Relazioni

Come Bill e Melinda Gates: perché sempre più coppie si separano dopo i 60 anni e più

Quella dei due filantropi e miliardari è stata una delle separazioni più chiacchierate e complesse del 2021. Ed è avvenuta dopo 27 anni di matrimonio. Ma sono sempre più numerose le coppie che decidono di dividersi dopo i 55, 60 o perfino 70 anni, decisione che spesso (nel 70 per cento dei casi) la moglie subisce. Con l'aiuto dell'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani, vediamo quali sono le cause più comuni che portano a dirsi addio dopo una vita trascorsa assieme
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A maggio, dopo 27 anni di vita insieme, Bill e Melinda Gates hanno deciso di mettere fine alla loro unione. Si vocifera che le cause della separazione dell’influente coppia miliardaria, tra le altre cose, sia dovuta a una relazione extraconiugale e alle avance che l’imprenditore avrebbe rivolto ad altre donne, e arriva ora la notizia che i due abbiano difficoltà a lavorare assieme: se tra due anni uno dei due deciderà di non poter continuare a farlo, per motivi di incompatibilità o disaccordi, sarà Melinda a lasciare, ottenendo da Bill risorse personali per il suo lavoro filantropico.

Ma i Gates non sono stati gli unici a scegliere di dividere le loro strade da ultrasessantenni. Lo raccontano anche i dati Istat relativi al 2018 che, rispetto al Censimento del 1991, vedono aumentare i divorziati di tutte le età, soprattutto nella fascia 55-64 anni: sono passati dallo 0,8% del 1991 al 5,3% nel 2018 nel caso degli uomini, e dall’1% al 6,4% per le donne.

Nel 1991 i divorziati erano poco più di 150 mila e le divorziate circa 225 mila; nel 2011 gli uomini divorziati erano circa 524 mila e le donne 839 mila; nel 2018 gli uomini divorziati erano poco più di 681 mila e le donne poco più di 990 mila. Nel giro di 27 anni, tanto quanto è durato il matrimonio tra Bill e Melinda Gates, il numero dei divorziati è più che quadruplicato. Dal 1970, anno in cui è diventato possibile divorziare in Italia, a oggi la situazione è drasticamente cambiata. Un ulteriore grosso incremento si è visto a partire dal 26 maggio 2015, giorno, mese e anno in cui è stato introdotto il “divorzio breve”, che ha permesso alle coppie di divorziare dopo sei mesi di separazione (se consensuale) o dopo un anno (se non consensuale).

Ma cosa porta una coppia a scegliere la via del divorzio dopo aver trascorso una vita assieme? Ce ne parla l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) e autore di Vi dichiaro divorziati. Come cambia il matrimonio in Italia (Imprimatur).

 

Oltre i 60 anni, a chiedere la separazione è quasi sempre lui

“Secondo le stime di Ami ogni anno ci sono circa 90 mila separazioni, un quarto delle quali riguardano i cosiddetti 'capelli bianchi'. Trenta anni fa erano quasi inesistenti, ora sono all’ordine del giorno”, spiega Gassani. A chiedere il divorzio sono sia le donne sia gli uomini, ma le motivazioni da cui scaturisce la richiesta sono diverse. “Nel caso degli uomini c’è la voglia di rimettersi in gioco, una sorta di 'cretinismo senile', i farmaci 'magici' hanno un grande ruolo in questo. Le donne invece richiedono la separazione principalmente perché la coppia non funziona o, purtroppo, per motivi di violenza”. In sostanza, secondo Gassani e i dati raccolti nell’arco della sua carriera e dall’Ami, la donna decide di separarsi principalmente quando il matrimonio non funziona, l’uomo invece quando decide che è arrivato il momento di rifarsi una vita, nella maggior parte dei casi con una donna molto più giovane di lui.

“Non solo”, continua l’avvocato, “c’è molta differenza tra nord e sud: al nord le separazioni sono il doppio. Al sud spesso c’è un atteggiamento verso la religione molto più forte e ci sono anche ragioni economiche che non permettono di separarsi. Non dimentichiamoci che il divorzio impoverisce. Se volessimo tracciare un immaginario identikit di chi chiede il divorzio sarebbe più o meno questo: ceto medio-alto, non cassa integrati o con reddito di cittadinanza; principalmente al nord; nel caso degli uomini, in buona parte si rifanno una nuova vita con donne più giovani, raramente coetanee; nel 10% dei casi le storie sfociano con le nascite di nuovi figli con conseguenze per i figli di primo letto”.

I motivi che portano a dirsi addio dopo i 60 anni di età

Nello specifico, le stime dell’Ami nel 2019 hanno registrato 88.000 separazioni e 54.000 divorzi. Nel 70% dei casi i divorzi “con i capelli bianchi” vengono decisi dagli uomini, mentre il 60% delle donne se deve prendere questa drastica decisione, la matura ben prima e chiede la separazione entro i 13/14 anni dal matrimonio.

Spesso, tra i motivi scatenanti c'è il tradimento e il 40% delle infedeltà coniugali nascono sui social network. Al nord le separazioni sono 430 ogni 1000 matrimoni, mentre al sud 180 ogni 1000 matrimoni. “Sono due Italie completamente diverse sul piano della tenuta coniugale”, prosegue l’avvocato. 

 

Divorziare a 60 anni: le cause più comuni

Infedeltà. “È sicuramente al primo posto tra le motivazioni per cui vengono portati in causa i mariti e le mogli o viene chiesto il divorzio", spiega Gassani. "Nella maggior parte dei casi sono gli uomini a essere infedeli, ma la situazione sta un po’ cambiando”. 

Social network. “Insieme ai siti d’incontro hanno accentuato le infedeltà coniugali. Non che prima non ci fossero, ma ora è tutto più facile e a portata di clic. C’è un grande consumismo dei sentimenti, e trovare partner per avventure, sia eterosessuali sia non, è semplice e veloce”.

Farmaci dell’amore infinito. “Non vale più il detto che verso i 70 anni si raggiunge la pace dei sensi. Queste pillole magiche portano un 70enne a sentirsi un 30enne. Oggi ci sono le cosiddette 'vedove del viagra', perché il marito è scappato con donne più giovani o con le badanti”.

Sindrome di Peter Pan. “Con tutta questa facilità di ottenere incontri, sia a pagamento che non, soprattutto gli uomini stanno vivendo un’infinita crisi di mezza età che li porta a cercare nuove strade e sentirsi sempre giovani”.

Sindrome del nido vuoto. “Nel momento in cui i figli vanno via di casa, la coppia non si rinnova e rischia di arrivare velocemente al divorzio. I figli sono spessissimo un collante. Se si è vissuti in funzione dei figli ci si sente svuotati”. 

Divorzio lampo. “Un 60enne o 70enne che oggi vuole divorziare non rischia più di vedere la sua causa in tribunale. Non si pone dunque troppi problemi a separarsi”. 

Tradimenti, suoceri e gelosia: perché ci si separa a 50 anni

Nel caso dei 50enni la situazione è un po’ diversa. “Ormai i 50enni di oggi sono praticamente dei 30enni”, commenta l’avvocato. “L’età media in cui si sposano è 31 anni per le donne e 34 per gli uomini. Solitamente quando si è infedeli intorno ai 50 anni si è prudenti, all’uomo sta bene tornare a casa e trovare tutto pulito e sistemato. A quell’età, se si è inclini al tradimento, si è più collezionisti. Non c’è la predisposizione a rifarsi una nuova vita. In questi casi, quando ci si separa, è più la moglie che ha scoperto la relazione extra-coniugale che si rivolge all’avvocato”.

Quali sono dunque le cause principali per cui ci si separa a 50 anni? Secondo Gassani l’infedeltà resta al primo posto; poi c’è il matrimonio bianco. “Consideriamo che il 20% dei matrimoni dai 30 ai 50 anni è un matrimonio bianco, in cui si sente l’assenza della vita sessuale”, spiega. Si passa poi alla violenza e alla gelosia patologica: “Riguarda molte coppie ed è una delle piaghe sociali del nostro Paese”. Ci sono infine il disaccordo dei genitori sull’educazione dei figli e l’ingresso a gamba tesa dei suoceri nella vita di coppia: “Ingerenze che spesso fanno decidere ai partner che è meglio prendere strade diverse”.