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Alessandro Michele e Elton John “Siamo due anime antiche”

Alessandro Michele e Elton John “Siamo due anime antiche”

Lo stilista e la rock star sono uniti da una profonda amicizia, dalle passioni comuni ma anche da una particolare sensibilità, che li fa stare dalla parte delle persone marginalizzate. Durante una conversazione pubblica, Alessandro Michele e Elton John parlano di creatività, moda, musica e di solidarietà: “Ci sono ancora troppe persone che devono lottare per essere loro stesse. Dobbiamo dare loro un supporto”, afferma l’ex designer di Gucci

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Dopo l’annuncio della separazione da Gucci, giunto circa due settimane fa, Alessandro Michele non ha più rilasciato dichiarazioni e si è ritirato in un solenne silenzio stampa. Per questo la notizia della conversazione con l’amico Elton John, andata in onda sui canali di Sacks Fifth Avenue, ha fatto subito drizzare le antenne al mondo della moda e a tutti coloro che vi gravitano attorno. In verità l’ex stilista di Gucci non ha rilasciato dichiarazioni particolarmente esplosive, specialmente perché la conversazione era stata registrata in epoca non sospetta: la chiacchierata, guidata da David Furnish, marito della rockstar, ha esplorato invece l’amicizia e la collaborazione di lunga data tra Elton John e Alessandro Michele, e il loro rispettivo impegno nella filantropia.

Elton John ha vestito Gucci numerose occasioni - Alessandro Michele ha disegnato tutti gli abiti del Farewell Tour, l’ultima tournée del cantante, e la rock star si è esibita per eventi organizzati dalla maison di moda che fino a un mese fa guidava Michele. Il rapporto tra moda e musica è per entrambi molto importante. “Mi hanno sempre ispirato le star pop e rock degli anni Settanta e Ottanta, ho sempre amato vederle sul palco: in quel momento gli abiti diventavano parte di qualcosa di incredibile”, racconta Alessandro Michele. “È una tradizione molto british quella di salire sul palco con un outfit speciale. Penso a Mick Jagger, a David Bowie, a Rod Stewart, a Freddy Mercury: erano teatrali, vistosi. I rockers americani li ho sempre trovati noiosi da guardare. Mi piace la loro musica, la capisco, ma che noia”, commenta Elton John.

Lo stilista e il musicista hanno espresso numerose dichiarazioni di stima e affetto reciproche. Uniti dalla passione per il collezionismo, per l’arte antica, per la musica e per il bello (“Non siamo certo due minimalisti”, dichiara ridendo Elton John), i due si sono conosciuti per lavoro, ma sono immediatamente diventati amici. “Siamo due anime antiche”, spiega Elton John, suggerendo come la loro sintonia vada a toccare alcune corde particolarmente intime, quasi un incontro trascendentale. “Siamo proiettati nel futuro, ma il passato serve ad illuminare il presente”, aggiunge Michele. Un’anima “antica” come loro era Gianni Versace, spiegano, al quale entrambi dedicano parole di stima, ammirazione e affetto.

Elton John, Alessandro Michele e David Furnish
Elton John, Alessandro Michele e David Furnish 

Per una lunga parte della conversazione la protagonista è stata la filantropia e la solidarietà. Elton John ha fondato nel lontano 1992 la sua Aids Foundation, che si occupa di diffondere consapevolezza sull’HIV, per prevenirla ma anche per combattere lo stigma che questa malattia ancora porta con sé. “Molti miei amici sono morti negli anni Ottanta e Novanta. Ho sentito che era un mio dovere assumermi l’impegno di raccogliere tutti i fondi possibili per la lotta a questa malattia e per supportare le persone che ne erano colpite. A quei tempi pensavamo che non ci fosse una soluzione, ma oggi abbiamo medicine efficaci che possono far condurre una vita normalissima a chi è affetto da Aids. Sono ottimista. Dobbiamo però ancora lottare per abbattere lo stigma, non smetterò mai di impegnarmi per questo”.

Sul finire della conversazione, David Furnish si rivolge ad Alessandro Michele introducendo il tema della gender equality e delle discriminazioni, ampiamente supportato dallo stilista attraverso la campagna globale Gucci Chime for Change ma anche attraverso le sue collezioni. “Per me in quanto uomo gay è importante dare voce a tutte persone. Non è una missione, è un modo di fare le cose in maniera diversa: se sei una persona pubblica, se hai la possibilità di fare qualcosa, devi farlo. È stato difficile, a volte terribile, crescere come persona gay. Ci sono ancora troppe persone che devono lottare per essere semplicemente loro stesse. Dobbiamo dare loro un supporto. Un abbraccio”.