Moda e solidarietà
(afp)

Gianluigi Cimmino di Yamamay: "Il nostro aiuto alle donne afghane"

Dopo l'uscita degli Stati Uniti, l'Afghanistan è ripiombato nell'orrore. Il marchio napoletano che avrebbe dovuto festeggiare i suoi vent'anni dedicati all'universo femminile ha deciso di "riconvertire" le celebrazioni in una campagna di sensibilizzazione e una raccolta fondi in favore del popolo afghano chiamata “Per le donne, con le donne” con l’Unhcr (l’agenzia Onu per i rifugiati). "Ci piacerebbe che altri della moda si mobilitassero"

2 minuti di lettura

"Il 15 settembre del 2001 aprivamo il primo negozio di Yamamay con un nucleo storico di ragazzi, che sono ancora oggi in azienda. Tre giorni prima c'era stato il crollo delle torri gemelle e l'inizio di un periodo drammatico e incerto che avrebbe portato, poco tempo dopo, il 7 ottobre, all'invasione  dell'Afghanistan. Vent'anni dopo avremmo dovuto festeggiare quel primo debutto a cui sono seguiti più di 600 negozi e tante campagne in favore dell'emancipazione femminile. Avevamo già preparato una campagna celebrativa ma vedere l'Afghanistan ripiombare nell'orrore, tante donne di nuovo costrette a indossare il burka e constatare che un ventennio più tardi a Kabul non si è fatto nessun passo avanti ma semmai indietro ci ha fatto cambiare idea".  Gianluigi Cimmino, ceo di Pianoforte Holding di cui fanno parte i marchi Yamamay, Carpisa e Jaked racconta così come è nata l'idea di "convertire" festeggiamenti e celebrazioni in un progetto più importante: una campagna di sensibilizzazione e una raccolta fondi in favore del popolo afghano chiamata “Per le donne, con le donne”.

La campagna di solidarietà di Yamamay 

Yamamay si è quindi unita a Unhcr, l'Agenzia Onu per i Rifugiati, per dare un supporto concreto e trasformare l'anniversario in un'occasione per donare a chi ha più bisogno, fornendo beni di prima necessità e salvavita, kit igienici e sanitari. Il brand sosterrà anche il programma a lungo termine dell’Unhcr “Welcome. Working for refugee integration”, per favorire l'integrazione di rifugiati e rifugiate nel mercato del lavoro. Yamamay offrirà a un gruppo di rifugiati e rifugiate la possibilità di intraprendere nei prossimi mesi un percorso lavorativo all'interno dell'azienda e dei propri negozi.

"Dopo tutto quello che era stato fatto dal movimento MeToo e l'avanzare delle istanze femminili in tanti Paesi e nel mondo del lavoro, dall’Afghanistan arrivano immagini terribili, la situazione purtroppo peggiora di ora in ora, donne e bambini stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi. Non si può restare indifferenti di fronte a tanta sofferenza e far finta che tutto questo non ci riguardi. Mi fa male sentire dai notiziari che le donne afghane non potranno avere ruoli di rilievo nel nuovo governo islamico e neppure parlare in radio. E' un ritorno all'oscurantismo e al Medioevo", continua Cimmino, "ecco perché per far sì che la solidarietà raggiunga più persone possibile e che la raccolta fondi diventi virale, non ci siamo limitati a fare una donazione ma abbiamo deciso di veicolare questa richiesta di aiuto attraverso tutti i mezzi di comunicazione che abbiamo a disposizione. La campagna dedicata a questo progetto prenderà il posto di quella che avevamo pensato per il nostro anniversario coinvolgendo le vetrine dei nostri punti vendita in Italia, gli spazi pubblicitari che avevamo pianificato, i canali social e gli ambassador del brand. Siamo felici che tra questi ci sia Fedez che ha sposato subito questa iniziativa: è il numero uno in questo campo".

 "Abbiamo scelto Unchr come partner esecutivo per realizzare questo progetto perché questa organizzazione lavora in Afghanistan da 40 anni e solo quest’anno ha già aiutato oltre 230 mila persone fornendo loro generi alimentari e altri beni salva vita. Noi speriamo che il nostro piccolo contributo possa essere d’aiuto, ma soprattutto che iniziative di questo genere facciano da apri pista ad altre del mondo della moda. Se teniamo alta l'attenzione - conclude Cimmino -  l'Afghanistan non verrà presto dimenticato".