Separazioni

Come dividersi gli amici dopo il divorzio: le vostre storie e i consigli dell'esperto

Photo by Yanapi Senaud on Unsplash  
La fine di una coppia rimescola la carte di tutti gli affetti e anche gli amici, inevitabilmente, si trovano a prendere posizione nei confronti di chi è diventato “ex”. Navigare un cambiamento che non ha regole non è facile per nessuna delle parti coinvolte, ma una cosa è certa: ci saranno delle sorprese
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Quando una coppia si dice addio, tutta la vita va riclassificata e ogni cosa che prima era “nostra” diventa “tua” o “mia”. Anche gli amici finiscono nel processo di separazione, ma una regola per dividerli equamente non c’è. “Perché sono loro a decidere con chi stare”, fa notare Cristina Pesoli, avvocato. La questione, in realtà, ha un risvolto paradossale: perché è proprio quando si avrebbe più bisogno del supporto degli amici, che si rischia di perderli.

Con l’introduzione del divorzio breve nel 2015, i dati si sono impennati per via delle norme che hanno semplificato e velocizzato le procedure, per poi tornare a diminuire leggermente (85.349 nel 2019, -13,9% rispetto al 2016, anno di massimo) mentre restano stabili le separazioni (97.474). La pandemia ha sbagliagliato le carte, ma finita (speriamo) l'epoca della convivenza forzata tornano a essere numerosi gli italiani che si trovano a fare i conti con pratiche di separazione e divorzio. Come fare, con chi resta in mezzo tra le parti? “Se non c’è molto che si possa fare per tenere gli amici, c’è un modo quasi infallibile per farli allontanare. Ovvero: parlare male del proprio ex”, dice Angela S., 37 anni, illustratrice, un divorzio alle spalle. La difficoltà in un momento doloroso - e la separazione lo è -, è trovare un punto di equilibrio fra il bisogno di condividere e la necessità di non parlar male dell’altro.

Prima regola, non fare lobbying

Raccontare per raccontarsi, infatti, è quasi inevitabile, ma c’è un punto su cui gli esperti concordano: fare lobbying, ovvero cercare di tirare gli amici dalla propria parte, non è mai una buona idea: “Anche se c’è del risentimento, bisognerebbe sempre parlare in prima persona”, suggerisce la dottoressa Lucia Portella, psicoterapeuta milanese (www.luciaportella.it). “Può sembrare una sfumatura linguistica di scarsa importanza, ma non lo è. Parlare di sè in prima persona, infatti, è un modo per cercare conforto dagli amici per una ferita. Ben diverso, invece, è parlare del proprio ex per cercare di screditare chi ci ha ferito”. Se gli amici si allontanano, significa che l’errore di aver cercato il consenso è stato fatto, perché anche gli amici hanno la loro sensibilità: “Capisco il bisogno di sentirsi ascoltati e supportati, ma venire a conoscenza di fatti intimi e personali mi ha dato messo a disagio”, è l’esperienza di Laura D., 32 anni, mamma full-time, coinvolta nella separazione di una coppia di amici con cui fatica a fare i conti.

L’imbarazzo, molto spesso, porta all’allontanamento e questo complica ulteriormente le cose: “Oltre a occuparsi del dolore per la propria separazione, si devono anche fare i conti con le relazioni del gruppo”, osserva Portella. Il telefono che non squilla più non è certo una buona medicina per un’autostima calpestata. Questo significa che il silenzio sia la soluzione migliore? “Un fatto doloroso e privatissimo come una separazione non va messo mai in scena, neppure quando sembra tutto molto evidente - il bene e il male, le colpe e le ingiustizie -. Non perché tutto ciò non ci sia, ma perché questi drammi umani sono complessi e delicati e non vanno esibiti”, risponde la psicologa.

Da qui la formula che Pesoli consiglia ai suoi clienti per conciliare il bisogno del confronto con la necessità della discrezione: “Scegliete due persone a cui aprire il vostro cuore e preparatevi delle risposte standard per tutti gli altri. Qualcosa tipo: “È stato un momento difficile, ma adesso inizio a stare meglio, grazie per il tuo interessamento” andrà benissimo per riportare la conversazione fuori da una zona che potrebbe generare ulteriori problemi”.

Le vostre storie

Anche seguendo queste indicazioni alla lettera, è difficile che gli amici della coppia continuino a essere tali anche dopo l’addio. “Quando mi sono separata, ho capito che per gli amici comuni non era possibile mantenere rapporti con entrambi - racconta ancora Angela S. -. Tendenzialmente, hanno finito con lo schierarsi da parte di chi è stato lasciato, per empatia o compassione”. Se nella maggior parte dei casi, ogni ex si tiene gli amici che aveva prima di diventare una coppia, non è escluso che ci siano delle sorprese: “Quelli che si sono rivelati gli amici migliori erano quelli che mi ascoltavano e gentilmente cambiavano argomento, quando la rabbia prendeva il sopravvento”, commenta Giacomo P., 46 anni, ingegnere e padre di tre figli, separato per scelta della moglie. “Gli amici, intesi come coloro che ti vogliono bene, sanno la tua storia, conoscono i problemi che stai affrontando. Di solito, non prendono posizione, ma si avvicinano ancora di più per sostenerti e aiutarti a affrontare il momento”, sottolinea Portella.

A complicare ulteriormente le cose, però, ci si mettono l’infedeltà e gli eventuali figli della coppia, perché in questi casi gli amici devono fare i conti con le proprie posizioni moralistiche: “Ho scoperto in me una reazione che non mi sarei aspettata: preferisco declinare l’invito di amici che hanno lasciato la loro relazione precedente per formare una nuova coppia e ci inviano a trascorrere tempo in compagnia dei loro figli della prima unione”, confessa Clara D., 41 anni, programmatrice, un figlio. Ma navigare le relazioni sociali se ci sono dei bambini di mezzo è ancora più importante. Capita, infatti, che gli amici della coppia siano i genitori degli amici dei propri figli: “Anche i figli soffrono per una separazione e, dunque, bisogna cercare di preservare le loro amicizie”, commenta Pesoli che ricorda come, dopotutto, il divorzio segna la fine di un periodo della propria vita, ma anche l’inizio di una nuova fase: “Invece di parlare solo della vostra separazione, fate lo sforzo di ascoltare quello che gli amici hanno da dire sulla loro vita. È un primo passo per contrastare la forza gravitazionale di una separazione e cominciare a rimettersi in gioco”. Guardando avanti, non è difficile immaginare che nuovi amici prenderanno il posto di quelli usciti di scena.

 

Foto in apertura: by Yanapi Senaud on Unsplash