5 buoni propositi per vivere in modo più green

Tutti possiamo contribuire, nel nostro piccolo, a salvaguardare l’ambiente. Dopo un disastroso 2020 perché non iniziare l’anno nuovo adottando una serie di (facili) nuove abitudini più ecologiche?

3 minuti di lettura
Il 2020 è stato un anno globalmente disastroso. Non solo per le persone, ma anche per l’ambiente: iniziato con incendi devastanti in Australia, ha visto un numero record di uragani, uno scioglimento di ghiacci senza precedenti, impressionanti inondazioni. E si è concluso, come ben sappiamo, con la seconda gravissima ondata di una malattia che, come segnala WWF (e non solo), è anche frutto dell’effetto boomerang che comincia con la distruzione degli ecosistemi. Con questi presupposti tra i buoni propositi per il nuovo anno non possiamo trascurare la promessa di essere più green, perché ognuno di noi è chiamato a contribuire, nel suo piccolo, a salvaguardare il pianeta. Ecco cinque pratiche da adottare subito per ridurre il nostro impatto  ambientale.


1) Nutrirsi in modo più sostenibile

Ne abbiamo parlato in occasione del cenone di Natale: ogni pasto della giornata può essere più o meno sostenibile a seconda degli ingredienti che si sceglie di mettere a tavola. La produzione di carne e derivati animali (in particolare di latte, specifica la FAO) è altamente inquinante. La pesca industriale sta svuotando i mari. L’agricoltura che utilizza pesticidi, non rispetta la stagionalità dei raccolti o la geografia territoriale è assai dannosa. In quanto consumatori abbiamo il potere di influire sulla produzione alimentare, e scegliendo alimenti sostenibili la indirizziamo, auspicabilmente, ad investire maggiormente su quel fronte. O almeno questa è la speranza. Nel 2021 facciamo dunque ‘voto’ di mangiare più biologico, più equo solidale, di scegliere prodotti il più possibile a km 0, e di prediligere gli alimenti sfusi e artigianali a quelli industriali e pieni di imballaggi.

2) Usare prodotti biodegradabili

Le grandi responsabili dell’inquinamento idrico sono certamente le industrie, ma anche noi, nel nostro piccolo, scarichiamo nell’impianto fognario tonnellate di sostanze nocive ogni giorno dell’anno. Si tratta di saponi, shampoo, prodotti per il corpo, ma anche detersivi e detergenti per l’igiene della casa. Moltissimi dei prodotti che utilizziamo comunemente possono essere sostituiti con delle alternative biodegradabili o naturali. L’aceto è perfetto per togliere il calcare da qualsiasi superficie. L’olio di mandorle dolci è un cosmetico che, in molti casi, può sostituire lo struccante, il balsamo, il burro di cacao, la crema mani. Esistono numerosi saponi naturali sia per il corpo che per fare il bucato (mai sentito parlare di noci del sapone?). Non occorre diventare primitivisti, ma come buon proposito del 2021 cominciamo a informarci su come si potrebbero sostituire alcuni prodotti e proviamo le loro alternative: molte si dimostreranno efficacissime.  

3) Migliorare le prestazioni della casa

Ristrutturare casa in un’ottica di risparmio energetico sarebbe l’ideale (cappotti termici, nuovi infissi, pannelli solari), ma anche senza interventi pesanti si possono migliorare le prestazioni della propria abitazione in un’ottica di impatto ambientale. Cambiando ad esempio tutte le lampadine con luci LED, che costano un po’ di più, ma durano anni e soprattutto consumano pochissimo. Installando soffioni doccia e filtri per i rubinetti a risparmio idrico: si tratta di sistemi che miscelano al getto d’acqua dell’aria. In questo modo le gocce sono più ‘gonfie’ e ‘soffici’, e quindi più confortevoli, e nel frattempo si arriva a risparmiare fino al 40% di acqua ad ogni utilizzo. Ancora, tappando gli spifferi di porte e finestre – con silicone laddove possibile, o semplici ‘salsicciotti’ di tessuto – perché la dispersione termica che causano è molto più grande di quello che immaginiamo. E possibilmente spegnendo tutte le luci di casa quando non sono necessarie, ma anche tutti i device che rimangono accesi la notte e consumano energia inutilmente.

4) Abbassare di qualche grado il riscaldamento

Diversi studi attestano che il riscaldamento domestico è responsabile di buona parte dell’inquinamento atmosferico, specialmente nelle grandi città. In generale, sarebbe necessario cambiare i propri impianti vetusti con sistemi più moderni e dal minore impatto ambientale. Ma basterebbe anche abbassare il termostato di qualche grado per contribuire collettivamente a ridurre questa grave fonte di inquinamento (cosa che, fra l’altro, permetterebbe di risparmiare un bel po’ sulla bolletta). Non occorre certo soffrire il freddo, ma nemmeno pretendere di stare in t-shirt a gennaio - brutta abitudine manifestata di frequente da diversi influencer e celebrità. Per stare a proprio agio bastano 20 gradi centigradi, e secondo l’OMS nelle zone a clima temperato o freddo 18 gradi in casa sono una temperatura “salutare ed equilibrata”. Naturalmente ci sono esigenze individuali da tenere in considerazione, ma in generale un maglione in più e un paio di gradi in meno sono un buon compromesso per dimostrare di non essere insensibili alle tematiche ambientali.

5) Sostenere le organizzazioni ambientaliste

Nel mondo ci sono tante associazioni e organizzazioni ambientaliste, a cui dovremmo essere sempre grati per l’impegno che mettono nella salvaguardia degli ecosistemi. WWF e Greenpeace tra quelle globali, Legambiente in Italia, ma anche una marea di piccole organizzazioni locali cercano in vari modi di proteggere il pianeta, salvaguardare gli animali, fare informazione, denunciare le situazioni che richiedono interventi. Spesso le ammiriamo, ma ci ‘dimentichiamo’ di sostenerle, quando invece il contributo dei cittadini è indispensabile. Ci sono vari modi per farlo: tramite semplici donazioni in denaro, partecipando come volontari alle iniziative, oppure acquistando merchandise dai loro siti quando vogliamo fare un regalo a qualcuno. O semplicemente facendoci veicolo delle informazioni che diffondono tramite i social e durante le conversazioni in famiglia, con i conoscenti. Greta Thunberg ci ha insegnato che le azioni di un solo individuo possono innescare reazioni a catena che influenzano positivamente gli altri, perché non provarci?