Covid e sci, la Germania chiederà la chiusura degli impianti in tutta Europa

L’Austria in disaccordo con la Merkel. Molti Paesi studiano piani per tentare di salvare la stagione

Il governo federale tedesco intende muoversi per far sì che gli impianti sciistici restino chiusi in tutta Europa. Ad annunciarlo, al Bundestag, è stata la cancelliera Angela Merkel sottolineando tuttavia come alcuni, come l'Austria, sembrano decisi a non associarsi a questo processo. L'annuncio della Merkel è stato accolto da reazioni e commenti in aula.

- Iscriviti qui alla newsletter sul Covid

Quattro settimane fa, il governo ha deciso nuove misure anti-pandemia. «Possiamo vedere che questo ha permesso di fermare una drammatica crescita esponenziale», ha spiegato la cancelliera, che ha parlato di un «primo successo» nella lotta al Coronavirus, legato al fatto che il sistema sanitario è stato messo al riparo dal collasso. Tuttavia, ha aggiunto, un'inversione di tendenza non è ancora evidente.

Coronavirus, Merkel: "Restrizioni prorogate fino al 20 dicembre, contagi ancora troppo elevati"

Tutti i Paesi europei che ospitano rinomate località di montagna in questi giorni si interrogano sull'opportunità di aprire gli impianti e studiano piani per tentare di salvare la stagione, almeno nel periodo delle feste. La Francia ha annunciato una decisione nei prossimi dieci giorni perché le incertezze sono ancora tante. Nelle ultime ore palazzo Matignon ha consultato le principali organizzazioni del settore per fare il punto non solo sulle attività sportive all'aperto ma anche sul tempo libero post sci nelle località di montagna che potrebbe essere foriero di scambi e quindi contagi. Allo studio del governo francese ci sono diversi scenari, dalla "definizione di un protocollo sanitario specifico" all'erogazione di un compenso economico per le imprese e i lavoratori del settore in caso di chiusura delle stazioni.

Coronavirus: i contagi in Italia e quali sono le regioni da tenere sotto controllo

In ogni caso la decisione della Francia terrà conto anche di quelle dei Paesi vicini. E qui la vicenda si complica. Perché ogni nazione contro la seconda ondata ha adottato misure diverse, con tempi diversi. La Svizzera ad esempio, che in questa fase ha deciso di non imporre un lockdown, ha tenuto le sue stazioni sciistiche sempre aperte e non intende chiuderle proprio nel picco della stagione. Già a fine ottobre circolavano foto delle piste di Verbier affollate di sciatori. Certo, con l'indice di contagio in salita, le autorità elvetiche non vogliono rischiare.

Per questo i responsabili delle stazioni sciistiche devono sottoporre un piano di sicurezza alle autorità cantonali che devono poi assicurarsi che sia rispettato. Tra le misure, la distanza di 1,5 metri, l'obbligo di mascherina sugli impianti e l'igienizzazione accurata di funivie e altre strutture per la risalita e finestrini sempre aperti. In Austria, la cui popolare località sciistica di Ischgl fu teatro del primo grande focolaio europeo di Covid, si punta a uno screening di massa per far ripartire economia, scuole e anche lo sci alla fine del lockdown, il 5 dicembre. 

Coronavirus, il mondo dello sci ha bisogno di risposte urgenti dal governo

Minestra di cavolo nero, fagioli all’occhio e zucca con maltagliati di farro

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi