Letture
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Scrivere è una cosa da donne: i libri al femminile per questa estate

Con la pandemia abbiamo rischiato l’inaridimento emotivo, ma i libri ci fanno sempre capire come salvarci. Ecco allora una selezione di quelli da portare in vacanza perché a farci compagnia siano ancora una volta scrittrici e protagoniste avventurose

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Cosa abbiamo chiesto ai libri nei lunghi mesi della pandemia? Ai romanzi, ai saggi, ai memoir? Ai libri, che nonostante le zone rosse e le chiusure abbiamo continuato a comprare, abbiamo domandato di indicarci una strada: di renderci pazienti, di farci apprezzare le cose che avevamo trascurato, dallo spazio domestico agli affetti più vicini, di darci una robustezza che sapevamo di non possedere.

I libri, loro, hanno assolto il compito: abbiamo letto e riletto i classici, le storie sulla felicità delle piccole cose, ma anche – nell’anno del settecentenario dantesco – i saggi sulla Commedia, che avevamo dimenticato dopo gli studi del liceo. Ora si apre una nuova stagione e alle parole possiamo chiedere qualcosa di diverso. Non servono più soltanto i sacchi di sabbia vicino alle finestre, ad attutire l’urto di paure che non conoscevamo; non possiamo e non dobbiamo limitare la nostra vita a una palestra della tanta abusata resilienza. Oltre che resistere, ora dobbiamo ricominciare a esistere, togliere quei sacchi, spalancare quelle finestre.

Lasciamo che siano i libri, una volta di più, a indicarci la strada per reinventarci. E che siano le voci delle donne, di oggi e del passato, ad accompagnarci. Per necessità maestre di ogni arte quotidiana, ma non solo, come dimostrano i titoli che abbiamo selezionato. Un inno all’avventura, che non è solo degli uomini, né lo è mai stata, anche se per le donne richiedeva il coraggio supplementare di uscire dalle convenzioni.


Fatevi trasportare nelle vite delle grandi fotografe del Novecento che hanno messo il loro sguardo al servizio del secolo: hanno immortalato la Grande Depressione, la speranza della rivoluzione messicana, la Parigi delle avanguardie, e gli orrori della Seconda guerra mondiale, il boom degli anni Cinquanta, fino a usare l’obiettivo per scoprire i propri lati oscuri. Viaggiate con la mente: indossate i gioielli di donna Franca Florio, gli abiti pesanti di una ragazza inuit o quelli sofisticati di un’intellettuale newyorkese, o ancora quelli senza fronzoli di una commissaria che non ha paura di affrontare il male, anche quando significa scavare un po’ troppo a fondo in sé stessi. E poi concentratevi sui gesti: quelli che avete dimenticato o trascurato. Ad esempio, sorridere; ad esempio, respirare profondamente. Ad esempio, Baciarsi, come recita il titolo di un saggio appena uscito.

I libri per l'estate: le nostre scelte

 

Figlia della cenere di Ilaria Tuti

(Longanesi, 368 pagine, 18,60 euro)

Quarta avventura per Teresa Battaglia, la commissaria inventata da Ilaria Tuti con Fiori sopra l’inferno, che qualche anno fa ha catapultato la scrittrice friulana tra i nomi più apprezzati del giallo italiano. In questo Figlia delle cenere Teresa affronta un cold case con l’approccio che la contraddistingue: mettersi nella mente del criminale, fino a ritrovarne le tracce e coglierlo in fallo. Ma scavare nel male altrui significa anche trovarsi di fronte a sé stessi, al proprio dolore e alla propria sofferenza. A fare da sfondo a questa storia, non solo come sempre il rapporto fortissimo con la terra friulana, ma anche una tessitura di segreti antichi - esoterismo, testi, le spoglie dell’antica Aquileia - che sembra unire il passato e il presente.

 

L’inverno dei leoni di Stefania Auci

(Nord, 668 pagine, 20 euro)

 

Chi era Franca Florio, considerata nella sua epoca la donna più bella dell’Europa, la regina senza corona della Sicilia della Belle époque? A ripercorrere i bagliori della sua vita dorata è Stefania Auci in L’inverno dei leoni, il secondo volume della saga dedicata alla famiglia Florio, in cui la scrittrice traccia la storia degli imprenditori siciliani che per decenni dominarono la vita economica dell’isola. Per Auci, Donna Franca diventa il prisma attraverso cui leggere il destino di una stirpe ambiziosa e capace, ma che finisce per perdere tutto. A ricordarcela, oltre al celebre ritratto in cui Boldini immortalò la sua bellezza (e i suoi strepitosi gioielli) ci sono ora le parole di questo romanzo che la abbraccia e ne rinsalda il mito.

 

Baciarsi di Elisabetta Moro e Marino Niola

(Einaudi, 115 pagine, 12 euro)

 

Cosa ci è mancato di più nei mesi scorsi? Ognuno ha la sua lista, ma c’è qualcosa che mette tutti d’accordo: difficile vivere senza abbracci, senza immaginare un bacio d’affetto o d’amore, e aver paura dei gesti che ci fanno sentire vicini. Arriva quindi al momento giusto Baciarsi, scritto da Elisabetta Moro e Marino Niola (storica firma di Repubblica), capaci di fare del loro terreno di studio, l’antropologia, un campo d’indagine accessibile a tutti. E dunque, cos’è il bacio, da dove viene e di quanti significati si è caricato passando di cultura in cultura, di epoca in epoca? E cosa rappresenta oggi, mentre ci affacciamo fuori dalle nostre case per tornare a incontrare gli altri, e facciamo di nuovo i conti con i desideri, oltre che dell’anima, del nostro corpo?

 

Le indiscrete di Elisabetta Rasy

(Mondadori, 252 pagine, 19 euro)

Con Le indiscrete Rasy continua l’opera iniziata con Le disobbedienti: scandagliare la portata rivoluzionaria della creatività femminile attraverso il racconto di alcune donne celebri. In questo nuovo libro incontriamo cinque protagoniste della fotografia del XX secolo: la rivoluzionaria Tina Modotti e la sua parabola di vita, amori, misteri tra l’Italia, gli Stati Uniti e il Messico di Ravera, Kahlo, Trockij; Dorothea Lange, pioniera del reportage sociale americano; la bellissima Lee Miller, che fu collaboratrice e compagna di Man Ray e poi giornalista di guerra e infine due anime inquiete di enorme talento, le americane Diane Arbus e Francesca Woodman, che fecero della macchina fotografica una lente per indagare l’anima e i suoi luoghi oscuri.

 

Di pietra e d’osso di Bérengère Cournut

(Neri Pozza, 208 pagine, 18 euro)

Esistono ancora terre dove stare soli di fronte all’ignoto? La francese Cournut, studiosa delle culture native, ha scelto l’Artico per rispondere a questa domanda con un romanzo breve e forte, che è insieme il ritratto di una giovane donna a cavallo tra adolescenza ed età adulta e il resoconto di un patrimonio di tradizioni e credenze. Di pietra e d’osso segue la vita della inuit Uqsuralik: un’esistenza ridotta all’essenziale e ancor di più concentrata sulla sopravvivenza quando si ritrova sola a camminare sulla banchisa polare per raggiungere la terraferma e mettersi in salvo. A farle compagnia solo una muta di cani e gli spiriti della sua gente, cui finirà per ricongiungersi. Scoprendo che è diventata grande, non più figlia ma madre.

 

Notti insonni di Elizabeth Hardwick

 

(Blackie edizioni, 173 pagine, 19 euro)

 


“Biglietti, migrazioni, preoccupazioni, proprietà, debiti, cambi di nome e nomi che cambiano ancora”: basta una frase di Notti insonni di Elizabeth Hardwick per cogliere lo stile e l’atmosfera febbrile di questo romanzo memoir: la romanziera e critica letteraria qui setaccia le pepite di un’esistenza iniziata in Kentucky e conclusa a New York. In mezzo, viaggi, incontri, letture, amori, cocktail, raccontati con uno sguardo acuto che ci restituisce un’America imprevedibile, che sia quella periferica e rurale del Sud o quella chiassosa e piena di occasioni d’avventura della Grande Mela. L’introduzione è di Joan Didion, la dedica è per Mary McCarthy: come mettersi accanto due miti della letteratura femminile americana, e non sfigurare.