Elezioni in Germania, Scholz: “Ora coalizione con Verdi e liberali”. Laschet: non rivendichiamo il governo, siamo disponibili se loro non ce la fanno

Crollo Cdu/Csu: perso il 9%. Per la prima volta dal dopoguerra i due partiti storici sono sotto il 30%. Iniziate le trattative per formare un governo con i Grünen

«Bisogna dirlo con chiarezza: la Spd è arrivata prima in queste elezioni». A dichiararlo è il segretario generale dei socialdemocratici, Lars Klingbeil. Il partito di centro-sinistra tedesco vince così le elezioni nazionali battendo di poco il blocco di centro-destra dell'Unione della cancelliera uscente Angela Merkel, in una competizione elettorale molto combattuta che determinerà chi succederà alla leader storica alla guida della più grande economia europea.

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Per il candidato dei socialdemocratici Olaf Scholz, vice cancelliere uscente e ministro delle finanze che ha tirato fuori il suo partito da una crisi lunga anni, il risultato è «un mandato molto chiaro» e intende fare di tutto per concludere le trattative per formare una coalizione di governo prima di Natale. In particolare, Scholz ha aggiunto «di essere fiducioso che non sarà Angela Merkel a tenere quest'anno il discorso di capodanno». In più ha ribadito che la volontà degli elettori è quella di avere un governo composto da Spd-Verdi-Fdp: «Il nostro compito adesso è fare quello che desiderano i cittadini. Non dare la priorità alle nostre esigenze ma formare un buon governo che possa dare un giusto orientamento e che ci porti versi il futuro. La coalizione sociale, ecologica e liberale ha le fondamenta nella storia di governo e una buona base storica. La Germania è solida».

Ma le acque hanno iniziato a muoversi, per i complicati giochi di coalizione necessari a formare un governo. Armin Laschet, il candidato dell’Unione, questa mattina ridimensiona la sua rivendicazione della cancelleria. Quella formulata ieri sarebbe stata «un'offerta» e non appunto una rivendicazione, avrebbe precisato parlando al direttivo della Cdu, secondo quanto riporta la Welt. «Nessuno può rivendicare il governo e non è quello che ho fatto io ieri», ha spiegato secondo il giornale che cita una fonte interna. «Noi siamo pronti ad altre coalizioni se il semaforo non dovesse funzionare», l'aggiunta di Laschet, in riferimento alla possibile coalizione composta da Spd (rossi), Liberali (gialli) e Verdi.

I funzionari elettorali hanno reso noto che il conteggio di tutte le 299 circoscrizioni ha mostrato che i socialdemocratici hanno ricevuto il 25,7% dei voti, contro il 24,1% del blocco dell'Unione. Nessun partito vincente in un'elezione nazionale tedesca aveva mai preso meno del 31% dei voti.

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Nonostante abbia ottenuto il suo peggior risultato di sempre in una competizione federale, il blocco dell'Unione ha detto che anch'esso parlerà con i partiti più piccoli per discutere la formazione di un governo, mentre la Merkel rimarrà in un ruolo di custode fino al giuramento del successore. Armin Laschet, il governatore dello stato del Nord Reno-Westfalia che ha superato un rivale più popolare per assicurarsi la nomina del blocco dell'Unione della Merkel, ha lottato per motivare la base del partito ed è scivolato in una serie di passi falsi. «Certo, la perdita di voti non è bella», ha commentato Laschet, aggiungendo però che Merkel va via dopo 16 anni al potere: «nessuno ha avuto un bonus in queste elezioni. Scholz non è il rè».

Laschet ieri aveva detto ai sostenitori che «sarà fatto tutto il possibile per formare un governo sotto la guida dell'Unione, perché la Germania ora ha bisogno di una coalizione per il futuro che modernizzi il paese». Sia Laschet che Scholz faranno la corte agli stessi due partiti: i Verdi ambientalisti, che sono arrivati terzi con il 14,8%, e i Liberi Democratici, che hanno preso l'11,5% dei voti. I Verdi tradizionalmente propendono per i socialdemocratici e i Liberi Democratici per l'Unione, ma nessuno dei due ha escluso di passare dall'altra parte. 

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Al via le trattative per la formazione del nuovo governo
Sono parecchie le maggioranze possibili. Serviranno almeno 368 seggi sui nuovi 735. Entrambi i principali partiti non vogliono allearsi nuovamente anche se otterrebero una solida maggioranza (Spd+Cdu/Csu: 402 seggi). Si aprono quindi nuovi scenari con protagonisti i Verdi e i Liberali (Fdp). Se i social democratici si alleassero con loro avrebbero 416 seggi (Spd+Verdi+Fdp: 416 seggi) mentre se lo facesse il centro-destra dell'Unione i seggi sarebbero 406 seggi (Cdu/Csu+Verdi+Fdp: 406 seggi). Non possono invece governare insieme i partiti più a sinistra dell’asse politico perchè non avrebbero i numeri (Spd+Verdi+Linke: 363 seggi). Fuori dalle trattative è Afd, il partito di estrema destra tedesco. 

La Linke entra al Bundestag
A sorpresa, la Linke entrerà al Bundestag senza aver superato la soglia di sbarramento del 5% grazie a una norma che prevede l'ingresso in parlamento anche per un partito che vince in tre collegi uninominali senza raggiungere la soglia. Lo riferisce il Guardian. Il partito di sinistra ha registrato un notevole calo rispetto alla precedente tornata elettorale del 2017 in cui aveva incassato il 9% dei voti. Nonostante ciò, il candidato di punta Dieter Bartsch della Linke, ha ammesso di aver subito una pesante sconfitta. «Andranno tratte le conseguenze», ha aggiunto.

L’Spd vince anche a Berlino. Per la prima volta una sindaca per la capitale
I socialdemocratici hanno vinto le elezioni anche per il rinnovo del parlamento locale della capitale tedesca. La Spd e la candidata Franziska Giffey hanno ottenuto il 21,4% dei consensi, come reso noto dalla commissione elettorale al termine del conteggio dei voti. Ai Verdi di Bettina Jarasch, il 18,9% dei voti, mentre la Cdu si ferma al 18,1%. Seguono la Linke, con il 14% dei voti, l'Afd con l'8% e la Fdp con il 7,1%.

Nel nuovo Bundestag i parlamentari saranno 735 
Saranno 735 i seggi del nuovo Bundestag dopo le elezioni federali in Germania. Lo sottolinea la Bild all'indomani del voto, ricordando che nella precedente legislatura erano 709. A causa del complesso sistema elettorale tedesco, prima dei risultati del voto, gli analisti avevano prospettato la possibilità di un nuovo Bundestag ancora più grande, con un numero di deputati addirittura superiore a 900.

Iniziati i colloqui tra i Verdi e i Liberali 
«Stanno cominciando colloqui in una cerchia molto piccola» tra i Verdi e i liberali dell'Fdp in vista di una comune partecipazione di governo. Lo ha annunciato all'emittente pubblica Ard il capogruppo del partito ambientalista al Bundestag, Anton Hofreiter. «Perchè la cosa possa funzionare, si vedrà quali punti in comune possiamo avere con loro, quello di cui hanno bisogno le rispettive parti», ha aggiunto Hofreiter.  Inoltre, sia in una coalizione Giamaica (Unione, Fdp, Verdi) sia in un governo semaforo (Spd, Fdp, Verdi) ci sono i Verdi e la Fdp. «Ecco perché è saggio parlare prima con i Liberali. Poi vediamo dove questo ci porta» ha concluso Hofreiter.

Merkel: «Ora avanti veloci»
Per quanto riguarda «il governo, si dovrà procedere molto rapidamente. Verdi e Fdp vogliono sapere in tempi stretti cosa chiediamo». Con queste parole, riportate dalla Bild, Angela Merkel sarebbe intervenuta durante la riunione dei vertici dell'Unione in corso per discutere del voto e delle strade da seguire. 

Sassoli: «Non c’è tempo da perdere. L’Europa ha bisogno di un partner forte»
«Congratulazioni a Olaf Scholz e all'Spd per la vostra vittoria! Dopo questa crisi storica, non c'è tempo da perdere: l'Europa ha bisogno di un partner forte e affidabile a Berlino per continuare il nostro lavoro comune per una ripresa sociale e verde». Così il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha commentato su Twitter. 

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