“Lo scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh ucciso con armi telecomandate”

L’agenzia di stampa Fars News smentisce le ricostruzioni finora fatte dell’agguato 

TEHERAN. Mohsen Fakhrizadeh, lo scienziato a capo del programma nucleare iraniano, sarebbe stato ucciso da mitragliatrici radiocomandate, nascoste in un veicolo che è esploso pochi minuti dopo l’attentato. Lo sostiene l’agenzia di stampa iraniana Fars News, smentendo le ricostruzioni finora fatte dell’agguato, la cui responsabilità Teheran attribuisce ai servizi segreti israeliani.  

Secondo la versione dell’agenzia ufficiale iraniana, ripresa in Israele dal giornale Haaretz, il corteo di auto blindate che venerdì scorso scortava Fakhrizadeh era ormai vicino al luogo di destinazione. Lo scienziato era alla guida di una delle vetture e aveva al suo fianco la moglie. Subito dopo che le auto di scorta hanno superato la sua, per precederlo all’arrivo in modo da rendere sicura la zona prima che lui scendesse, si sono uditi alcuni colpi di arma da fuoco.  

Fakhrizadeh, afferma Fars News, ha accostato rallentando, «forse pensando ad un guasto all’auto». A questo punto, da una Nissan parcheggiata a 150 metri di distanza sono stati sparati numerosi colpi di mitragliatrice, che hanno mortalmente colpito lo scienziato. Secondo l’agenzia, le armi erano state azionate con un comando a distanza. Un paio di minuti dopo la Nissan è esplosa, come accade nei film quando i killer non vogliono lasciare tracce. Il veicolo era intestato a una persona di cui non è stata rivelata l’identità, e che ha lasciato l’Iran da tempo, precisa l’agenzia.  

La nuova versione dell’accaduto smentisce quella di Javad Mogouyi, un regista che lavora per il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, e la cui ricostruzione era stata ripresa dal New York Times. Secondo Mogouyi, un’auto è effettivamente esplosa, ma era parcheggiata a lato della strada e l’esplosione serviva solo a bloccare il convoglio. Subito dopo, almeno 12 killer sarebbero arrivati a bordo di motociclette o uscendo da vetture parcheggiate: in pochi secondi hanno ucciso le guardie del corpo e colpito mortalmente con tre colpi lo scienziato. Nessuno dei membri del commando è stato individuato.

Se la ricostruzione fatta da Fars News fosse quella corrispondente alla realtà, la tecnologia necessaria a compiere l’attentato restringerebbe i mandati a pochissimi paesi: un sistema di puntamento automatico azionabile da remoto contro persone che si trovano a bordo di auto in movimento richiede strumenti estremamente sofisticati e una regia tecnica di grande precisione. Il fatto che Fakhrizadeh abbia accostato crea inoltre qualche perplessità sull’intera ricostruzione: se si odono colpo di arma da fuoco, un convoglio accelera, non rallenta. 

Iran, ucciso con un agguato famoso scienzato nucleare

L’uso di droni o di sistemi automatici per colpire i propri obiettivi all’estero si sta d’altra parte diffondendo sempre di più. In gennaio, gli Stati Uniti avevano ucciso con un drone il generale iraniano Qassem Soleimani. In febbraio un altro drone americano aveva ucciso Qassim al-Rima, l’erede di Al-Zawahiri nell’organizzazione terroristica Al-Qaeda. Ma, se la ricostruzione di Fars News corrisponde a verità, sarebbe la prima volta che vengono impiegate armi convenzionali come una mitragliatrice manovrata da remoto contro un bersaglio lontano in movimento. Sembra davvero solo una nuova puntata di «Sniper», ma ormai sappiamo che la realtà supera sempre la fantasia.  

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