Aging

La menopausa è lo specchio di chi siamo: Anna e la sua nuova vita felice

C’è un legame sottile che unisce le donne al “tipo” di menopausa che vivranno. Ecco la storia di Anna che ha affrontato questa nuova fase con positività e slancio e che ha imparato a viziarsi
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“La menopausa è lo specchio di chi siamo”. Anna G. ha 63 anni, lavora come dermatologa in una città del nord e parla della sua esperienza tracciando un parallelo con la maternità. “Quando aspettavo mia figlia ero una “primipara attempata”. Durante la gravidanza non ho mai avuto problemi e ho lavorato fino al giorno prima del parto: in un’ora, ho partorito una bambina di quattro chili. Due settimane più tardi ero nuovamente al lavoro”. Era quasi inevitabile, dunque, che con la menopausa Anna replicasse il copione della “semplicità”.

“Sapevo che la menopausa sarebbe arrivata, ma per me era una specie di pensiero negato. Evitavo di pensarci, quasi convinta a dispetto della mia laurea in medicina che a me non sarebbe successo”. Come se fosse una profezia che si avvera, a 58 anni Anna ha ancora un ciclo quasi regolare. “Per evitare che mi anemizzassi a causa di un fibroma, la mia ginecologa mi ha prescritto un farmaco, un’associazione di estrogeni che, per dirla con le sue parole, “mi avrebbe fatto entrare nella menopausa in punta di piedi”. E così è stato: sono entrata in menopausa  senza accorgermene. Letteralmente”. Il passaggio “tecnico” della scomparsa delle mestruazioni è avvenuto all’insaputa di Anna. “Un paio di anni fa, il farmaco è stato ritirato dal mercato. Abbiamo provato a sostituirlo con delle alternative, ma mi creavano problemi. Così, ho semplicemente smesso di usarlo e mi sono ritrovata direttamente dall’altra parte, sul “pianeta menopausa””. In questo passaggio in sordina, Anna non ha avuto nessuno dei sintomi classici. “Qualche volta ho avuto difficoltà a dormire, ma non sono una che ha mai dormito molto e si è trattato, comunque, di episodi passeggeri. Magari, non erano neanche direttamente collegati al calo di ormoni”. Per il resto, nessun altro effetto: niente vampate di calore, niente aumenti di peso, niente emicranie. Invece di adattarsi alla menopausa, la menopausa si è adattata ad Anna, quasi che le due fossero legate da un filo invisibile. “Come altri aspetti della fisicità femminile, la menopausa è sopravvalutata”. Insomma, come dicono gli inglesi, keep your cool, mantenete la calma.

I condizionamenti culturali della femminilità

Questo non significa che non ci siano stati cambiamenti. “Non so quanto abbia pesato l’assenza “tecnica” di un passaggio come la menopausa, ma superati i sessant’anni, è come se mi fossi risvegliata nel corpo di un’altra persona" continua. "Non mi vedo più per quella che ero una volta”. Anna riconosce che fra il suo Io e il suo corpo è come se si fosse creato uno stacco, una distanza. “Forse è semplicemente difficile accettare il fatto che il tempo passi, che quel vestito non ti stia più bene come una volta. Intendiamoci, non voglio fare la miss, ma confesso di sentire un po’ di nostalgia per un tempo che non c’è più”. Profondamente consapevole, Anna si muove controcorrente: “Quello che non posso sopportare sono i miei coetanei che dicono frasi come: “Ormai, alla nostra età”. Alla mia età, mi tengo in forma, curo i miei interessi, faccio progetti e non mi fermo”.

Abituata a tenere saldamente in mano le redini della propria vita - “Sono divorziata da molti anni e ho cresciuto una figlia da sola” - Anna osserva in modo critico i condizionamenti culturali legati alla femminilità. “Io che ero abituata ad avere sempre attenzioni, adesso sembra quasi che sia avvolta in un mantello di invisibilità. Come se fossi su un palcoscenico con il pubblico che se ne sta andando. Eppure, sono sempre la stessa persona”. Lei non ha voglia né intenzione di tirare i remi in barca. “Le donne spesso finiscono per cadere nello stereotipo della menopausa, è come se si sedessero. Mi capita di incontrarne anche nella professione. Non si tratta di inseguire un’impossibile seconda giovinezza, possiamo lavorare per garantire freschezza e naturalezza con cure estetiche, ma - come dico spesso alle mie pazienti - ragionevoli. E poi, soprattutto, abbiamo sempre la possibilità di creare zone di comfort mentale dove rifugiarci e rigenerarci”.

Una nuova donna

Se la variabile relazionale è quella che ha risentito di più dei cambiamenti del tempo, la menopausa ha permesso ad Anna di scoprire un’inaspettata leggerezza dentro di sé. “Ho abbandonato delle cose, prima fra tutte l’alto standard a cui mi sono sempre chiamata. Sono più tollerante con tutti, ma soprattutto con me stessa. Per esempio, la casa non è perfettamente in ordine? Va bene lo stesso. La carrozzeria dell’auto è ammaccata? La riparerò quando avrò tempo. L’ossessione per la perfezione si è ammorbidita, prendo molto di più la vita come viene. Mi perdono quasi tutto, mi coccolo, anzi ogni tanto addirittura mi vizio”. Dalla sua, continua a essere una donna solida e concreta. “Lavoro quattordici ore al giorno e mantengo i miei interessi, non solo la dermatologia, ma anche la docenza nei corsi di counseling”. Fra pochi anni, inoltre, potrebbe aprirsi il capitolo pensione. “Davanti abbiamo ancora tanti anni validi. Abbiamo costruito universi e non vorremmo certo tirarci indietro”. Nel suo caso, in cantiere ci sono già dei progetti: “Vorrei potenziare la libera professione, diplomarmi come sommelier e degustatore di champagne”. Per Anna è anche tempo di bilanci e dà merito a questi anni del fatto di avere sviluppato una maggiore riconoscenza nei confronti della vita. “Guardo a quello che ho conquistato professionalmente, a quanto la vita mi ha dato, godo di un’ottima salute e ho un rapporto veramente speciale con mia figlia. Siamo cresciute una con l’altra e sentiamo fortissimo il nostro legame come famiglia. Mi piace pensare che sto costruendo una nuova donna che non compete con la donna in età fertile, ma l’accompagna e la supporta”.