Mattarella: “Non esistono soluzioni locali a sfide globali”

il presidente della Repubblica alla sessione inaugurale della Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo

ROMA. «La pandemia ha reso evidente che in un mondo interconnesso non esistono soluzioni locali a sfide globali, come quelle dell'emergenza sanitaria, dei cambiamenti climatici, della povertà estrema, dell'insicurezza alimentare», afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla sessione inaugurale della Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo. E aggiunge  il Capo dello Stato: «La guerra genera effetti gravissimi: si acuiscono le tensioni, si obbligano milioni di donne e minori ad abbandonare le loro case per cercare rifugio altrove, si rende più difficile la collaborazione internazionale in materia climatica e ambientale». E «la cooperazione allo sviluppo è strumento fondamentale per costruire e preservare la pace. Il rapporto tra sviluppo e affermazione dei diritti umani è evidente e se è altrettanto evidente che con la guerra non ci può essere sviluppo, è chiaro che senza sviluppo, come si è potuto constatare in diverse parti del mondo, non ci possono essere stabilità e pace», puntualizza il presidente della Repubblica.

Immigrazione

«Il lavoro degli immigrati genera ricadute positive nel funzionamento del nostro sistema produttivo e di welfare e, insieme, contribuisce allo sviluppo dei Paesi di origine. Le rimesse generate nel mondo verso i Paesi a reddito basso e medio ammontano soltanto nel 2021 a circa 550 miliardi di euro - sottolinea Sergio Mattarella-. Il contributo delle comunità di cittadini stranieri presenti in Italia è prezioso per la conoscenza fra i nostri Paesi».

Guerra
 «Il conflitto in Ucraina è stato scatenato da Mosca per anacronistiche velleità di potenza- prosegue il Capo dello Stato- E richiede una risposta netta, unitaria e solidale, al fine di giungere al ripristino di condizioni di pace». E «fra gli effetti gravissimi della guerra in Ucraina, c'è che si accentua la crisi della gestione del debito estero per molti Paesi», evidenzia Sergio Mattarella: «Le grandi crisi internazionale, dalla pandemia all'aggressione della federazione russa all'Ucraina, stanno riducendo, se non azzerando, risorse destinabili ad affrontare le grandi questioni dalla cui soluzione dipende la sopravvivenza dell'umanità. L'azione e gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne esce indebolita. Si riaprono scenari che apparivano definitivamente superati o in via di superamento».

Coopera
E stata dunque inaugurata oggi la seconda Conferenza nazionale della cooperazione allo sviluppo Coopera 2022, convocata a Roma dal ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio. «Un'occasione preziosa di dialogo tra tutti i protagonisti del sistema della cooperazione italiana impegnati per portare aiuto nelle emergenze, per costruire progetti di sviluppo sostenibile, per far crescere il peso delle comunità locali, per promuovere diritti e opportunità per le donne e i giovani nei Paesi a più basso reddito, per prevenire i conflitti e attenuarne l'impatto sulla vita e la sicurezza delle persone», afferma l’ Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).  L'evento è stato aperto dall'intervento inaugurale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Insieme al ministro Di Maio e alla vice ministra con delega alla Cooperazione internazionale, Marina Sereni, tra oggi e domani interverranno inoltre la commissaria europea per le Partnership internazionali, Jutta Urpilainen, la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, il ministro dell'Economia e delle finanze, Daniele Franco, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, la direttrice esecutiva dell'Unicef, Catherine Russel, il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin.

Cooperazione
La conferenza, co-organizzata dalla Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Maeci insieme all'Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo (Aics), ruota attorno a cinque”'P": Pace, Persone, Prosperità, Pianeta e Partnership. Cinque grandi temi globali che riprendono gli obiettivi legati all'Agenda 2030 delle Nazioni unite e che intrecciati tra loro indicano la cornice e gli obiettivi globali sui quali lavorare, i risultati raggiunti, le strade che si prospettano, anche alla luce degli eventi drammatici che hanno segnato gli ultimi due anni, la pandemia e il conflitto in Ucraina. «In questi anni, l'Agenzia per la cooperazione e tutto il sistema hanno fatto concreti passi in avanti, abbiamo una organizzazione più forte e trasparente, ci sono stati affidati centinaia di milioni di risorse europee perché le gestissimo in tutto il mondo, coordiniamo il primo tavolo nazionale che si occupa di educazione alla cittadinanza globale e ora stiamo costruendo, per la prima volta, un sistema di valutazione dell'impatto sociale e di sviluppo dei nostri interventi che migliorerà la capacità di programmare e di incidere del sistema italiano della cooperazione», sottolinea il direttore dell'Aics, Luca Maestripieri.

Riforma
«Spero che questa Coopera avvii un secondo tempo della riforma. Dopo la riforma istituzionale che ha rafforzato e consolidato gli strumenti con cui agiamo ora è il tempo di una riforma culturale, di pensiero, di progettazione. Aics punta sull'innovazione, sugli strumenti digitali per far parlare i tanti attori del Sistema, sulla finanza ad impatto di sviluppo che sta cambiando il modo di fare economia, sulle aree di intervento in cui il Paese può dare un valore aggiunto: industrie creative, ambiente, il tema dell'accesso all'acqua, dell'accesso al cibo e delle filiere alimentari», sostiene il responsabile rapporti istituzionali e comunicazione, Emilio Ciarlo. Nel corso del 2021 l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ha erogato un totale di 555 milioni di euro, oltre a stanziare 598 milioni in investimenti per nuovi progetti, 163 milioni per iniziative legate ad emergenze e 200 milioni per azioni di contrasto della pandemia. Il settore in cui l'Agenzia ha maggiormente investito nell'ultimo anno è quello legato alla sicurezza alimentare con 46 milioni di euro; seguono per entità degli stanziamenti gli interventi a favore del buon governo e della società civile (42,9 milioni), dell'uguaglianza di genere (40,2 milioni), della salute (36,2 milioni), dell'ambiente e contro la crisi climatica (29,8 milioni), dell'educazione (25 milioni), delle persone con disabilità (18,8 milioni). 

Pace
In tema di pace e democrazia, dal 2016 a oggi in Libia la cooperazione italiana ha promosso programmi per un importo pari a circa 73 milioni di euro, dedicati a fronteggiare la crisi umanitaria dovuta ai conflitti che da anni insanguinano il Paese. Gli interventi hanno riguardato azioni di assistenza umanitaria, per circa 46 milioni di euro, e per la stabilizzazione e lo sviluppo, per un importo pari a circa 27 milioni di euro. Svariati sono i programmi dislocati in tutto il Paese a sostegno dell'intero comparto sanitario, come il “Programma di emergenza in Libia per il miglioramento dei servizi sanitari e la protezione dei gruppi vulnerabili”, da 2 milioni di euro, o i diversi programmi per il supporto dei servizi pediatrici. Per quanto riguarda gli interventi di stabilizzazione, tra i numerosi progetti finanziati dalla Cooperazione Italiana vi è lo Stabilization Facility for Libya (SFL), gestito dall'Organizzazione delle Nazione Unite UNDP, che prevede la fornitura di generatori, luci solari stradali ed equipaggiamenti medici per rispondere all'emergenza COVID-19 (macchinari per test, produzione di ossigeno, ambulanze) e campagne di sensibilizzazione su prevenzione. Un secondo fronte sul quale l'Agenzia è da anni impegnata è la crisi siriana. Dal 2012 ad oggi l'impegno complessivo della Cooperazione italiana in tale contesto è ammontato a circa 300 milioni di euro per attività umanitarie, di resilienza, stabilizzazione e sviluppo sia in Siria che nei Paesi limitrofi; in particolare, oltre 90 milioni sono stati stanziati per attività di protezione delle categorie più vulnerabili e di "Early Recovery", nei settori della salute, della sicurezza alimentare, dell'istruzione.

Servizi di base
Nel 2021, dopo 10 anni di conflitto e in una situazione ulteriormente aggravata dalla pandemia del Covid-19, l'Italia ha attivato uno stanziamento pari a 45 milioni di euro. Inoltre, la Cooperazione italiana fino dal 2014 ha contribuito al Fondo fiduciario regionale dell'Unione europea con 15 milioni di euro, contribuendo a interventi volti a migliorare l'accesso ai servizi di base e a sostenere la resilienza delle famiglie e degli individui colpiti dalle crisi.

I 17 Obiettivi Onu
«La politica italiana di cooperazione internazionale è saldamente ancorata al paradigma costituito dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dai suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L'ultimo di essi richiama tutti i Paesi industrializzati a un impegno finanziario di aiuto pubblico da destinare allo sviluppo pari almeno allo 0,70 del Reddito Nazionale Lordo», ha ribadito appunto il presidente della Repubblica alla sessione inaugurale della Conferenza nazionale della Cooperazione allo sviluppo. «L'approccio della Repubblica alle grandi questioni globali è fondato su un multilateralismo efficace, capace di elaborare al livello internazionale risposte tempestive, coordinate, lungimiranti - ha aggiunto Mattarella -. Trova radice in questa convinzione la scelta del finanziamento alle missioni delle grandi organizzazioni internazionali, a partire dalle agenzie delle Nazioni Unite. Un contribuito di primaria importanza lo reca l'Unione Europea. Le nostre politiche di cooperazione sono concepite e attuate in maniera tale da assicurare piena sinergia con le iniziative promosse in questo delicato ambito dalle Istituzioni comuni. L'Unione e i suoi Stati Membri sono il maggiore donatore di assistenza e cooperazione e uno dei principali attori in materia di sviluppo a livello mondiale. La rilevanza dell'azione europea congiunta, capace di proiettarsi nei cinque continenti, deve vederci consapevoli del nostro ruolo, delle nostre responsabilità, del nostro potenziale". Infine il capo dello Stato ha sottolineato che "l'Italia è sensibile alle sfide collettive che richiedono un impegno che trova radici profonde nel tessuto culturale, sociale, politico, del nostro Paese».

Crisi
«La pandemia ha reso evidente che in un mondo interconnesso non esistono soluzioni locali a sfide globali come quelle delle emergenze sanitarie, dei cambiamenti climatici, della povertà estrema, dell'insicurezza alimentare. Una riflessione sulle strategie presenti e future del nostro Paese nel campo della Cooperazione allo sviluppo deve esserne consapevole. In altri termini, non è risolutiva l'attesa che un'iniziativa basata sulla destinazione verso i Paesi più fragili soltanto delle risorse considerate eccedenti dalle economie dei Paesi più sviluppati permetta di vincere le sfide», chiarisce Sergio Mattarella. «La comunità internazionale – precisa il Capo dello Stato- deve saper assumere obiettivi condivisi e, intorno a essi, promuovere la tutela e l'affermazione dei beni globali. Li abbiamo già richiamati: la vita, la salute, il clima, la prosperità contro la povertà. Le grandi crisi internazionali, dalla pandemia all'aggressione all'Ucraina da parte della Federazione Russa, stanno drammaticamente riducendo, se non azzerando, risorse destinabili ad affrontare le grandi questioni dalla cui soluzione dipende la sopravvivenza dell'umanità. L'azione per gli obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne esce indebolita. Si riaprono scenari che apparivano definitivamente superati o in via di superamento»

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