Intervista

Steven Stokey-Daley: "Devo tutto a Harry Styles". Parla lo stilista 24enne diventato famoso grazie al principe del pop

@ Courtesy Harry Styles, 'Golden' 
Dalla camicia bianca oversize agli incredibili pantaloni a gamba larga e motivo floreale sulla copertina del singolo, ecco come le creazioni di un giovane di Liverpool fresco di diploma sono arrivate a vestire la popstar per il video di "Golden". E come, da lì, stanno rapidamente conquistando il mondo della moda
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Parola d'ordine: superare i limiti e abbandonare ogni classicismo. Il mondo della moda è un sistema sempre più impregnato di avanguardia e innovazione. Lo sa bene Steven Stokey-Daley, il giovane designer (24 anni) nato a Liverpool e dotato di una visione internazionale. Il lancio globale del suo label inizia con un’avventura mozzafiato nel panorama delle celebrity, che ha portato lo stilista a vestire il fenomeno Harry Styles, noto come il “principe del pop”, per il video musicale di Golden (che ha avuto oltre le 15 milioni di visualizzazioni in 24 ore). Nel video Styles si muove sullo sfondo della Costiera Amalfitana indossando diversi look deliziosamente sbarazzini messi insieme dal suo stiylist di lunga data, Harry Lambert.

Harry Styles con pantaloni a fiori della collezione di Steven Stokey-Daley 

 

Oltre agli amati look Gucci, Styles ha usato il video per sostenere le creazioni di Steven: la camicia bianca oversize che ha indossato per la sua corsa lungo i tortuosi sentieri costieri e gli incredibili pantaloni a gamba larga a motivo floreale usati sulla copertina del singolo? Entrambi di S.S Daley, l'omonimo marchio di abbigliamento di Steven. Da lì, una svolta che lo ha cambiato per sempre: "Il potere delle celebrity è fenomenale, ma sento che il potere del sodalizio tra lo stile personale di Harry e la mia estetica è ciò che mi ha davvero catapultato in una corsia diversa. Harry Lambert mi ha offerto l'opportunità di far indossare a Styles i miei capi, e ancora non ci credo".  

 

 

Le sue creazioni sono tese a sovvertire le convenzioni della moda uomo: spinto da questa visione Steven ha studiato moda all'Università di Westminster, e successivamente ha fatto esperienze nell’ambito commerciale negli uffici stile più noti – Alexander McQueen, Tom Ford e Feng Chen Wang – costruendo creazioni custom made a uso esclusivo di star hollywoodiane da milioni di follower, che hanno influito moltissimo sul suo percorso.

Dopo essersi laureato, nel febbraio 2020 ha lanciato la sua prima collezione completa: The Robe Room is Becoming the Garden, in collaborazione con lo stylist Harry Lambert. Inoltre, il designer ha presentato un lookbook raccontato attraverso l'obiettivo fotografico di William Waterworth, con l’intento di cristallizzare le sue creazioni con una nuova sensibilità creativa.

"Mi appassiona la parità di accesso alle arti e alla cultura sul piano globale. Questo interesse politico mi spinge personalmente a lavorare sodo per raggiungere obiettivi in settori dell'industria che sono generalmente considerati irraggiungibili per quelli con un background nella classe operaia", racconta Steven. Questo fattore influenza anche la sua narrativa, nutrita di giustapposizioni di elementi della cultura britannica. In un panorama come quello della moda in cui l’essere e il fare sono in continuo dialogo, e dove la creatività punta tutto sulla differenza, Steven guarda al suo percorso. "Lo definirei personale e interessante", aggiunge. "Penso di essere molte persone diverse, il che è comodo perché in questo lavoro devi aver a che fare con mille identità, in momenti diversi".

A proposito di identità, Steven ammette in modo sincero che non è stata un’impresa facile. "Ero molto preso dal teatro, dalla letteratura e dalla performance, ma crescendo ho capito che le porte di questi ambienti erano chiuse per me. Ho rapidamente rivalutato le mie idee su ciò che volevo fare e ho fatto un corso di espressione artistica che mi ha aiutato a capire che i miei interessi potevano essere applicati a diversi sbocchi creativi come la moda, la grafica, il cinema e l'arte in generale. Ho fatto domanda alla scuola di moda e sono approdato a Westminster dove ho continuato a sviluppare la mia concezione riguardo alla mascolinità, facendo uno stage con Alexander McQueen e Tom Ford durante il corso. Ho provato anche le riviste, ma i tirocini in redazione non facevano per me".

Harry Styles con un total look Gucci nel video di Golden
@ Courtesy Harry Styles, 'Golden' 

 

Oggi, a un anno dalla fondazione, il brand è già sulla bocca di tutti. "Inizialmente mi sono ispirato alla scuola di Harrow nel Regno Unito, che si trova di fronte al mio campus universitario. Lì osservavo per la prima volta il tradizionalismo dell'upper class dell’istruzione pubblica. Questo mi ha spinto ad esplorare riferimenti cinematografici come Ritorno a Brideshead (film del 1981 di Julian Jarrold basato sull'omonimo romanzo di Evelyn Waugh), Maurice (James Ivory, 1987) e Another Country - La scelta (Marek Kanievska, 1984), film che ritraggono generalmente il socialismo all'interno di istituti d'élite. Per la collezione Autunno Inverno 2021 mi sono ispirato al lavoro del fotografo inglese Cecil Beaton e ho inserito quell'eccentricità irruente che lui esprime così brillantemente nel comfort della sua casa. Ora però le cose si stanno spostando in una direzione leggermente diversa, gli ingranaggi stanno cambiando. Mi sento agitato, e penso che alcuni dei miei nuovi punti di riferimento riflettano questo, ma dovranno rimanere un segreto fino alla realizzazione del prossimo lavoro".

Il talento e la passione per l’arte britannica non mancano, anzi le sue creazioni rubano l'anima al gusto tipicamente Brit per traferirla, con volumetrie e stile preppy, su pantaloni, giacche e dettagli gentili.  "A dire il vero, penso che alcune persone capiscano quello che faccio, mentre altre non capiscono il punto. Non è che io tenda a feticizzare questo paesaggio tipicamente Inglese da cui attingo, ma piuttosto il contrario. Tendo a metterlo in discussione - in termini di abbigliamento, perché questo abbigliamento è associato alle classi superiori, l'accesso alle arti e alla cultura si estende al dettaglio, al design e alla praticità. Per anni, quando studiavo, ho visto i miei compagni di classe privilegiati appropriarsi della cultura della classe operaia, immagini di grattacieli intonacate sulle bacheche; girare pezzi davanti ai quartieri popolari per ‘l'estetica’. Mi infastidiva. Volevo appropriarmi della cultura delle classi superiori, rivendicare ciò che non mi è mai stato offerto". Nonostante le tribolazioni, Steven parla di inclusività e di rappresentazione, spiegandole in termini di genere. "Personalmente i codici di genere non significano nulla in realtà; ma la parte del mio cervello che fa il designer di abbigliamento maschile ama la pratica forse più specifica dello sviluppo del design che il "menswear" fornisce. In generale, però, i codici di genere per chi li indossa si sono disintegrati e le linee sono sfumate, sembra che ci sia più aria nella stanza. È fantastico".

In ogni caso, la sartorialità resta il fulcro della filosofia alla base di Stokey-Daley, con un animo prettamente sostenibile e circolare. "Pratico una moda responsabile, utilizzando tovaglie o tende vintage e realizzando pezzi unici. Ho anche creato una collezione utilizzando tessuti di provenienza interamente britannica, in fibra naturale al 100%, per ridurre l'impronta a lungo termine dei capi. Per l'Autunno Inverno 2021 abbiamo avuto una speciale trama di seta fatta da vecchie bobine di colore da un tessitore di seta di famiglia nello Yorkshire. La mia produzione è fatta localmente a Liverpool - si tratta di rifocalizzarsi e vedere cosa possiamo fare da casa con quello che abbiamo. Tutto proviene dal Regno Unito. Usiamo biancheria irlandese, lane scozzesi e sete dello Yorkshire. È un bel processo che indaga sull'industria locale".

È straordinario come si riesca ad avere l’energia e lo spazio mentale per organizzare un label così di successo subito dopo aver finito gli studi. Il suo grande cavallo di battaglia, una costante sin dagli esordi, Steven rivela essere semplicemente: "la costanza".