Storie di donne

Cambio vita: Silvia Bonazzi, la sfida dei 30 e quella dei 50 (anni)

Una storia vera che racconta un decisivo mutamento di rotta. Silvia Bonazzi ha rivoluzionato la sua vita, aperto una sua agenzia di pubbliche relazioni e cambiato città per amore della sua famiglia. E così ha trovato nuova energia per continuare
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Silvia è la protagonista dell'appuntamento di oggi con testimonianze vere di 'cambio vita': ogni mese vi raccontiamo la storia di donne che sono state capaci di reinventarsi puntando tutto sui propri sogni. E che può essere di ispirazione per chi ancora non ha deciso di lanciarsi, o infondere coraggio a chi intravede un cambiamento all'orizzonte.

In fondo, come diceva Ovidio… "senza difficoltà non c’è nulla che abbia valore"      

"Nasco nel 1970, milanese dalla testa a piedi da tre generazioni. Inizio la carriera professionale nella redazione di Fashion, il settimanale della moda italiana, per poi passare alle pubbliche relazioni, o meglio, all'attività di ufficio stampa in un'agenzia milanese in qualità di account luxury o big brands come: Parfums Givenchy, Madina Milano, Christofle, Farmaceutici dottor Ciccarelli, Malì Parmi, Pasquale Bruni e molti altri ancora. Dopo una lunga esperienza, formativa e rassicurante, a 30 anni lascio il "porto sicuro" e creo Harvest Communication, partendo con solo clienti del mondo beauty: Stendhal, Methode Jeanne Piauber e altri noti brand di profumi; una partenza "in bellezza", sicuramente stimolante, ma altrettanto rischiosa… ero sola nel lavoro e sola nella vita privata. Pian piano arrivarono altri clienti, tra cui Felisi, brand italiano di pelletteria Made in Ferrara ma di fama internazionale, che mi ha seguita poco dopo aver avviato la mia attività imprenditoriale e Bliss Gioielli, Casa Damiani;  dopo qualche anno nasce la partnership con Lorenzo Marini, noto art director italiano, dove si crea Lorenzo Marini Group, un team di lavoro indipendente ma completo per proporci come un unico gruppo di comunicazione. Il lavoro cresce e insieme alla fusione lavorativa, avviene quella personale: mi sposo e un anno dopo nasce nostra figlia, Lucrezia."


"Il lockdown dello scorso marzo ha ribaltato la mia vita - prosegue a raccontare Silvia -. Trasferita con famiglia sul Lago d'Iseo, dove abbiamo una casa, continuo il mio lavoro in smart working, come tutti, mio marito si reca (da solo) in azienda e Lucrezia in DAD, ma con la possibilità di andare a cavallo, essendo agonista. La sua passione è grande quasi come lei: a soli 5 anni sale in sella, per gioco, dopo gli infiniti racconti da me inventati prima del bacio della buonanotte, decido di portarla al maneggio. Un amore a prima vista il suo, per l'animale innanzitutto, dalla pulizia alla cura, fino al piacere impavido di imparare a cavalcare.  I mesi al lago, di dpcm in dpcm , diventano sempre più numerosi e così scopro una Silvia diversa, più tranquilla e meno frenetica, che non sente la mancanza della vita milanese; un modo di sentire dettato sicuramente dall'obbligo di non uscire, non muoversi, non frequentare e non viaggiare. Come era giusto che fosse, ma che mi ha permesso nonostante tutti i divieti di vivere una qualità di vita diversa e apprezzare la bellezza del lago e della natura. Così, una sera come tante, parlando fra noi, facciamo una lista dei pro e dei contro pensando a un'eventuale trasferimento e l'unico contro era il mio spostamento su Milano, ma Sarnico non è lontana dalla città e così (avendo anche superato la paura di guidare in autostrada) decido che il venire una o due volte alla settimana quando il lavoro lo richiederà, o semplicemente per il piacere di tornare nella mia città e vedere le persone care, non sarebbe stato un problema, anzi. Lucrezia si è iscritta al liceo classico, in una bellissima scuola tra gli ulivi della Franciacorta, dove potrà così studiare e montare il suo cavallo anche durante la settimana, mio marito (bergamasco doc) si avvicina alla sua azienda e da luglio, al termine della scuola media di nostra figlia, ci trasferiremo a Sarnico, in una grande casa che stiamo sistemando con piena vista lago dove abbiamo previsto lo spazio/ studio per poter continuare quanto da me iniziato così, quasi per caso, 20 anni fa. Harvest ripartirà da sola, sciolto il cordone cittadino si è sciolto anche il cordone lavorativo con Lorenzo Marini Group e questa nuova vita è il regalo che mi sono, ci siamo fatti, per i miei 50 anni".

Silvia Germana Bonazzi Harvest Communication (così ho voluto si chiamasse la mia agenzia, la passione per Neil Young e la traduzione del nome in "raccolta" mi sembrava identificasse quella che ero, ieri e che sono ancora oggi..)

Da dove nasce il nome Harvest Communication? Ha un significato?

"Per il suo significato: Harvest come raccolta, la 'RACCOLTA DELLA COMUNICAZIONE'. In fondo nasceva così la mia nuova avventura, da un piccolo 'seme' con un solo cliente, per crescere piano piano negli anni, incontrando tutte le difficoltà del caso, non tutti gli anni sono stati buoni, niente è stato facile, non ci sono stati aiuti economici di nessun tipo, ma non ho mai smesso di crederci e di appassionarmi al mio lavoro. Oggi, come 25 anni fa, quando esce un articolo su un giornale, ne vado fiera e non vedo l’ora di comunicarlo".

A 50 anni cambio vita nuovamente?

"Con il lockdown, scuole chiuse e tutti dentro casa e dietro ai PC, ci trasferiamo al lago (lago d’Iseo) e lì come ho detto  'scopro' un’altra Silvia, non più quella dei 30 anni ma quella dei 50. Affronto tutto con ritmi diversi, meno frenetici. Mi trasferisco con la famiglia al Lago e esco dal gruppo Lorenzo Marini e mi circondo di una nuova energia, seguendo personalmente i miei clienti contando di venire a Milano ogni tanto settimana".

Sicura di questa scelta?

"Rifarei tutto, tornassi indietro! E per il futuro mi auguro di poter continuare a seguire il mio lavoro per grandi aziende o giovani start up qualificate. Ogni giorno è per una prova, una sfida e imparo sempre qualcosa".

Ha fatto dei corsi particolori per fare comunicazione?

"Ho una Laurea in Scienze della comunicazione e un Master Social Network presso Il Sole 24 Ore" .

Difficoltà burocratiche iniziali o aiuti fondi per avviare l'agenzia?
"Nessun fondo o contributo, sono partita con soldi personali".

Usa i social per dare visibilità ai clienti?

"Sì, ma solo per promuovere i clienti, ma nulla a pagamento"