Covid, un anziano in lacrime cerca la moglie. Il medico lo abbraccia e la foto diventa virale

«Mi è venuto spontaneo» ha detto il dott Varon. Il gesto d'affetto nel giorno del Ringraziamento, in un ospedale del Texas, uno degli stati più colpiti degli Usa

In lacrime, con il capo chino e il corpo stretto tra le braccia di un medico protetto da guanti, mascherina e visiera in plexiglass. E’ la foto, l’ennesima, di un anziano ricoverato in un ospedale dopo aver contratto il coronavirus. Negli ultimi mesi se ne sono viste tante ma, ogni volta, suscitano sussulti all’anima. E’ come un pugno nello stomaco perché l’uomo ritratto in questo scatto, non serve conoscerlo, nell’immaginario potrebbe nostro padre o nostro nonno. E, la sua disperazione e richiesta di aiuto, commuove.

Simbolo dello sconforto delle vittime del Covid-19 e della compassione degli operatori sanitari, la foto, diventata virale, è stata scattata giovedì 25 novembre, Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, allo United Memorial Hospital di Houston, in Texas, da un fotografo dell'agenzia Getty. «Mentre ero nell'unità Covid vedo questo paziente anziano alzarsi dal letto e, cercando di andarsene, piangeva», ha raccontato lunedì alla Cnn il dottor Joseph Varon, capo dell'unità di terapia intensiva allo United Memorial.

«Mi sono avvicinato e gli ho chiesto: perché piangi? Mi ha risposto: voglio stare con mia moglie. Così l’ho abbracciato», ha spiegato il medico, dicendo di non essersi accorto di essere stato fotografato. «Stava solo piangendo e dopo un po’ si è ripreso e si è fermato». Mi sono sentito «dispiaciuto  e molto triste, come lui» ha poi aggiunto.

Il ricovero in un reparto Covid è «difficile» per tutti, a maggior ragione per i pazienti anziani che si sentono soli, ha spiegato il dottore, e alcuni pazienti hanno già cercato di scappare perché «sono così isolati, vogliono partire». Ma, in questo caso, la buona notizia c’è. L’uomo ritratto nello scatto sta molto meglio e potrebbe essere dimesso dall'ospedale prima della fine della settimana, ha fatto sapere sempre il dottor Varon.

Il Texas è diventato a novembre il primo stato degli Stati Uniti a superare un milione di casi positivi per il coronavirus dall'inizio della pandemia e lo Stato ha più di 21.800 morti. Il medico, che ha lavorato nella sua unità per 256 giorni senza alcun giorno libero, ha espresso la sua «frustrazione» per il mancato rispetto delle norme sanitarie da parte dei texani.

«Lavoro tutti i giorni e le persone fanno tutto ciò che è sbagliato, vanno nei bar, nei ristoranti, nei centri commerciali, è spazzatura –  ha detto –. «Le persone non ascoltano e finiscono nella mia unità di terapia intensiva. (Loro) devono sapere che non voglio doverle abbracciare», ha aggiunto, ripetendo le misure sanitarie per proteggersi. Se le istruzioni vengono seguite, «allora il personale infermieristico, come me, potrebbe essere in grado di riposare», ha concluso.

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