Corte dei Conti Ue, occorre legare i finanziamenti ai risultati conseguiti

BRUXELLES - Nonostante le nuove disposizioni messe in campo da Bruxelles, l'erogazione dei fondi europei basato sui risultati ottenuti non è ancora una realtà. Lo scrive la Corte dei Conti Ue in una relazione sulla politica di Coesione. Secondo i revisori, che hanno condotto un audit su 14 programmi operativi a campione in quattro Stati membri tra cui l'Italia, resta molto da fare nonostante siano stati introdotti tre strumenti nel periodo 2014-2020 proprio per incentivare una buona performance. In base al nuovo regolamento, infatti, occorreva definire condizioni che garantissero un uso efficiente dei fondi strutturali, si poteva assegnare una "riserva di efficacia" di 20 miliardi di euro e il sostegno dell'Ue veniva subordinato al conseguimento di risultati predefiniti. "Tuttavia, - ha sottolineato Ladislav Balko, responsabile della relazione presentata oggi - abbiamo riscontrato che non esiste ancora un collegamento chiaro tra i finanziamenti e la performance dei programmi nel settore della coesione". In una serie di raccomandazioni dirette alla Commissione europea, la Corte dei conti chiede perciò che le condizioni dette "abilitanti", cioè propedeutiche al via libera ai finanziamenti, siano usate al massimo delle loro potenzialità nel periodo di programmazione 2021-2027 e che a metà ciclo venga svolta una revisione del sistema per valutarne l'efficacia.

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