Mafia, Di Matteo: «La magistratura è un pugile alle corde, il Csm protegge i sodali di Palamara»

Il pm antimafia: La vicenda che coinvolge Davigo è grave come quella dell’hotel Champagne”

Nino Di Matteo, da due anni lei è al Csm, eletto dopo il caso Palamara. Le correnti sono più forti o più deboli?
«Il Csm si dibatte tra spinte al cambiamento e controspinte conservatrici, come la difficoltà di liberarsi delle vecchie logiche, dure a morire, e nella tentazione di sopire, ridimensionare».
Se l’aspettava?

«Avevo sempre diffidato del Csm: isolava e delegittimava, anziché difendere, i magistrati liberi e coraggiosi, non intruppati.


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