Draghi: “Con che coscienza la gente salta la lista? Basta vaccinare gli under 60”

Il capo del governo annuncia: «Ci sarà una direttiva Figliuolo e poi vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture»

ROMA. Puntualissimo alle 18,30 di ieri, il presidente del Consiglio, Mario Draghi ha aperto la «sua» conferenza stampa. Accanto a sé il professor, Franco Locatelli del Consiglio superiore di sanità, «per rassicurare al meglio gli italiani». La raccomandazione, inizia il premier Draghi, è «quella di somministrare il vaccino AstraZeneca per chi abbia più di sessant’anni». Mai il tema vero, fa notare, è il rischio di decesso: «E per questa ragione è prioritario vaccinare quelli che hanno più età». Anzi, direi alla Regioni, «smettetela di vaccinare chi ha meno di sessant’anni...se riduciamo il rischio delle classi più esposte si riapre tutto con tranquillità». Con che «coscienza i giovani saltano la lista e si fanno vaccinare mettendo a rischio chi ha più di 75 anni...», aggiunge. Poi: il nodo della disponibilità dei vaccini dopo lo “stop” per gli under 60 delle dosi di AstraZeneca. «La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbio sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». Insomma, intona il capo del governo, «è venuto il momento di prendere decisioni sulle fasce di età per le vaccinazioni».

Anche perché spiega, «questo è al centro delle riaperture. Se riduciamo il rischio di morte nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità. La disponibità dei vaccini c'è e ora tocca al commissario che lavora bene. Il lavoro procede a spron battuto, si tratta di fare delle scelte». Anche perché argomenta con dati alla mano, «la disponibilità di vaccini che abbiamo in aprile permette di vaccinare chi ha più di 80 anni, in tutte le Regioni, e in parte chi ne ha più di 70». Quindi, il capitolo riaperture.

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Tema al  centro dell’incontro con Matteo Salvini ma anche con le Regioni. «Ho visto Salvini, ho visto i presidenti delle Regioni ma anche dei Comuni, e questa mattina ho visto anche Bersani. Tutti chiedono le riaperture. E' normale farlo – dice Mario Draghi - La miglior forma di sostegno all'economia sono le riaperture. Sono consapevole del bisogno e della disperazione, delle manifestazioni che ci sono state. Capisco il senso di smarrimento e di alienazione che c’è in questa situazione. Quanto più procedono celermente le vaccinazioni, tanto più si potrà tornare a riaprire. Parlo delle categorie a rischio», afferma, «occorre il 10% delle categorie a rischio e meno sugli altri», osserva. «Non ho una data. Ci stiamo pensando, ma dipende dall'andamento dei contagi e dalle vaccinazioni», osserva il presidente del Consiglio. Naturalmente, il governo sta lavorando, comunque, a un piano di riapertura anche «delle fiere e degli eventi: è il miglior messaggio di fiducia al paese». Insomma, «stiamo guardando al futuro delle prossime settimane». 

E così, per armonizzare il piano ripartenze, «ci sarà una direttiva di Figliuolo» proprio sulle vaccinazioni delle persone fragili «e poi vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture. Pensate quant'è importante soprattutto per la riapertura delle scuole, soprattutto per quelle dei più grandi: uno dei criteri per chiudere era che tornavano a casa e contagiavano i vecchi, i nonni». Fin qui, il nodo pandemia e campagna vaccinale, poi l’altra spina dolente Alitalia.

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Alitalia
Sulla compagnia di bandiera, infatti, c’è una trattativa in corso ma «noi non possiamo accettare asimmetrie non giustificate. Se ci sono delle ragioni per trattare male Alitalia rispetto ad Air France lo vedremo. Non accetteremo discriminazioni».  Nel merito, poi spiega,  «Ita avrà una forte discontinuità rispetto ad Alitalia. Il punto è creare una società nuova che parta e non perda la stagione estiva. Serve partire subito e che possa reggersi da sola, con le sue ali. Senza sussidi», ha aggiunto. Poi, la nota di colore sulla compagnia di bandiera, «Ho viaggiato per tanti anni con Alitalia. Una famiglia, anche se un pò cara».

Recovery Pnr
«Per il Pnr – spiega Mario Draghi – è prevista una struttura centrale che ha una funzione di coordinamento. Questo significa che riceve il denaro dalla Commissione europea e lo dà agli enti attuatori a seconda dei lavori in corso. Poi c'è una struttura di valutazione e servirà un coordinamento tra gli locali, ma non sembra una cosa impossibile». Naturalmente il piano porterà con se anche delle nuove assunzioni, perché spiega il capo del governo, «occorreranno nuove competenze e formazione e aggiornamento di competenze attuali. Proprio per questa ragione abbiamo riaperto i concorsi per alcune categorie. La riapertura è orientata ad assumere qualifiche nel campo della digitalizzazione o dell'aggiornamento». 

Turchia Europa

Infine un oassagio su Erdogan che il presidente del Consiglio, Mario Draghi definisce «un dittatore», aggiungendo che non «condivido assolutamente il comportamento di Erdogan verso Von der leyen. Credo non sia stato un comportamento appropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l'umiliazione subita da Von der leyen».

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