle vittime è del 36%. Il mese più insanguinato è finora febbraio, che conta 12 morti, seguito da gennaio, con 8 decessi sull’asfalto. Nel 2007 la lista nera dei morti ogni mese è stata quasi sempre più lunga del 2008. E la conferma arriva anche dai dati totali dei morti sull’asfalto nel 2007: secondo la Provincia di Treviso infatti, lo scorso anno sono morte sulle ...

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Il bilancio, seppur tragico, configura il 2008 come anno un po’ meno nero per quel che riguarda i morti sulle strade. Il calo delle vittime è del 36%. Il mese più insanguinato è finora febbraio, che conta 12 morti, seguito da gennaio, con 8 decessi sull’asfalto. Nel 2007 la lista nera dei morti ogni mese è stata quasi sempre più lunga del 2008. E la conferma arriva anche dai dati totali dei morti sull’asfalto nel 2007: secondo la Provincia di Treviso infatti, lo scorso anno sono morte sulle strade 112 persone (45 per cento in più rispetto al 2006), confermando il 2007 come l’annus horribilis per il sangue riversato sulle strade. La differenza fra l’andamento del 2007 e gli anni precedenti era stata dovuta ad un numero elevato di decessi sulle due ruote nei periodi caldi. Per avere un’idea più precisa, nel quinquennio 2002-2006 si contavano in media 38 decessi l’anno (di cui 8 in bicicletta) sulle due ruote, contro i 44 decessi (di cui 15 in bicicletta, per la maggiorparte anziani) nel 2007. Le «strade killer» si confermano anche per il 2008 sempre le stesse: le autostrade, le statali, le provinciali e le regionali. Quelle che salgono più spesso agli onori della cronaca nera per incidenti gravi sono l’A27, l’autostrada che ha provocato più vittime, e la Postumia che è la statale dove hanno lasciato la vita più automobilisti. Anche l’A4 risulta essere l’arteria più “nera” per incidenti mortali e fra le provinciali risulta essere più «fatale» la 667 ad altezza di Altivole. Il Terraglio è un’altra arteria da bollino rosso, come anche la Pontebbana. Scontri frontali, spesso con Tir, auto uscite fuori strada per colpa dell’asfalto bagnato, oppure ghiacciato, guida in stato di ebbrezza o sotto l’uso di sostanze stupefacenti: questi i motivi principali degli incidenti che si sono rivelati fatali negli ultimi 2 anni. Molti i giovani morti a bordo dello scooter, anche nel 2008. A spiegare in parte il minor numero di decessi fra il 2007 e il 2008 sono le nuove norme sul codice della strada introdotte nell’agosto 2007 dal governo che hanno offerto un deterrente per prevenire la guida spericolata e gli incidenti. Fra queste il divieto ai giovani neopatentati di guidare veicoli con potenza superiore ai 50 kwh. Un contributo fondamentale è stato dato anche dalle nuove norme sull’alcol, da sempre una delle cause principali degli incidenti: se nel corpo di una persona viene trovato un valore di alcol da 0.5 a 0.8 grammi/litro, le multe sono salatissime: da 500 a 2000 euro, oppure l’arresto fino a un mese. Prevista anche la sospensione della patente da 3 a 6 mesi. Da 0.81 a 1.5 grammi/litro multa da 800 a 3.200 euro e arresto fino a 3 mesi (commutabile in attività sociale) e sospensione da uno a due anni. Oltre 1.5 grammi/litro ammenda da 1.500 a 6 mila euro, arresto fino a 6 mesi e sospensione da uno a due anni.