Michela: "Tradita non a letto, ma nella fiducia. La sua ludopatia mi ha ridotta sul lastrico"

Dopo 25 anni di vita insieme Michela si ritrova sola e con un grosso debito da saldare. Nella sua storia, infatti, il tradimento non è disegnato sul classico triangolo lui, lei, l'altra. Ma è costruito sulle bugie del marito e della sua ludopatia. "L'infedeltà finanziaria può essere peggio di un tradimento sessuale", commenta l'esperta, "perché il patrimonio personale è qualcosa di estremamente intimo, privato"

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"Mi fidavo di mio marito e non avrei mai immaginato che il nostro matrimonio potesse finire per la sua infedeltà... finanziaria. Prima di vivere questa esperienza drammatica, che mi ha messo in ginocchio non solo dal punto di vista emotivo, ma anche sul fronte economico, non sapevo neanche che potesse esistere questa forma di tradimento. Perché è tale e va considerato alla stregua di un’avventura sessuale con un’amante o una relazione clandestina. La fiducia tra di noi è venuta meno allo stesso modo e mi ha ferito nel profondo. Mi sono sentita tradita e raggirata. Spesso, durante le mie notti insonni, mi sono detta che forse sarebbe stato meglio che mi avesse messo le corna con una donna piuttosto che farmi vivere tutto questo. Sono diventata l’ombra di me stessa e se penso che fino a due anni fa eravamo una famiglia serena non mi capacito di come siamo arrivati a questo punto.

L'antefatto

Ho sposato Pietro 25 anni fa e per lungo tempo siamo stati felici assieme, abbiamo vissuto una vita piena e ricca di esperienze meravigliose. Abbiamo un figlio, Luca, un ragazzo splendido e con la testa sulle spalle, che ora ha 24 anni e mi sostiene in questo momento travagliato. Sapere che Pietro abbia tradito entrambi e non sia riuscito a mettere un freno al suo agire neanche pensando a lui, a nostro figlio, mi fa rabbrividire. L’unica attenuante che posso concedergli è riconoscere quanto sia malato: la ludopatia è come una droga, rende dipendente dal gioco d’azzardo e fa entrare in un vortice che ti risucchia e ti ingoia.

Tutto è iniziato due anni fa. Pietro è sempre stato un appassionato di calcio e aveva iniziato a scommettere sulle partite. Lo faceva ogni tanto, per gioco e con leggerezza, piccole cifre, solo per il gusto di vedere se azzeccava il risultato. Poi ha iniziato a vincere e le puntate sono diventate un’abitudine. Ma ho continuato a non dargli peso, vedevo che si divertiva e inoltre non spendeva grosse somme, perché stargli addosso? Certo, non abbiamo mai navigato nell’oro, ma non ci è mai mancato nulla, questo suo gioco non intaccava l’economia della nostra famiglia.

Le bugie: sono stata tradita nel profondo

Io sono un’insegnante e ho sempre dato il mio contributo a casa, Pietro invece è un ragioniere che per anni ha lavorato in un’azienda che era la sua seconda casa. Un giorno gli è arrivata la lettera di licenziamento e la società ha dichiarato fallimento. A Pietro è crollato il mondo addosso, ma non mi ha detto nulla. E ha continuato a far finta di andare al lavoro come ogni mattina, per mesi.

Quando gli ho chiesto del perché non si fosse confidato con me, non mi avesse messo al corrente di tutto ciò, mi ha risposto che non voleva darmi una preoccupazione in più. Stavo vivendo un grande stress per la malattia di mio fratello e lui poi voleva risolvere da solo questa questione. 'Sono una persona orgogliosa e testarda Michela, questo lo hai sempre saputo. E poi mi umiliava troppo dirti che avevo perso il mio lavoro a 55 anni e non riuscivo a trovarne un altro'.

Così davanti ai tanti no ricevuti, Pietro ha pensato di risolvere tutto con le scommesse. Una follia, ma la sua mente in preda al panico e al dolore l’ha vista come l’unica soluzione. Passava le sue giornate a puntare su ogni cosa, disperatamente e senza criterio. La sera tornava a casa e faceva finta di niente. Io lo vedevo strano, gli domandavo cosa avesse e lui mi rispondeva sempre che non aveva nulla, andava tutto bene. Ma io lo sapevo che qualcosa lo turbava, anche se lui si sforzava di sorridere e di comportarsi come al solito.

Siamo andati avanti così per mesi: lui che prosciugava i nostri risparmi e io che non me ne accorgevo. Perché più perdeva più rilanciava e quando vinceva immediatamente si rigiocava tutto. Ho lasciato sempre in mano a lui la gestione delle nostre finanze, mi fidavo ciecamente di mio marito. E questo non essere stata attenta, attiva e informata bene sul nostro contro bancario condiviso mi fa sentire tremendamente in colpa, responsabile anche io di questo tracollo. Certo lui in passato mi ha sempre aggiornato sui nostri movimenti bancari, ma io non ho mai chiesto carte, non ho mai indagato, non ho mai approfondito la questione. Mi sento una stupida ora, perché forse sarei riuscita a evitare che arrivassimo a questo punto.

La scomparsa: mi sono ritrovata sul lastrico

Pietro non riusciva a sanare i debiti, così ha chiesto un prestito sostanzioso alla nostra banca di fiducia, che glielo ha concesso. È l'inizio della fine. Perché un giorno ricevo una telefonata del funzionario della banca che chiede di mio marito: non risponde più alle sue chiamate. Mi racconta del prestito e mi dice che da mesi le rate non vengono saldate. Io cado dalle nuvole e gli dico che si sta sbagliando, con un tono alterato. Lui con calma mi spiega tutto e il giorno dopo fissiamo un appuntamento in sede. Lì con i miei occhi vedo i prelievi che Pietro aveva fatto, l'assenza dei bonifici del suo stipendio e la presenza di un prestito che ci aveva messo sulle spalle.

Invece di urlargli addosso al telefono tutta la mia ira, ho aspettato che tornasse a casa la sera. Sapevo che Luca doveva uscire, potevamo parlare da soli e a quel punto mi avrebbe dovuto dire tutta la verità. Invece davanti alle mie prove lui ha negato, continuava a dire bugie. Finché nell'ammette quanto accaduto ha anche provato a consolarmi: "Risolverò tutto". Non sapevo più se credergli o meno. Gli ho fatto giurare che avrebe smesso con le scommesse. La mattina dopo sembrava essere tornato il Pietro che ho sposato. Si è attaccato al telefono e mi ha offerto una soluzione per tamponare: "Mia sorella ci fa un prestito, potremo restituirle tutto con calma".

Questo mi ha fatto tirare un po’ il fiato ma dopo una settimana Pietro scompare, una mattina esce di casa e non torna più. La somma di denaro prestata dalla sorella non è mai stata versata in banca, l'ha presa per andarsene. Lasciandomi sola a dover saldare il suo debito per non perdere la nostra casa. Mi sembrava incredibile che l’uomo compagno della mia vita da oltre 25 anni, la persona di cui più mi fidavo e a cui più mi affidavo avesse potuto tradirmi in questa maniera. Sono passati mesi e di mio marito ancora non ho più notizie. Ma non posso lasciarmi andare al dolore, perché devo risolvere questo grande problema economico per me e per mio figlio, che si è sentito tradito quanto - forse persino di più - di me.

La banca ci sta venendo incontro, ma le rate sono tante e salate, ho dovuto rivedere totalmente il nostro stile di vita. E spiegare a mio Mi ripeto ogni giorno che ce la farò, ci voglio credere. Voglio che sia così. Poi, una volta uscita da questo incubo penserò a come ricostruirmi una nuova vita".

Michela, 50 anni di Roma

 

Il commento dell’esperta

Gabriella Di Cosmo, psicologa, psicoterapeuta e sessuologa

Ha ragione Michela a paragonare l’infedeltà finanziaria a un tradimento sessuale, anzi può essere anche peggio perché il patrimonio personale è qualcosa di estremamente intimo, privato. L’infedeltà finanziaria è l’atto di mentire al proprio partner o coniuge sulle finanze, su spese che vengono volontariamente occultate o debiti che si contraggono a insaputa dell’altro. Si nascondono acquisti, si può avere un conto segreto o nel peggiore dei casi intaccare il patrimonio familiare.

Ciò che più ferisce nello scoprire questo tipo di tradimento è l’attacco alla condivisione e complicità di coppia. Ed è proprio quello che accade a Michela, sposata con Pietro da 25 anni, di cui si fidava ciecamente, tanto da lasciare a lui la gestione dei conti familiari. Le bugie di Pietro, unite alla fuga, costringono Michela a rivedere sé stessa e tutta la sua vita, generandole tanta rabbia nei confronti di suo marito. Prova anche un forte senso di colpa per non aver capito prima cosa stava accadendo e quindi in qualche modo essere stata “inconsapevolmente responsabile” di tutto questo dolore provocato non solo a sé, ma soprattutto a Luca.

A darle la forza di non lasciarsi andare alla disperazione è proprio il senso di protezione nei confronti di suo figlio, che diventa il gancio per tirare fuori il suo coraggio e la sua determinazione, dimostrando a sé stessa che può farcela e che è più forte di tutte le avversità che sta affrontando. Questo atteggiamento attivo e combattivo è la strada giusta per risolvere i problemi finanziari che le ha lasciato il marito, ma è anche una grande risorsa per riuscire a trasformare il dolore del tradimento in una grande opportunità di vivere finalmente una vita serena e soprattutto libera dalle bugie.