Haiti, 17 missionari statunitensi rapiti con le loro famiglie: tra loro anche alcuni bambini

Uno è riuscito a mandare un messaggio su WhatsApp mentre il gruppo veniva prelevato dai rapitori: «Pregate per noi, non so dove ci stanno portando»

Diciassette missionari statunitensi sono stati rapiti nella notte insieme alle loro famiglie da una banda criminale alla periferia orientale di Port-au-Prince, ad Haiti. Lo hanno reso noto fonti di sicurezza locali. I missionari, tra cui anche alcuni bambini, sono nelle mani di una banda armata che, da mesi, organizza furti e rapimenti nella zona situata tra la capitale haitiana e il confine con la Repubblica Dominicana, ha precisato una fonte che non è però in grado di chiarire se sia stata fatta una richiesta di riscatto.

Il rapimento si è verificato mentre il gruppo stava lasciando un orfanotrofio della capitale per raggiungere un’altra destinazione: la banda ha bloccato l’autobus su cui viaggiavano e li ha costretti a scendere. Uno dei rapiti è riuscito a mandare un messaggio su WhatsApp mentre il gruppo veniva prelevato dai rapitori. «Per favore pregate per noi, siamo tenuti in ostaggio, hanno rapito il nostro autista, non so dove ci stanno portando», dice il messaggio, riportato dal Washington Post. Il giornale conferma anche che i 17 missionari - 14 adulti e 3 bambini - appartengono al gruppo cristiano che ha sede in Ohio «Christian Aid Ministries» che ha diffuso un messaggio ai suoi membri chiedendo di pregare «per gli uomini, le donne ed i bambini» tenuti in ostaggio. «Il direttore della missione e l'ambasciata americana stanno lavorando per vedere quello che si può fare, pregate che i membri della gang che li ha rapiti trovino il pentimento e la fede in Gesù Cristo», conclude il messaggio.

Haiti nell’ultimo periodo sta fronteggiando un’ondata di violenze, in cui le bande armate giocano un ruolo importante, bloccando le attività economiche nel Paese più povere delle Americhe. Il numero dei rapimenti è aumentato del 300% dallo scorso luglio: almeno 628 persone sono state rapite dallo scorso gennaio, 29 delle quali straniere. I disordini sono aumentati dopo due eventi che hanno aperto ferite profonde: l'assassinio del presidente Jovenel Moise a luglio e un terremoto ad agosto che ha ucciso oltre 2mila persone. 

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