Relazioni clandestine sul lavoro: le storie di chi in smart working ha mollato e di chi ha tenuto duro

Le relazioni nate in ufficio e il lavoro da remoto. Il racconto delle vostre storie, da chi ha deciso di rompere, a chi ha escogitato l'impossibile pur di non privarsi di quell'amore segreto, che si è rivelato più forte di tutto

Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere alla mai a tradimenti@gedi.it
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Segretissime, complicate, ma estremamente eccitanti: le storie d’amore nate in ufficio sono più comuni di quanto si possa immaginare. Secondo un sondaggio del sito di lavoro Vault.com, più della metà dei dipendenti ha avuto nella sua vita una liaison sul posto di lavoro. Ma ora lo smart working ha separato queste coppie clandestine tra colleghi, rendendo ancora più difficile trovare il modo e il luogo per incontrarsi. Alcuni hanno provato a portare avanti il loro flirt, ma poi hanno deciso di mettere un punto perché esasperati dalle difficoltà. Altri invece non si sono fatti scoraggiare dal non potersi più incontrare sul luogo di lavoro e si sono inventati nuovi modi per continuare a stare assieme. Abbiamo raccolto le testimonianze di due donne, a cui abbiamo dato nomi di fantasia, che ci hanno raccontato come lo smart working abbia cambiato la loro relazione clandestina.

'Abbiamo rinunciato al nostro flirt': la storia di Valeria e Stefano

“Con Stefano ci lanciavano occhiatine di complicità dalle nostre scrivanie, facevamo pausa caffè assieme e l’ora del pranzo era il nostro appuntamento quotidiano, per poterci baciare e a volte anche fare sesso nell’archivio del nostro studio, quando tutti erano fuori per la pausa. Poi c’erano i viaggi di lavoro, durante i quali potevamo anche dormire assieme e goderci delle notti tutte nostre. Tra di noi c’è sempre stata tanta complicità, come due affiatati compagni di gioco. Per me questo flirt era una boccata d’aria dal mio matrimonio, diventato noioso e stantio: Stefano mi ha sempre fatto sentire viva e desiderata”, racconta Valeria. “Da quando lavoriamo a casa, frequentarci è diventato quasi impossibile. Non abbiamo più un posto dove incontrarci e le scuse per vederci sono poche. Certo ci siamo sentiti tramite messaggi, qualche volta ci siamo dati appuntamento in una stanza di hotel, ma man mano abbiamo capito che quella magia stava scemando. Il gioco non valeva più la candela: era diventato tutto troppo rischioso, anche in termini di salute. Qualche settimana fa, con la scusa di andare a fare la spesa, ci siamo dati appuntamento davanti al supermercato. E lì abbiamo decido di alzare bandiera bianca. In macchina ho pianto come una bambina, perché stare con lui mi piaceva, ma è la cosa più giusta da fare ora”.

 

'Ci amiamo davvero e non vogliamo dirci addio': la storia di Lucia e Claudio

C’è chi, nonostante lo smart working, ha trovato soluzioni alternative, accampando scuse su scuse con il proprio compagno ufficiale pur di vedersi con l’amante, come ha fatto Lucia. “Il lockdown mi ha fatto sentire ancora più intrappolata nel mio matrimonio che non va da anni. Quando il mio capo ha comunicato che avrebbe chiuso definitivamente la nostra sede, perché da quel momento in poi tutti avremmo lavorato solo da remoto, ho pensato che dovevo trovare assolutamente un modo per vedermi con Claudio, il mio collega che amo da più di due anni. Con la scusa che a casa non riuscivo a lavorare tranquilla, ho detto a mio marito che sarei andata a lavorare tre giorni alla settimana nel B&B della mia amica, così le davo anche una mano economicamente. E Claudio ha detto la stessa bugia alla moglie. Sia lei che mio marito hanno creduto a questa menzogna e non si sono insospettiti, almeno fino a ora. Abbiamo il nostro 'ufficio alcova' solo per noi, una soluzione notevolmente migliore rispetto a prima. Non siamo due irresponsabili e ci siamo dati delle regole per non ledere la salute di tutti: oltre alla nostra famiglia abbiamo deciso di non incontrare nessun altro e di fare il tampone ogni dieci giorni. È difficile e tanto complicato, ma a farci andare avanti è l’amore che proviamo l’uno per l’altra. Se non ci fosse un vero sentimento, non credo che la nostra storia sarebbe potuta sopravvivere”.

 

Il parere dell’esperta: 'Lo smart working è una prova'

“Per le coppie clandestine nate sul luogo di lavoro, lo smart working è stato un test per verificare la tenuta della relazione, come abbiamo visto anche in queste storie”, afferma Francesca Santamaria Palombo, psicologa e psicoterapeuta. “Chi viveva questi rapporti come evasione dalla routine ha preso atto che il legame non era così profondo, scegliendo così di interrompere la relazione perché troppo difficoltosa. Le storie invece che si fondavano su un sentimento autentico, non solo hanno retto al colpo, ma la distanza ha fatto riflettere i due amanti, portandoli a trovare soluzioni alternative, che hanno aumentato il legame e l’intesa tra di loro. Non escludo che molti di questi amanti clandestini possano aver scelto di uscire allo scoperto a causa del lavoro da remoto, ponendo fine alle loro relazioni ufficiali e iniziando una nuova vita assieme”.

Con lo smart working il rischio di farsi scoprire dal partner ufficiale è aumentato ancora di più. “Stando più tempo vicini, è diventato complicato anche parlare al telefono o chattare liberamente con l’amante. E magari questo timore di essere scoperti ha portato ad avere comportamenti più strani del solito, come nascondere il telefono o correre in bagno a parlare quando arriva una chiamata insistente, che hanno insospettito ancora di più chi subiva il tradimento”, afferma l’esperta. “Magari qualche amante deluso ha anche deciso di uscire allo scoperto e confessare tutto. Non solo per liberarsi da un peso, ma anche per mettere le carte in tavola e capire se c’era un modo per far ripartire un matrimonio o una convivenza in crisi. Passando più tempo insieme, come è successo quest’anno, si ha modo di ritrovare quella passione passata e quella ferma volontà di riprovarci, di perdonare gli errori commessi e d’iniziare un nuovo capitolo. Molte coppie hanno iniziato un percorso di terapia, personale o di coppia, proprio per darsi quella nuova possibilità. I momenti di crisi possono capitare e sicuramente non sono semplici da affrontare: in alcuni casi possono però diventare la migliore opportunità per conoscersi, per riscoprirsi, per affrontare problemi mai risolti in passato e per amarsi nuovamente”.

Se volete raccontare la vostra storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, potete scrivere alla mai a tradimenti@gedi.it