Autostrade paga 3,4 miliardi e chiude contestazione di “grave inadempimento” per crollo del Ponte Morandi

Firmata la transazione col ministro delle Infrastrutture che prevede che 1,4 miliardi siano destinati alla comunità ligure

Si chiude per una cifra di 3,4 miliardi il procedimento di contestazione per «grave inadempimento» che era stato avviato dall'ex governo di Movimento 5 stelle e Lega nei confronti di Autostrade per l'Italia (Aspi), a seguito del crollo del Ponte Morandi di Genova avvenuto nell'agosto del 2018, che provocò la morte di 43 persone. Lo ha annunciato la controllante di Aspi, Atlantia, società quotata in Borsa e partecipata a maggioranza dalla famiglia Benetton, precisando che è stato sottoscritto il necessario atto transattivo tra la società concessionaria autostradale e il ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili, oggi guidato da Enrico Giovannini e all’epoca della tragedia, per la quale ha appena preso il via il processo, da Danilo Toninelli.

«Confermando l’importo complessivo di 3,4 miliardi di risorse compensative, messe a disposizione da parte di Aspi - si legge nella nota di Atlantia - l’atto transattivo tiene conto degli esiti delle continue interlocuzioni avvenute tra la società concessionaria, le autorità governative, la Regione Liguria, il Comune di Genova e l’Autorità Portuale, destinandone oltre 1,4 miliardi di euro a interventi a favore della comunità ligure». Le specifiche misure per il territorio ligure prevedono «la realizzazione del tunnel subportuale di Genova e la viabilità della Val Fontanabuona, la realizzazione di progetti di mobilità, logistica e digitali nell’area genovese, iniziative a favore del porto e risorse per indennizzi dei residenti negli immobili sottostanti al viadotto Bisagno».

La transizione appena firmata rappresenta un tassello chiave nel complicato passaggio della maggioranza dell'88% di Aspi da Atlantia al consorzio guidato dalla società pubblica Cdp e composto anche dai fondi Blackstone e Macquarie. Tanto che Atlantia fa sapere che gli atti della transazione sono stati trasmessi al consorzio acquirente che ha dato il via libera. Tra gli altri elementi che dovrebbero spianare la strada all'operazione, che di fatto riconsegnerà buona parte delle autostrade italiane in mano pubblica e che dovrebbe perfezionarsi entro il primo trimestre del 2022, anche la conferma arrivata da Consob che il trasferimento del controllo non fa scattare un obbligo di Opa su Autostrade Meridionali, di cui Aspi possiede il 59 per cento.

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