The SMeakers, le sneakers che raccontano la sclerosi multipla e invitano a non fermarsi

Tra i numerosi eventi della Milano Fashion Week, la presentazione di un progetto che unisce moda, artigianalità Made in Italy e sensibilizzazione nei confronti di una malattia che colpisce migliaia di persone: la sclerosi multipla

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In occasione della Milano Fashion Week appena conclusa è stato presentato un progetto speciale, che, tra moda e artigianalità, punta a sensibilizzare e aumentare la consapevolezza nei confronti di una malattia molto diffusa (circa 130.000 persone in Italia): la sclerosi multipla. “The SMeakers. Le scarpe di chi non si ferma” sono le calzature nate dalla collaborazione tra Sanofi e AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, che raccontano le storie di persone che convivono con questa malattia e la loro volontà di non farsi fermare dalla essa.


Presentata a Milano e con Giorgia Surina come testimonial, la campagna ha come obbiettivo ‘portare in giro’ la testimonianza di chi vive con questa patologia per aumentare la conoscenza e la consapevolezza. Le speciali scarpe da ginnastica nate per il progetto sono prodotte artigianalmente in Italia e sono completamente calligrafate a mano con le storie di Rachele, Cristina, Federico, persone che raccontano la loro storia in un’ottica positiva, per incoraggiare tutti a non fermarsi, e a cercare di superare i propri limiti trasformandoli in opportunità.

Il fil rouge che lega le tre storie è infatti il movimento, reale e simbolico, che la sclerosi multipla, malattia neurovegetativa del sistema nervoso centrale, può compromettere progressivamente. “L’attività fisica, se fatta in modo continuativo, può aiutare la persona con SM a mantenere e migliorare l’equilibrio, la mobilità, la coordinazione ma anche a migliorare le performance cognitive con effetti positivi sul controllo emotivo, l’umore e l’autostima” dichiara Roberta Amadeo, Past President AISM e campionessa di Handbike.

“Progetti come The SMeakers mandano quindi un messaggio importante perché da un lato ribadiscono che lo sport è un fattore importante di miglioramento della qualità di vita del paziente, dall’altro cercano di sensibilizzare con un linguaggio e uno stile innovativo, il più possibile vicino alle persone con empatia e rispetto dei singoli vissuti”, conclude Amadeo.