Accoltella una donna a Lugano: 28enne arrestata era radicalizzata e controllata dall'intelligence di mezza Europa

Foto presa dal profilo Twitter della Polizia cantonale

La giovane risulta sposata ad un afgano che ha lasciato il Canton Ticino nel 2015, senza più tornare in Svizzera

Convertita, radicalizzata e controllata dall'intelligence di mezza Europa la 28enne ticinese, residente a Vezia (il padre è di origine italiana) che ieri pomeriggio ha accoltellata al collo una donna e aggredito un'altra al quinto piano del grande magazzino Manor in piazza Dante a Lugano.

La giovane risulta sposata ad un afgano che ha lasciato il Canton Ticino nel 2015, senza più tornare in Svizzera. Nessuno dei due aveva mai dato problemi. Nei confronti della giovane la polizia federale aveva aperto un'inchiesta nel 2017, dopo aver saputo che la ragazza aveva tentato di raggiungere la Siria nei territori controllati dall'Isis. 

All'epoca la giovane era finita sotto la lente della Federpol e di altre intelligence europee. L'informazione è stata fornita, su Twitter, dalla polizia cantonale. A conferma che la pista dell'estremismo islamico è la più battuta dagli inquirenti di Berna e Lugano.

La ragazza, rimasta sola dopo la partenza del marito afgano, sul quale gli inquirenti svizzeri stanno cercando di saperne di più. si era innamorata di un combattente jihadista che si trovava nel paese  mediorientale e che aveva cercato di raggiungerlo.

La 28enne era stata arrestata dalle autorità turche al confine tra Turchia e Siria. Dopo l'arresto la ragazza era stata immediatamente rimpatriata. All'epoca la giovane donna soffriva di problemi psicologici. Al suo rientro in Ticino era stata collocata in un istituto psichiatrica. La Federpol ha comunicato che dal momento dell'apertura dell'inchiesta, cioè nel 2017, la 28enne non è più comparsa in altre inchieste legate al terrorismo.

La ragazza viveva sola e non lavorava. Non è dato sapere cosa ha fatto negli ultimi due anni. Gli inquirenti svizzera stanno cercando di saperne di più. Soprattutto capire quali contatti può aver avuto. Fra le prime reazioni al fatto di sangue di Lugano, c'è da segnalare quella del cancelliere austriaco Sebastian Kurz  che su Twitter ha scritto «condanno fermamente l’attacco terroristico di matrice islamica di oggi a Lugano. I miei pensieri vanno alle vittime. Siamo vicini alla Svizzera in queste difficili ore'».

In Austria sono ferite ancora scoperte quelle legate all'attentato dello scorso 2 novembre a Vienna dove un giovane attentatore, prima di essere ucciso dalla polizia, con un fucile d'assalto nel centro della capitale austriaca ha ucciso quattro persone e ferite altre 23. Nei giorni successivi la polizia di Zurigo a Winterthur ha arrestato due giovani svizzeri di 18 e 24 anni sospettati di essere collegati all'attentato terroristico di Vienna.

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