L'intervista

Federico Marchetti: "In futuro il lusso sarà Made by Humans"


“Sono sicuro che la prossima Coco Chanel sarà una programmatrice”, dice Federico Marchetti che, dopo aver lasciato la carica di ad del gruppo Yoox, insegna all’università Bocconi a futuri startupper. “Ma la tecnologia non ucciderà l’artigianato. Lo aiuterà a diventare ancora più esclusivo”.

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Il 23 settembre alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, sul palco della Italian Tech Week è salito Federico Marchetti. Startupper e investitori lo avevano evocato come si fa con certi miti cavallereschi: lui sì che ce l’ha fatta, ha fondato Yoox quando la Silicon Valley stava affondando per la bolla delle dot.com, l’ha quotata dopo il crac di Lehman Brothers, infine si è fuso con gli inglesi diventando YNap e il numero uno assoluto. Un mito. Un unicorno, come chiamano le startup che hanno superato il miliardo di valutazione. Poi a luglio si è dimesso e ha detto: vado alla Bocconi, vado a insegnare. A Torino lo aspettavano tutti come un messia. E lui, che è anche consigliere d’amministrazione di Gedi spa, ci ha spiazzati. Invece di parlare di moda e ecommerce, ha fatto un discorso appassionato che si può sintetizzare nella frase: "La sostenibilitè è “the next big thing”, innovazione e tecnologia sono la chiave per salvare il pianeta".

Ci ha lasciati a bocca aperta, quel giorno, e anche fomentati.
"Davvero vi ho sorpreso? In realtà ho iniziato a occuparmi di sostenibilità nel 2008. Ricordo ancora la prima volta che fui colpito dal numero di scatole che giravano intorno ai nostri magazzini. Ho intuito che presto i clienti non l’avrebbero tollerata questa cosa. Da lì è partita la mia Green road: ho ridotto gli imballaggi, eliminato la plastica, usato scatole riciclate e attuato Yooxygen, un piano di sostenibilità in tutta l’azienda. Vi assicuro che noi italiani quando ho comprato Net-A-Porter eravamo molto più avanti degli inglesi su questo fronte. Per non parlare di quando ho incontrato Jeff Bezos nel 2009, non sapeva neanche cosa fosse la sostenibilità… Ora anche lui è impegnato su questo fronte ma pensate come sarebbe migliore il mondo se fosse partito una dozzina d’anni fa!".

Il settore della moda, in cui Yoox opera, è uno dei meno sostenibili.
"Ma l’innovazione può fare molto. Faccio un esempio: alcuni anni fa ho inventato lo Yooxmirror, uno strumento che utilizza i dati, l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata per consentire ai clienti di provarsi una selezione di abiti nell’app Yoox anziché nel camerino come 20 anni fa. Risultato? Una drastica riduzione dei resi, un serio impatto sulle emissioni e un business più efficiente".

“The next big thing? La sostenibilità. Innovazione e  hi-tech sono la chiave per salvare il pianeta. Per la moda lavoro con il principe Carlo”

La tecnologia finirà per sostituire gli esseri umani anche in questo settore?
"No, va trovato un equilibrio. In Yoox ci ponevamo sempre il problema di dove posizionare il cursore fra macchine e persone. L’italianità sta nel valorizzare i nostri artigiani che sono i più bravi del mondo. Anzi prevedo che in futuro, quando la maggior parte delle cose saranno stampate in 3D e consegnate da droni, la più lussuosa delle etichette sarà Made by Humans. Ma la tecnologia può aiutare gli artigiani a lavorare meglio e a capire le preferenze di lungo termine dei consumatori, con un’analisi dei dati, in modo che i capi siano più longevi e non vengano buttati dopo una stagione. È il senso del progetto che dal 2009 porto avanti con il principe Carlo, The Modern Artisan Project".

Federico Marchetti con il principe Carlo d’Inghilterra che gli ha offerto la presidenza del settore Fashion nel progetto green Sustainable Markets Initiative 

Fin qui il passato: ora che farà?
"Mi occuperò di sostenibilità, stimolerò i miei studenti alla Bocconi, e gli altri giovani, a creare il prossimo Unicorno fondando una startup tecno-sostenibile. Per quanto riguarda la moda lavorerò con il principe Carlo e il Sustainable Markets Initiative guidando la task force del fashion per andare oltre il green washing e cambiare il business model per un mondo migliore: farò in modo che i brand rispettino gli impegni delle Nazioni Unite e la moda si trasformi in un decennio in un’industria virtuosa. Sono sicuro che la prossima Coco Chanel sarà una programmatrice e penso che sia già nata".

Perché il momento della sostenibilità è adesso? Perché non c’è più tempo da perdere?
"Sì, ma anche perché è una grande occasione. Le Nazioni Unite hanno fissato 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Questo potrebbe creare oltre 12 trilioni di dollari in opportunità di mercato. Il finanziamento dei venture capital è aumentato di 2,5 volte dal 2015. Gli investitori ci sono".

Ci sono le tecnologie, ci sono i soldi: servono le idee.
"Credo che l’unica via d’uscita dal caos che gli umani hanno creato sia attraverso tecnologie innovative. Abbiamo bisogno di molti più imprenditori tecnologici e menti creative che pensino al green. Se potessi rivolgermi ai giovani direi: sforzatevi di essere il prossimo unicorno della sostenibilità. Altrimenti, potremmo tornare tutti all’età primitiva".