L'intervista
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Betony Vernon: "È il piacere il vero tabù"

Simbolo della sessualità libera e raffinata, la designer di gioielli ha collaborato al concept degli accessori sensuali di Valentino Garavani. Qui spiega perché l’erotismo è sacro e necessario per nutrire l’amore

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"Una conseguenza del Covid è stata il proliferare delle terrazze. Io incoraggio a frequentarle, a sedersi e guardare la gente negli occhi senza paura. Le donne ne hanno timore perché è stato insegnato loro che equivale a un invito. Invece bisogna imparare a guardare e a lasciarsi guardare. È la prima scintilla dell’amore". Con la sua voce profonda, gli occhi magnetici e la capigliatura rossa che esalta l’incarnato latteo, Betony Vernon si racconta da Parigi via Zoom. Antropologa, designer di gioielli erotici e pioniera di una visione libera, spirituale e raffinata della sessualità ha collaborato con Pierpaolo Piccioli per presentare gli accessori sensuali della Valentino Garavani Rockstud Alcove. "Ho subito accettato il suo invito, lo conosco e stimo da tempo, condividiamo la stessa visione dell’amore e della femminilità: romantica e forte, delicata e determinata", spiega Betony Vernon. Le sue creazioni sono state esposte dalla Triennale di Milano al Victoria and Albert Museum di Londra, e apprezzate da Angelina Jolie, Cara Delevingne e Lady Gaga che ha indossato un suo collare in un videoclip.


Per le vetrine di Valentino, l’artista che è nata in Virginia e abita a Parigi, ha realizzato una misteriosa Peep Box dove, attraverso un foro, si coglie l’immagine della borsa al suo interno riflessa in una serie di specchi e vedo non vedo, ludico richiamo voyeuristico. Lo stesso divertissement è all’origine della scatola gigante nella libreria Bocca di Milano. Qui però, al suo interno, oltre alla borsa si trovano un paio di calzature della collezione e The Boudoir Bible, un testo di Vernon - a breve tradotto in italiano - che passa senza pregiudizi dal bondage ai giochi di ruolo fino all’uso dei sex toys. E al sadomaso, inteso come forma di erotismo evoluto che parte sempre dal rispetto dell’altro. Anche i suoi gioielli glamour sono realizzati per stuzzicare i sensi con piume leggere, perle o sfere d’argento, per suggerire, evocare più che provocare dolore coinvolgendo tutto il corpo e non solo i genitali.

E la sua “Bibbia”  va in questa direzione. È stata scritta "per far capire quanto sia importante il piacere, il vero tabù della nostra epoca. Oggi i ragazzi lo temono quanto l’intimità e l’innamoramento. Ma a lungo andare il moltiplicarsi di relazioni superficiali lascia un vuoto. Io non credo in una sessualità consumistica, ma nella connessione di spiriti. Cosa c’è di più sacro di due persone che condividono lo stesso spazio e fondono la pelle dell’uno con quella dell’altro? Il piacere nella coppia è come un collante, unisce. Durante la pandemia mi ha disturbato che non ci si potesse stringere, abbracciare, quando ne avevamo più bisogno che mai. Toccarsi è uno scambio, genera energia, bisognerebbe ripartire da qui".


Eros ed estetica sono inscindibili per Betony Vernon che è stata ritratta su alcuni rotocalchi legata sì, ma sempre con nastri lussuosi e nodi artistici. Anche le scarpe di Rockstud Alcove alludono a un certo immaginario sadomaso chic: "Lasciamo stare le categorie, le trovo limitanti. Le calzature sono un feticcio per eccellenza, quelle di questo tipo non servono certo per far la spesa ma per evadere dalla noia entrando in una dimensione speciale... E poi il potere dell’oggetto mi affascina. Al contrario delle sneakers, i tacchi alti slanciano le gambe, sollevano i glutei e costringono a relazionarsi con il proprio corpo, a sentirsi diverse. Poi trovo che il contrasto tra pelle morbidissima e borchie appuntite creato da Pierpaolo per la Rockstud Alcove sia molto sexy. Una ribellione alla celebrazione della volgarità".